Grano duro da record

Dopo tre anni il fino torna a 250 euro alla tonnellata, uguagliando il prezzo del canadese. Secondo Bmti i rialzi di aprile sono alimentati da una domanda in leggera crescita e dai timori per la carenza idrica al Sud

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Secondo Bmti nel primo trimestre 2019 sono aumentate le importazioni, elemento che non basta a contenere il prezzo del cereale nazionale
Fonte foto: © hachri - Fotolia

I mercati all’ingrosso del grano duro fino nazionale nel Mezzogiorno d'Italia si sono decisamente rimessi in moto e centrano due record insieme. Intanto, il grano duro italiano sui massimi a Foggia uguaglia ieri il prezzo del cereale pastificabile proveniente dal Canada, al momento stabile sui 250 euro alla tonnellata sui massimi a Bari. E si tratta della quotazione più alta rilevata a Foggia dal 2 marzo 2016, quando per l'ultima volta il fino nazionale toccò quel valore sui massimi.

Il segnale giunge deciso ieri, 10 aprile, dalla Borsa merci della Camera di commercio di Foggia: nella seduta il cereale pastificabile all'ingrosso mette a segno la seconda seduta positiva consecutiva e con una crescita di 3 euro a tonnellata che - secondo l'Osservatorio prezzi - riguarda anche gli slavati. E con il secondo rialzo consecutivo anche per il grano biologico e di ben 5 euro a tonnellata. Mentre Ismea, nelle rilevazioni all’origine, aggiorna solo il prezzo di Matera: rimasto stabile su valori elevati.
 

Foggia, prezzi all'ingrosso

A Foggia il grano duro fino nazionale all'ingrosso della mietitura 2018 ha messo a segno ieri la trentasettesima quotazione di stagione rilevata alla Borsa merci della Camera di commercio dall'Osservatorio prezzi, con valori in crescita di 3 euro sulle quotazioni del 3 aprile scorso e di ben 6 euro sul 27 marzo 2019.
E si è così attestato a 245,00 euro a tonnellata sui valori minimi e 250,00 di prezzo massimo alle condizioni di "franco partenza luogo di stoccaggio" per il cereale in buone condizioni e con un contenuto proteico minimo del 12,5%.

Si tratta degli stessi prezzi del 2 marzo 2016 e – sui massimi - dello stesso prezzo fissato il 9 aprile 2019 alla Borsa merci di Bari per il grano duro fino d’importazione – provenienza Canada – e con almeno il 15% di proteine. Dal 27 febbraio 2019 alla seduta del 27 marzo i prezzi del cereale pastificabile a Foggia si erano invece tenuti sui valori di 239 - 244. Mentre la quota massima toccata in questa mietitura 2018 era stata di 247 euro, raggiunta nelle sedute del 23 e 30 gennaio, sulla spinta dei mercati all’origine.

Al rialzo di altri 5 euro alla tonnellata ieri il prezzo del biologico, che sale a 383 euro sui minimi e 388 sui massimi. Tali valori risultano così superiori di ben 8 euro ai 375-380, rimasti inviolati dal 5 dicembre 2018 fino alla seduta del 27 marzo 2019. Il prezzo del biologico a Foggia dal 4 luglio 2018, data della sua prima quotazione con 360-365 euro a tonnellata, ha messo a segno complessivamente sulla mietitura 2018 un rincaro medio di 23 euro a tonnellata.

In aumento anche tutti i grani slavati di tre euro sull'ultima seduta. Il prodotto slavato da 77-78 chilogrammi ogni 100 litri di volume fissa ieri i 233,00 euro sui minimi e 238 sui massimi.
Stessa scena anche nella categoria dei grani duri slavati con peso litrico inferiore a quello del grano duro fino. Il grano duro tra 75 e 76 chilogrammi ogni 100 litri di volume arriva ieri a 223-228 euro. Mentre il grano con meno di 75 chilogrammi per 100 litri di volume, tocca i 213 euro sui minimi e i 218 euro sui massimi.
 

Borsa merci telematica italiana

A fronte di questa dinamica dei prezzi, registrata negli ultimi giorni, c’è quanto scritto nella newsletter della Borsa merci telematica italiana sul grano duro, diffusa lunedì 8 aprile: dopo la staticità di marzo, Bmti prevede una ripresa dei prezzi ad aprile per via di una “leggera crescita della domanda e i timori di carenza idrica negli areali meridionali".
In verità Bmti descrive anche un altro fenomeno: “Rimane intanto in calo l’import italiano di grano duro extracomunitario nell’attuale annata. Tra luglio 2018 e marzo 2019, gli arrivi sono stati pari a 685mila tonnellate (elaborazione su dati Dogane), in calo del 17% rispetto all’annata 2017/2018. Va tuttavia evidenziata la ripresa registrata tra gennaio e marzo 2019, con oltre 270mila tonnellate importate, pari al triplo delle quantità importate nel primo trimestre 2018. Come dire: domanda non sufficientemente soddisfatta dai pur recenti aumenti delle importazioni.
 

Foggia, prezzi all'origine

Ismea ha rilevato per l’ultima volta nota il 20 marzo 2019 i prezzi del grano duro fino all'origine sulla piazza di Foggia alle condizioni di "franco magazzino-partenza": 237 euro sui valori minimi e 242 euro sui massimi. Prezzi quindi stabili sulle ultime rilevazioni del 13 e del 6 marzo scorsi, che aveva messo in evidenza gli stessi valori del 27 febbraio 2019: in perdita di 8 euro sulla massima quotazione di campagna, 245,00 - 250,00 registratasi tra il 23 e il 30 gennaio 2019.
 

Matera, prezzi all'origine

A Matera i prezzi in campagna per il grano duro si confermano elevati - 244,00 sui minimi e 248,00 sui massimi rilevati l’8 aprile 2018 e stabili dal 18 marzo.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: AgroNotizie

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Tag: cerealicoltura import/export biologico prezzi mercati

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