Grano duro, il prezzo massimo balza a 290 euro alla tonnellata

Ieri sulla piazza di Foggia il cereale pastificabile all'ingrosso guadagna 10 euro in una settimana; stabile il biologico. All'origine Ismea registra una crescita del prezzo di ben 15 euro in sole due settimane

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Valutazioni massime a Bari per i grani duri esteri, con il Canadese ormai a 296 euro
Fonte foto: © lily - Fotolia

I prezzi all'ingrosso del grano duro fino nazionale al Sud fanno un vero e proprio balzo di ben 10 euro alla tonnellata e raggiungo ieri - 30 ottobre 2019 – i 290 euro alla tonnellata sui massimi alla Borsa merci di Foggia, dopo una seduta di attesa, quella del 23 ottobre, che era però seguita a ben quattro sedute consecutive con il segno positivo, che avevano fruttato incrementi complessivi di 20 euro alla tonnellata. Ieri invece le contrattazioni sono tornate al dato reale del mercato, quello della oggettiva scarsità di materia prima. Non a caso, per rintracciare quota 290 euro alla tonnellata bisogna risalire alla seduta del 21 ottobre 2015. E i prezzi di Foggia in sei sedute sono cresciti di ben 30 euro alla tonnellata.

Ismea al contempo registra sui mercati all'origine prezzi al rialzo su molte piazze del Sud: Foggia (+15 euro in due settimane), Napoli (+8,5 euro sul prezzo medio in due settimane), Catania e Palermo (+5 euro). Invece Bari non presenta una nuova rilevazione sulla settimana precedente, mentre sono stabili i valori sia a Matera che a Campobasso. In questa fase di mercato si tengono su valori superiori alla Borsa merci di Foggia i prezzi in campagna di Napoli.

La Borsa merci di Bari, il 29 ottobre, vede prezzi in aumento per il cereale pastificabile nazionale sull'ultima seduta del 22 ottobre di 3 euro alla tonnellata. In crescita di 8 euro alla tonnellata i grani duri Spagnolo e Canadese di prima qualità, con quest'ultimo che rinnova la massima quotazione di stagione con ben 296 euro alla tonnellata.
 

Prezzi all'ingrosso a Foggia

Il grano duro fino nazionale mietitura 2019, proteine minime 12% e peso specifico 80 chilogrammi ogni 100 litri, ha visto ieri, 30 ottobre 2019, la sua diciassettesima seduta di stagione alla Borsa merci della Camera di commercio di Foggia. E l'Osservatorio prezzi ha riscontrato un incremento di 10 euro sulle quotazioni di questo raccolto dello scorso 23 ottobre, pervenendo a 285 euro alla tonnellata di prezzo minimo e 290 di massimo alle condizioni "franco partenza luogo di stoccaggio".
Tali prezzi sono maggiori di 18 euro alla tonnellata rispetto alla seduta del 9 ottobre e di 35 euro sovrastanti quella del 31 luglio 2019. Ma i 290 euro spuntati ieri superano di ben 68 euro i valori del 31 ottobre 2018, attestati a 222 euro sui massimi, il 30,64% in più.

Il cereale pastificabile raggiunge così la sua maggiore quotazione degli ultimi quattro anni e due settimane. Infatti, per avere un prezzo massimo a Foggia identico alla quotazione attuale, occorre tornare alla seduta del 14 ottobre 2015, quando, in fase discendente, il cereale toccò per l'ultima volta i 290 euro sui massimi e i 285 euro sui minimi.

I valori conseguiti con i rialzi di stagione compresi dal 26 giugno a ieri si attestano complessivamente a 60 euro sopra quelli del 19 giugno, data dell'esordio di stagione commerciale. E sono prezzi che superano di 42 euro quelli di fine campagna commerciale del 29 maggio 2019: attestati a 243,00 euro alla tonnellata sui minimi e 248,00 sui massimi.

Rispetto alla sedicesima seduta, si presenta invece stabile, sia sui valori massimi che su quelli minimi, il grano duro biologico, che si conferma ieri a Foggia a 420,00 euro alla tonnellata sui minimi e 430,00 sui massimi. In questo caso valori superiori di 30 e 35 euro a quelli dell'ultima quotazione della mietitura 2018, che aveva chiuso il 29 maggio scorso con 390 euro a tonnellata sui minimi e 395 sui massimi. Curiosità: in un anno, dal 24 ottobre 2018, il progresso del prezzo del grano duro bio è stato di ben 65 euro, il 17,80% in più.
 

Borsa merci di Bari

Il 29 ottobre 2019 alla Borsa merci di Bari, il prezzo del grano duro fino nazionale - peso specifico 79 chilogrammi ogni 100 litri e proteine minime 13% - si è attestato a 280 euro alla tonnellata sui minimi e a 285 euro sui massimi, in rialzo di 3 euro sulla seduta precedente del 22 ottobre e di 19 euro alla tonnellata rispetto alla seduta del 27 agosto scorso. Dal 30 luglio 2019 l'aumento registrato su questa piazza è di 20 euro.

Cereali esteri: il grano duro Spagnolo, con proteine al 13%, è alla sua quattordicesima quotazione e dopo che il primo ottobre si era portato a 270-275, grazie ad un incremento di ben 10 euro alla tonnellata, ora approda a 290 euro alla tonnellata sui minimi e 295 sui massimi, crescendo di altri 8 euro alla tonnellata sulla quotazione del 22 ottobre. Rispetto al 3 settembre scorso, il cereale iberico ha guadagnato 27 euro alla tonnellata.

Intanto, il grano duro Canadese di prima qualità, con proteine minime al 15% - che cresce di altri 8 euro alla tonnellata, portandosi a 294 euro alla tonnellata sui minimi ed a 296 euro sui massimi - resta insidiato sui massimi da quello iberico. Il Canadese, giunto alla sua settima seduta al rialzo, cresce complessivamente di 42 euro alla tonnellata dall'ultimo ribasso, rinnovando ulteriormente la sua massima quotazione del 2019.
 

Prezzi all'origine: tutte le piazze del Mezzogiorno d'Italia

Foggia
A Foggia alle condizioni di "franco azienda", Ismea ha rilevato ieri - 30 ottobre 2019 - il grano duro fino nazionale a 283 euro alla tonnellata sui valori minimi e 288 sui massimi, prezzi in crescita di 15 euro a tonnellata sul 16 ottobre 2019, ma in rialzo rispetto al 28 agosto di 33 euro a tonnellata. Il cereale pastificabile su questa piazza secondo Ismea ha guadagnato ben 43 euro a tonnellata sui prezzi del 31 luglio 2019.

Napoli
A Napoli i prezzi del grano duro pastificabile alle condizioni "franco magazzino arrivo" rilevati da Ismea il 29 ottobre risultano in crescita sui valori registrati il 15 ottobre 2019 dall'Istituto di 12 euro sui minimi e di 5 euro sui massimi, raggiungono rispettivamente i 297 euro sui minimi ed i 300 sui massimi. A Napoli la crescita dei prezzi dal 20 agosto al 15 ottobre è pari a 27 euro sui minimi e 28 euro sui massimi.

Matera
A Matera, alle condizioni di "franco azienda" Ismea rileva il grano duro fino nazionale il 28 ottobre 2019 a 265 euro alla tonnellata sui valori minimi e 275 sui massimi. Tali valori risultano stabili rispetto a quelli registrati dall'Istituto il 21 ottobre. Il 29 luglio scorso il cereale pastificabile era attestato a 243 euro alla tonnellata sui minimi e 246 sui massimi; da allora l'incremento del prezzo è stato di 29 euro alla tonnellata sui massimi e di 22 euro a tonnellata sui minimi.

Sicilia
Sulle piazze di Palermo e Catania i prezzi del grano duro fino rilevati da Ismea 22 ottobre scorso alle condizioni "franco azienda" hanno raggiunto i 253 euro sui minimi e i 258 sui massimi e in entrambi i casi risultano in crescita di 5 euro alla tonnellata sulle precedenti rilevazioni dell'Istituto effettuate il 15 ottobre. Con questi valori le due piazze siciliane presentano prezzi maggiori di 43 euro a tonnellata sulle rilevazioni dell'Istituto effettuate il 20 agosto.

Bari
All'origine Ismea rileva a Bari il 21 ottobre 2019 il frumento duro fino nazionale alle condizioni "franco azienda" a 277 euro alla tonnellata sui minimi e 282 euro di prezzo massimo, in crescita sulla rilevazione precedente del 14 ottobre di 5 euro sia sui minimi che sui massimi. Tali valori sono superiori a quelli rilevati dall'istituto il 26 agosto 2019 di 20 euro - sia sui minimi che sui massimi - quando il cereale stazionava a 257-262 euro a tonnellata.

Campobasso
A Campobasso il 21 ottobre 2019 Ismea ha rilevato il prezzo del grano duro fino alle condizioni "franco azienda" a 236,20 euro alla tonnellata sui minimi e 242,30 sui massimi, valori stabili sulla precedente rilevazione del 14 ottobre scorso. I prezzi del 21 ottobre appaiono così lievemente in discesa sui minimi rispetto al 29 luglio - quando Ismea rilevava 236,50 euro la tonnellata - e in rialzo di 80 centesimi sui massimi raggiunti in quella data, pari a 241,50 euro.

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Fonte: AgroNotizie

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Tag: cerealicoltura import/export biologico prezzi mercati

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