Emergenza siccità in Sardegna e Calabria

L'allerta è dell'Anbi: in Gallura la stagione irrigua rischia una rimodulazione molto forte, mentre la situazione è critica in provincia di Crotone

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Bacini idrici a uso plurimo: hanno acqua, ma per l'agricoltura ne resta ben poca
Fonte foto: © Naj - Fotolia

Sardegna e Calabria destano preoccupazione per le scarse riserve idriche con locali situazioni di vera e propria emergenza idrica. E il tema che riprende l'Associazione nazionale dei consorzi per la gestione e la tutela del territorio e delle acque irrigue (Anbi) è quello della difficile gestione dei bacini ad uso plurimo: idropotabile e irriguo.

“I dati – commenta Francesco Vincenzi, presidente dell’Anbi – testimoniano l’urgente necessità della disponibilità operativa dei 300 milioni di euro in investimenti, rimasti nel Piano irriguo nazionale dopo i tagli succedutisi negli anni. I Consorzi di bonifica hanno una progettualità irrigua e le loro competenze e vanno assolutamente valorizzate”.

Sardegna
In Sardegna, precisamente in Gallura, è in atto una crisi senza precedenti e che neanche le ultime precipitazioni sono state capaci di attenuare: l’acqua contenuta nell’invaso della diga del Liscia, pur essendo passata grazie alle recenti piogge dai 37 milioni di metri cubi presenti a gennaio agli attuali 56 milioni, non garantisce il futuro di un servizio idrico completo, perché deve lasciare sempre disponibile nel bacino una quantità d’acqua pari alle necessità civili di un paio d’anni: 60 milioni di metri cubi d’acqua. Pertanto non c’è capienza per i 25 milioni assegnati all’irrigazione: da qui, la necessità di rimodulare la stagione irrigua con il rischio di ripercussioni rilevanti sulle attività e quindi sul reddito in agricoltura.

Il problema principale che caratterizza il territorio gallurese è la presenza di un solo bacino di raccolta: "La diga del Liscia, finita di costruire nel 1962, non è più in grado di soddisfare il fabbisogno di una popolazione in costante aumento, considerando anche la progressiva diminuzione di acqua piovana, dovuta ai cambiamenti climatici" dicono all'Anbi.

Da dove, in sintonia con il Consorzio di bonifica della Gallura, l’unica soluzione prospettata per placare la sete d’acqua dell’area, nonché per assicurare una pianificazione nella gestione e distribuzione della risorsa idrica, è di realizzare opere di captazione dell’acqua (traverse idrauliche) a valle, dove si stima una disponibilità idrica annua di circa 200 milioni di metri cubi, altrimenti destinata a terminare inutilizzata a mare.

Su tale soluzione in Gallura vi è unanimità di vedute tra le istituzioni locali e le organizzazioni professionali agricole; dalle quali emerge la volontà comune di “effettuare al più presto tutti gli interventi necessari per poter garantire la distribuzione della risorsa idrica sia per gli usi civili sia per gli usi agricoli”, ottenendo anche dalla cabina di regia, istituita appositamente della Regione Sardegna, valutazioni positive sulle proposte avanzate. Ma mancano i soldi per avviare la progettazione esecutiva ed i lavori.

“In questi primi mesi del 2016 – conclude il presidente del Consorzio di bonifica della Gallura, Marco Marrone abbiamo perso l’ennesima occasione di raccogliere l’acqua a valle, garantendo la risorsa idrica per la prossima stagione estiva. Senza gli interventi richiesti ci troveremo costretti ad inasprire, anno dopo anno, il razionamento dell’acqua destinata ai comparti agricolo e zootecnico.”
 
Calabria
Al Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria si è recentemente tenuto un incontro per affrontare le problematiche relative all’irrigazione di soccorso per gli agricoltori ed allevatori del crotonese, in particolare dell’altopiano di Isola di Capo Rizzuto–Cutro.

Le precipitazioni, infatti, sono praticamente dimezzate (-56%) rispetto alla media del periodo, dopo che a gennaio erano state già inferiori del 24% ed il mese di dicembre 2015 si era rivelato il meno piovoso dal 1800 ( - 91%). Attualmente, l’invaso Sant’Anna, nel comune di Isola Capo Rizzuto, è alla metà della sua capacità con una disponibilità idrica residua pari a 8,5 milioni di metri cubi, una buona parte della quale non può essere utilizzata, poiché deve essere nella disponibilità della Protezione civile.

Come provvedimento urgente ed immediato, dovuto alla particolare situazione che sta generando anche tensioni sociali, si è così deciso che il Consorzio di bonifica Ionio Crotonese provveda, da subito, ad aprire l’acqua per cinque giorni consecutivi. Successivamente sarà programmato, con la società A2A, un piano di rilasci d’acqua, avviando anche un confronto sulla convenzione in essere con la Regione Calabria.

Il Dipartimento Agricoltura, proprio in virtù dei cambiamenti climatici, ha assicurato un impegno particolare per rilanciare, attraverso l’utilizzo dei fondi comunitari, investimenti in opere strutturali ed infrastrutturali per sistemi idrici, invasi ed impianti di subirrigazione. Saranno altresì poste in essere misure, da rivolgere anche all’utenza, per un uso più parsimonioso della già limitata risorsa idrica; questo comporterà un continuo e costante monitoraggio dei consumi con l’obbiettivo di garantire l’intera stagione irrigua, salvaguardando anche l’utenza civile del crotonese.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Anbi

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Tag: irrigazione clima siccità bonifica acqua cambiamenti climatici

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