Pomì hi-tech, i droni per l'agricoltura di precisione

Progetto del Consorzio casalasco del pomodoro in collaborazione con il Consorzio interregionale ortofrutticoli per il monitoraggio delle colture con le rilevazioni aeree

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Pomodoro e droni per il monitoraggio delle colture

In linea con l'attività di ricerca e sviluppo per la qualità e la sostenibilità delle colture,  il Consorzio casalasco del pomodoro in collaborazione con il Cio - Consorzio interregionale ortofrutticoli, ha avviato un progetto denominato Pomì in quota .
La ricerca, in atto ormai da più di due anni, coinvolge diverse delle aziende agricole associate dislocate tra le province di Piacenza, Parma e Cremona e si basa sull’utilizzo di droni, vale a dire dispositivi ad elica telecomandati senza pilota in grado di volare fino ad un’altezza massima di 150 metri.

Su questi droni - già utilizzati con ottimi risultati nelle coltivazioni arboree come frutteti e vigneti - sono installate speciali fotocamere che consentono ai produttori e agli agronomi di monitorare gli appezzamenti attraverso rilevazioni aeree che evidenziano le disomogeneità del suolo in termini di sviluppo vegetativo delle colture, di dotazioni idriche e nutritive.

Dall’interpretazione delle immagini, a diverse lunghezza d’onda, catturate dai droni attraverso elaborazioni matematiche, si ottengono mappe di prescrizione sia idriche sia nutritive dell’appezzamento. In altre parole, attraverso questo innovativo monitoraggio aereo è possibile ottenere precise indicazioni sulle quantità di acqua e di sostanze nutritive da distribuire consentendo un utilizzo ancora più intelligente di tali preziose risorse.

Grazie infine alla tecnologia GPS, di cui le macchine operatrici (irrigatori e spandiconcime) sono dotate, e grazie a centraline elettroniche che controllano le quantità distribuite, le mappe di prescrizione consentono di ripartire in ogni area dell’appezzamento la corretta quantità di acqua e di sostanze nutritive per un equilibrato sviluppo vegetativo della coltura migliorando le caratteristiche qualitative del raccolto, preservando l’ambiente da inutili eccessi, limitando al contempo anche i costi superflui.

“Il nostro obiettivo, insieme a Cio – dichiara Costantino Vaia, direttore generale del Consorzio Casalasco del Pomodoro e amministratore delegato di Cio - è quello di rendere la coltivazione del pomodoro sempre più sostenibile. Se i risultati di questa prima fase del progetto confermeranno le nostre aspettative, nei prossimi anni prevediamo di applicare ‘Pomì in Quota’, insieme alle tecnologie d’avanguardia già in uso in agricoltura di precisione e sviluppata, nella maggior parte delle aziende agricole associate fino a coprire interamente il nostro territorio di competenza".

Questo ed altri importanti temi in termini di sostenibilità ambientale saranno discussi nel prossimo Congresso Mondiale del Pomodoro (qui l'articolo su AgroNotizie) che si svolgerà a giugno sul lago di Garda a Sirmione.
All’importante incontro internazionale interverranno i maggiori esperti in termini di coltivazione, trasformazione e distribuzione del pomodoro da industria di tutto il mondo. Il Consorzio, attraverso il brand Pomì, sarà uno dei principali  sponsor.

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