Grano duro, nuova fase di stabilità in attesa del 2019

A Foggia si confermano valori all'origine superiori a quelli all'ingrosso e una crescita in questo secondo mercato di quasi il 5% tra fine ottobre e i primi di dicembre, molto più di quanto rilevato da Bmti a livello nazionale

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Bmti conferma la riduzione dell'import e l'aspettativa del mercato di una diminuzione delle semine
Fonte foto: © Bmti - Borsa merci telematica italiana

Il mercato del grano duro fino nazionale all'ingrosso in Puglia nella terza settimana del mese di dicembre conferma i prezzi del 5 dicembre scorso per la seconda seduta consecutiva, consolidando una nuova fase di stabilità.
Infatti ieri, 19 dicembre 2018 i prezzi rilevati dall'Osservatorio prezzi della Camera di commercio di Foggia sulla Borsa merci sono gli stessi della settimana precedente e per tutti i grani duri: dal fino al biologico, fino agli slavati.

Resta quindi confermato il rialzo complessivo di 11 euro (5% circa) tra il valore registrato il 7 novembre e quello messo a segno già il 5 dicembre scorso. E la seconda settimana del mese di dicembre vede anche il mercato pugliese all'origine confermare le ultime quotazioni, che restano superiori di quelle all'ingrosso.
In questa fase, sia il mercato all'ingrosso che quello all'origine su Foggia hanno valori superiori ad un anno fa, e il differenziale di prezzo tra i due mercati è di 2 euro/tonnellata a favore del mercato all'origine su quello all'ingrosso. I prezzi all'origine rilevati a Foggia restano i più alti rilevati nella mietitura 2018 e uguali ai massimi della mietitura 2017: quando il grano duro fino nelle ultime due settimane di agosto toccò i 230-235 euro/tonnellata.

Alla Borsa merci della Camera di commercio di Foggia i valori del grano duro fino nazionale all'ingrosso hanno confermato ieri – 19 dicembre 2018 – i 228,00 euro alla tonnellata sui minimi e i 233,00 euro sui massimi già registrati il 12 e del 5 dicembre, 6 euro in più di un anno fa, il 20 dicembre 2017. Tali valori aprono una nuova fase di stabilità.

Ismea il 12 dicembre 2018 ha rilevato sulla piazza di Foggia i prezzi all'origine per il grano duro fino a 230,00 euro alla tonnellata sui minimi e 235,00 sui massimi, confermando i prezzi della settimana precedente.
Si tratta di valori di ben 20 euro in più di quel 210-215 registrato dall'Istituto il 7 novembre scorso: quasi il 9,30% in più. I prezzi del 12 dicembre scorso sono superiori di 15 euro alla tonnellata rispetto a quelli rilevati dall'Istituto un anno fa: il 6 dicembre 2017 e rimasti invariati almeno fino al 14 dicembre.


Prezzi all'ingrosso

Il grano duro biologico, fissato per la prima volta alla Borsa merci di Foggia il 4 luglio 2018 a 360-365 euro alla tonnellata, valore replicato per ben diciassette sedute consecutive, conferma ieri per la seconda volta - nella ventiduesima rilevazione dell'Osservatorio prezzi - il valore di 375 euro sui minimi e 380 euro sui massimi, pari a quella della settimana precedente e si tiene a 15 euro sopra la quotazione del 14 novembre, ultima della fase di stabilità iniziata ai primi di luglio.

A Foggia il grano duro fino nazionale della nuova mietitura ha messo a segno ieri la ventitreesima quotazione di stagione rilevata alla Borsa merci della Camera di commercio dall'Osservatorio prezzi: 228,00 euro a tonnellata sui valori minimi e 233,00 di prezzo massimo alle condizioni di "franco partenza luogo di stoccaggio" per il cereale in buone condizioni e con un contenuto proteico minimo del 12,5%.
Si tratta degli stessi valori del 12 e del 5 dicembre, maggiori di 11 euro rispetto alle sedute del 7 novembre 2018 e del 31, 24, 17 e 10 ottobre scorsi, settimane nelle quali si era sempre replicata la medesima quotazione di 217-222.

La quotazione di ieri risulta superiore a quella del 23 maggio scorso di 28 euro alla tonnellata. Il prezzo di ieri risulta superiore a quello dello stesso periodo della passata campagna commerciale di 6 euro, poiché il 20 dicembre 2017 il grano duro fino a Foggia risultò quotato a 222-227 euro alla tonnellata.

Le quotazioni dei grani duri slavati ieri sono tutte stabili rispetto alle sedute del 5 e del 12 dicembre, sia nei valori minimi che nei massimi. Il prodotto slavato da 77-78 chilogrammi ogni 100 litri di volume è stato fissato ieri a 216 euro sui minimi e 221 sui massimi. Stessa scena anche nella categoria dei grani duri slavati con peso litrico inferiore a quello del grano duro fino. Il grano duro tra 75 e 76 chilogrammi ogni 100 litri di volume si conferma ieri a 206-211 euro. Il grano con meno di 75 chilogrammi per 100 litri di volume, replica i 196 euro sui minimi, e 201 euro sui massimi.


Il raffronto con le valutazioni sul mese di novembre di Bmti

L'accelerazione dei prezzi conclusasi a Foggia nella prima settimana di dicembre sul mercato all'ingrosso, ed iniziata a fine novembre, non trova riscontro in quanto accaduto tra novembre e dicembre sui mercati italiani monitorati da Borsa merci telematica italiana, perché la dinamicità di Foggia è di gran lunga maggiore, avendo conosciuto un'ascesa dei listini vicina al 5%.

"Complice il buon andamento della domanda, i prezzi all'ingrosso hanno messo a segno dei rialzi nella seconda metà del mese di novembre – scrive ieri la newsletter di Bmti sui cereali - nel complesso, però, la variazione rispetto ad ottobre è stata appena positiva (+0,2%). I prezzi del grano duro fino sono rimasti attestati su un valore medio vicino ai 220 euro/tonnellata. Un prezzo di poco inferiore (-1,8%) rispetto a quello che si registrava dodici mesi fa. Fase di aumento che è proseguita anche in apertura di dicembre, per arrestarsi poi nella seconda settimana".

Secondo Bmti, il mercato "continua a registrare un calo degli arrivi di merce estera. Nei primi tre mesi di campagna (luglio-settembre) l'import italiano ha fatto segnare una flessione del 32% rispetto allo stesso periodo del 2017 (da 487mila a 332mila tonnellate). Segno meno dipeso dai minori arrivi dal mercato nordamericano, con le spedizioni dal Canada più che dimezzate (-56%) e quelle dagli Stati Uniti azzerate. Un calo solo parzialmente compensato dalla crescita annua dell'import da Francia, quasi quadruplicato, e dalla Russia, triplicato". Ancora Bmti registra come il mercato "torna a mostrarsi statico, con l'attenzione degli operatori rivolta ai primi mesi del 2019 e, soprattutto, alle semine, attese in calo".


Prezzi all'origine

Ismea ha rilevato il 12 dicembre 2018 i prezzi del grano duro fino sulla piazza di Foggia alle condizioni di "franco magazzino-partenza" a 230 euro sui valori minimi e 235 euro sui massimi, stabile sulle rilevazioni del 5 dicembre e con un incremento di 20 euro su quelle del 7 novembre e su quelle del 10, 17, 24 e 31 ottobre, che erano state pari a 210-215 euro/tonnellata.

I prezzi del 12 e del 5 dicembre sono i più alti di questa mietitura 2018 rilevati a Foggia, poiché superiori di 5 euro ai valori rilevati dallo stesso Istituto il 19 settembre, quando il grano duro fino si attestò a 225-230 euro, prima dell'inizio della fase di calo da 15 euro intervenuta tra quella data e il successivo 10 ottobre.

I valori del 12 dicembre scorso si rivelano in ogni caso maggiori di 30 euro a tonnellata rispetto al 20 giugno 2018, quando i prezzi all'origine rilevati dall'istituto erano pari a 200,00 euro a tonnellata sui valori minimi e 205,00 sui massimi. Rispetto al 6 dicembre 2017, quando Ismea rilevava su Foggia il cereale pastificabile a 215-220 euro a tonnellata, i prezzi del 12 dicembre scorso risultano in crescita di 15 euro.

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Fonte: AgroNotizie

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Tag: cerealicoltura import/export prezzi mercati tasse e imposte

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