"I cittadini e i governi dell'Ue non vogliono una no deal Brexit. Ma il tempo sta per scadere. E qualunque cosa accada, è indispensabile fare chiarezza prima delle elezioni europee che si svolgeranno a fine maggio".

Così il ministro tedesco dell'Alimentazione e dell'agricoltura, Julia Klöckner, ha commentato la situazione del Regno Unito dopo il voto negativo del Parlamento britannico sull'accordo negoziale per la Brexit. L'occasione è stata l'apertura dell'84esima edizione della "International green week", la Settimana verde internazionale, rassegna berlinese interamente dedicata all'alimentazione, all'agricoltura e all'orticoltura.

"Siamo pronti a collaborare per garantire che il Regno Unito rimanga parte integrante dell'Europa. Ma la coesione europea ha la priorità, insieme allo sviluppo del progetto comunitario, al mercato unico e alla pace nell'Irlanda del Nord", ha aggiunto Klöckner.

Vale la pena ricordare che la Gran Bretagna è un mercato importante per l'agricoltura tedesca: ogni anno vengono inviati dalla Germania alle isole britanniche beni agricoli e generi alimentari per un valore di circa 4,5 miliardi di euro (l'export italiano si aggira sui 3,5 miliardi, ndr).
La preoccupazione dunque è forte, come ha recentemente confermato anche il presidente dell'Associazione degli agricoltori tedeschi (Dbv), Joachim Rukwied: "L'uscita della Gran Bretagna dall'Ue potrebbe causare notevoli incertezze nell'intero settore agricolo, rendendolo ancora più sensibile. E l'incertezza è velenosa per i mercati e per le imprese".

Julia Klöckner, ministro tedesco dell'Alimentazione e dell'agricoltura
Julia Klöckner, ministro tedesco dell'Alimentazione e dell'agricoltura
(Fonte foto: International green week)


Quale futuro per l'agricoltura tedesca?

L'inaugurazione della "International green week" ha fornito a Klöckner lo spunto per riflettere anche sul futuro dell'agricoltura tedesca, definita non "un'industria qualsiasi", bensì "la base per la stabilità politica e la sicurezza".
"Senza un'agricoltura funzionante e produttiva, la coesistenza pacifica non sarebbe possibile - ha dichiarato il ministro -. Ma come sarà l'agricoltura nel 2030? Attrezzature hi-tech avanzate sia nei campi, sia nelle stalle renderanno la vita più facile ai nostri agricoltori. I dati passeranno direttamente dal campo al cloud, per arrivare allo scaffale del supermercato fino al piatto del consumatore. In fondo non ci allontaniamo molto da ciò che stiamo vivendo oggi: abbiamo già stalle dove la mungitura è automatizzata digitalmente, viene valutata la salute del bestiame e gli agricoltori ricevono le informazioni tramite smartphone".

Un fattore importante per il futuro del settore sarà, soprattutto, una copertura internet ad alta velocità e "autostrade digitali, non strade sterrate", ha continuato Klöckner. "Entro il 2050 la popolazione mondiale raggiungerà quota dieci miliardi. Ad oggi, 821 milioni di persone soffrono la fame su questo pianeta e due milioni sono denutrite. Un'agricoltura moderna e digitalizzata costituisce un'opportunità mondiale per garantire una produzione più efficiente e per fornire più cibo".


Richiamo alla responsabilità

Nel suo discorso inaugurale Klöckner si è rivolta quindi direttamente ai rappresentanti del settore agricolo, richiamandoli a un clima più responsabile: "Dobbiamo garantire che la discussione pubblica abbia più a che fare con problemi reali e fatti scientifici, e meno con partigianerie e campanilismi. Non si tratta di buono o cattivo, di agricoltura sostenibile o convenzionale, ma di andare avanti insieme per il bene comune e delle generazioni future. Solo insieme rappresentiamo l'agricoltura, che sia a livello familiare o strutturata, sostenibile o convenzionale, con tutte le opportunità e le sfide che essa porta con sé".