Mipaaf, 60mila quintali di latte agli indigenti

La proposta di Martina e Olivero, accolta dal Tavolo di coordinamento del Fondo nazionale indigenti, prevede una prima tranche di acquisti, da rafforzare fino a 300mila quintali di latte, per una spesa totale di 10 milioni di euro

Lorenzo Pelliconi di Lorenzo Pelliconi

Questo articolo è stato pubblicato oltre 3 anni fa

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In arrivo 60mila quintali di latte per gli indigenti grazie al Mipaaf
Fonte foto: © Nitr - Fotolia

Il Tavolo permanente di coordinamento del Fondo nazionale indigenti ha valutato e approvato la proposta del ministro dell’Agricoltura Martina e del suo vice Olivero di sperimentare per la prima volta un modello di intervento che prevede l’acquisto a favore degli indigenti di latte crudo, da trasformare in Uht per ridurre gli sprechi potenziali del settore a seguito della fine delle quote latte.

Già nei prossimi giorni sarà effettuata una prima tranche di acquisti, con una dotazione finanziaria di 2 milioni di euro e con un quantitativo di circa 60mila quintali. Questa prima iniziativa sarà poi rafforzata con uno stanziamento che raggiungerà i 10 milioni di euro, per un equivalente di 300mila quintali di latte, garantendo così agli enti caritativi la disponibilità di uno dei prodotti più distribuiti nei programmi di assistenza alimentare.

Con queste azioni viene confermata ancora una volta l’operatività del nostro Tavolo indigenti, come vero e proprio laboratorio di costruzione di buone pratiche contro lo spreco alimentare e a favore degli indigenti - sottolinea il ministro Martina - abbiamo un modello unico in Europa e anche la decisione di oggi lo dimostra. Il settore lattiero sta vivendo ore molto complicate e per questo è necessario un intervento mirato a impedire che il latte venga sprecato o buttato. Per questo voglio ringraziare gli enti caritativi e gli altri componenti del tavolo per la risposta positiva che hanno dato alla nostra proposta, in grado di consentire un’azione concreta e in tempi rapidi a favore di tante persone in difficoltà”.

Il recupero degli sprechi alimentari e la loro destinazione al sostegno degli indigenti è una nostra priorità - sostiene il viceministro Olivero - davanti alle immagini del latte sversato nei liquami perché non aveva acquirenti, non potevamo rimanere fermi. Abbiamo fatto una proposta innovativa, accolta con favore, che può diventare una pratica da ripetere. Salvare il cibo e assistere chi ne ha bisogno è un nostro dovere prima di tutto etico. Il nostro impegno in questo senso sarà sempre massimo”.

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