In Sicilia la siccità non è stata scongiurata dalle pur copiose piogge di marzo: al 1° aprile 2018, ultimo dato reso disponibile dall'Osservatorio delle acque della Regione Siciliana, negli invasi dell'isola c'erano appena 380,06 milioni di metri cubi d'acqua, il 24% in più rispetto al primo marzo, ma il 17% in meno del 1° aprile 2017, quando poi si verificò una delle estati più calde e siccitose che i siciliani ricordino.
Il dato è eclatante perché l'Osservatorio controlla una rete composta da ben 23 invasi, formati dallo sbarramento di altrettanti fiumi e corsi d'acqua, forte di una capacità complessiva di 830,1 milioni di metri cubi. Quindi, rispetto alla capacità totale d'invaso, manca all'appello il 54,21% della risorsa idrica dell'isola.
E l'allarme resta alto specie nelle zone irrigue come quelle della Sicilia Orientale dove nella diga di Lentini ci sono ben 95 milioni di metri cubi d'acqua, ma non si possono utilizzare per motivi tecnici, come denuncia Agrinsieme della Sicilia Orientale.
 
"Urge una cabina di regia per il Bacino idrografico Sicilia Orientale per verificare un piano straordinario di interventi che affronti la crisi". Questo l'appello alla regione dalle Organizzazioni professionali e cooperative aderenti ad Agrinsieme della Sicilia Orientale, dai sindaci dei comuni di Scordia, Militello, Palagonia e Lentini riuniti nei giorni scorsi alla presenza del direttore del Consorzio di bonifica della Sicilia Orientale e dei dirigenti e tecnici del Consorzio di bonifica di Siracusa per affrontare la difficile situazione che si vive in agricoltura a causa della scarsa piovosità soprattutto nelle zone servite dai tre consorzi di Catania, Lentini e Caltagirone.
 
"Oltre a denunciare lo stato in cui versa la bonifica in Sicilia ed i ritardi accumulati nel tempo sui necessari lavori strutturali e di mantenimento delle dighe, degli interventi di grandi manutenzioni e ripristino di opere irrigue e di completamento delle interconnessioni tra invasi - ha dichiarato Giosuè Catania, responsabile regionale acque irrigue della Cia - riteniamo opportuno rivendicare interventi urgenti ed indifferibili".

Nel documento preparato da Agrinsieme emergono alcune priorità.

Per dare subito acqua alla Piana di Catania è necessario potenziare il sistema di sollevamento dell'invaso di Lentini utilizzando le risorse disponibili; è urgente la verifica della connessione tra le reti consortili, procedendo a lavori urgenti e straordinari di ripristino.

Si deve utilizzare l'acqua disponibile nell'invaso Nicoletti (Enna) da immettere con un sistema di adduzione nello schema Ogliastro/Pozzillo, verificando con urgenza i lavori da compiere. E' necessario verificare le opere irrigue e i progetti relativi al rifacimento del canale di quota 100 (ponte Monaci) crollato circa nove anni fa.

E' poi inderogabile il completamento dell'invaso di Pietrarossa, già definito, semplificando le procedure amministrative ed individuando il percorso finanziario. Ma non basta, bisogna affrontare lo stato strutturale delle dighe, i collegamenti tra invasi, lo stato di salute delle reti scolanti e delle condotte idriche, lo stato dell'arte delle centrali di sollevamento e la loro funzionalità.
 
"Si rende improcrastinabile la verifica periodica dello stato di avanzamento degli interventi preposti - ha aggiunto Catania - per alleviare concretamente i disagi degli agricoltori nella imminente stagione irrigua ed è assurdo parlare di ruoli consortili quando siamo alle porte di una stagione irrigua drammatica".

Dai dati emessi dall'Osservatorio del dipartimento regionale dell'Acqua e dei rifiuti, al 1° aprile 2018 lo stato di invasamento del territorio della Sicilia Orientale non registra quantitativi incoraggianti. E la diga di Ogliastro sul Gornaluga ha una disponibilità di appena 20 milioni di metri cubi (contro i 38,07 del 1° aprile 2017) a fronte di una capacità d'invaso da 110 milioni. Mentre la diga Pozzillo sul fiume Salso dispone di un quantitativo di 33,46 milioni di metri cubi, pari a circa trenta giorni di irrigazione, contro una capacità di 150 milioni e con riserve dimezzate rispetto all'aprile 2018.

La diga Nicoletti sul Crisà dispone di appena 13 milioni di metri cubi, mentre l'invaso di Lentini ha circa 95 milioni di metri cubi, ma non è neppure censito tra gli invasi monitorati dall'Osservatorio acque perché "paradossalmente la gran parte dell'acqua non è utilizzabile per problemi di sollevamento e strutturali" spiega Agrinsieme in una nota.

"Quanto alla lunga e media programmazione - ha concluso Catania - riteniamo che tutto il sistema dei Consorzi di bonifica della Sicilia rischi di implodere, oberati dai debiti sempre più crescenti, senza risorse necessarie a garantire la normale attività di manutenzione in forte ritardo, subendo continui tagli dei trasferimenti delle risorse, e soggetti da tempo ad affrontare innumerevoli contenziosi su diversi fronti. Per questo è necessario intervenire con urgenza per mettere ordine al sistema della bonifica accelerando l'attuazione della Riforma regionale in Sicilia, rimasta una delle ultime in Italia".