Ue, raggiunto accordo sul bilancio 2014-2020

Il capo delegazione italiana del Ppe a Bruxelles, Giovanni La Via, commenta: "Accolta la gran parte delle nostre richieste"

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Giovanni La Via, capo delegazione italiana del Ppe a Bruxelles
Fonte foto: © Pietro Naj-Oleari - European Union 2013 - European Parliament

"Consapevoli del momento di crisi e di difficoltà, siamo soddisfatti per aver visto accolte le nostre richieste per un bilancio europeo più flessibile e per un utilizzo delle risorse efficace, a favore di politiche di investimento, di crescita e occupazione". Commenta così Giovanni La Via, capo delegazione italiana del Ppe a Bruxelles, l'accordo sul bilancio europeo 2014-2020 annunciato dopo l'incontro tra il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz e i suoi omologhi della Commissione europea e della presidenza di turno Ue, José Barroso e il premier irlandese Enda Kenny.

L'accordo è stato raggiunto non modificando le cifre iniziali, pari a 959 miliardi sugli impegni e 908 miliardi per i pagamenti, ma riuscendo ad ottenere risultati significativi "sul fronte della flessibilità -spiega La Via- poiché il bilancio europeo sarà rivisto nel 2016 così da non essere ingabbiato da una logica di austerità". Tra le conquiste dell'europarlamento c'è anche la possibilità di "ripartire le risorse non utilizzate tra i diversi anni della programmazione, evitando così che queste debbano tornare indietro agli Stati membri".

La delegazione italiana del Ppe è soddisfatta, inoltre, dell'incremento di un miliardo di euro per il fondo di aiuto agli indigenti. Come spiega La Via "ci siamo battuti, come delegazione italiana, sin dall'inizio per ottenere più fondi per le persone che vivono in condizioni difficili e questo incremento è testimonianza della battaglia che abbiamo condotto all'interno delle ististuzioni, a tutela del valore della solidarietà".

Nell'accordo, sottolinea il capo delegazione, "è stato assicurato che il fondo di garanzia per i giovani, che beneficia attualmente di circa 6 miliardi di euro, verrà ulteriormente incrementato. Ci siamo battuti a più riprese per ottenere azioni politiche concrete per contrastare la disoccupazione giovanile".

Per quanto riguarda le fatture arretrate gli Stati membri si sono impegnati a pagare i primi 7,3 mld di conti del 2013 entro il prossimo 9 luglio e a completare il resto dei pagamenti, pari a 3,9 miliardi di euro, nella seconda parte dell'anno. "Considerando le difficoltà finanziare che attraversano i Paesi -conclude La Via- possiamo considerare positivo l'accordo raggiunto oggi, al termine di un duro negoziato, che ha accolto la gran parte delle nostre richieste a favore dei cittadini europei".

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