Macfrut, taglio del nastro

Speciale Macfrut 2011 - Nella prima giornata della manifestazione sono state illustrate le azioni del ministro Romano per rilanciare l'agricoltura. Premio Cesena Fiera assegnato a Paolo Bruni

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Il ministro Saverio Romano inaugura Macfrut 2011

Inaugurando la ventottesima edizione di Macfrut (Cesena 5/7 ottobre 2011), Saverio Romano, ministro delle Politiche agricole, ha 'lanciato' alcune delle prossime azioni del suo dicastero a sostegno del settore ortofrutticolo.

Innanzitutto ha annunciato che l'11 e 12 novembre a Cremona si terrà la prima Conferenza nazionale sull'Agricoltura.

Il ministro ha anche ricordato che il 12 ottobre a Bruxelles la Commissione europea presenterà la proposta di riforma della Politica agricola comune (Pac). Una proposta che vede l'Italia in posizione molto critica. "Stiamo mettendo insieme tutti i protagonisti dell'agricoltura italiana - ha detto Romano - per trovare una proposta comune che faccia uscire l'Italia dalla poca considerazione che ha avuto in europa. Il nostro Paese ha poca superficie e molto prodotto lordo vendibile, per questo chiederemo di inserire un riparto basato sulla competitività, le risorse impegnate, anche quelle umane, e la Produzione lorda vendibile". Nei prossimi giorni verrà assegnato il nuovo appalto per la 'Frutta nelle scuole', la grande iniziativa rivolta ai ragazzi per promuovere i consumi. "Dopo il successo di 'Frutta in spiaggia' - ha aggiunto Romano - insisteremo per una promozione che raggiungerà i giovani (porteremo le pere in discoteca) e alcuni ambienti sportivi ('Vola la mela', nei palazzetti di basket, e l'arancia negli stadi)".

A Paolo Bruni è stato assegnato il Premio Cesena Fiera 2011 in mattinata. Lo hanno consegnato Tiberio Rabboni, assessore all'Agricoltura dell'Emilia-Romagna, Paolo Lucchi, sindaco di Cesena, Massimo Bulbi, presidente della Provincia di Forlì-Cesena e Domenico Scarpellini, presidente di Macfrut.
Bruni viene da famiglia di agricoltori e attualmente è presidenteCogeca, la Confederazione generale delle cooperative agricole con sede a Bruxelles, che raggruppa 38mila cooperative con un fatturato di 360 miliardi di euro nei 27 Paesi dell'Unione europea. È anche presidente del Cso, Centro servizi ortofrutticoli.

L'ortofrutticoltura è importante per l'economia italiana, perché nel 2010 con 6,6 miliardi di euro di export (fresco+conserve) ha conquistato il primato fra i prodotti che portano nel mondo i sapori e il nome del Made in Italy. La filiera ortofrutticola in Italia ha realizzato una Plv, Produzione lorda vendibile, di 11 miliardi e un fatturato di 22 miliardi di euro compreso l'indotto. Non solo, ma nei primi sei mesi del 2011 le famiglie italiane hanno speso per ortaggi e frutta (anche surgelati) 7,2 miliardi di euro (di cui 3,1 di frutta fresca). Sono cifre che denotano una forte rilevanza e il settore trova in Macfrut un punto importante per verificare il proprio stato e per prospettare il futuro prossimo.

 

Internazionalizzazione

Sul fronte dell'internazionalizzazione, una delle 'parole d'ordine' di Macfrut 2011, con i prezzi ortofrutticoli spesso inferiori ai costi di produzione, gli addetti ai lavori guardano con interesse al caso francese. Oltralpe, a seguito della legge di 'modernizzazione agricola' approvata dal parlamento francese nel luglio 2010, la filiera ortofrutticola deve obbligatoriamente accordarsi con la Gdo per mezzo di contratti scritti, in grado di garantire entrate certe ai produttori.

Il caso francese

"Il caso francese – ha spiegato l'assessore regionale all'Agricoltura Tiberio Rabboni introducendo il convegno – rappresenta una lodevole eccezione nel panorama europeo. Resta però indispensabile un'iniziativa europea che armonizzi gli accordi a livello comunitario". Valutazioni positive da François La Fitte, Op francese: "Questa legislazione ci ha aiutato, i pagamenti sono regolari e i controlli frequenti la rendono bene applicata". Ma Conad e Coop ammoniscono: la realtà italiana è diversa, non esiste la panacea di tutti i mali. "Bisogna tenere conto – spiega Roberto Fiammenghi di Coop – che, nel 57 per cento di ortofrutta venduta dalla Gdo, il 15 per cento è costituito da quarta e quinta gamma. Il 60 per cento dell'ortofrutta è appannaggio del mercato libero, uno scenario ben diverso da quello francese che vede la frutta venduta fuori dalla Gdo a quota 10 per cento".

Pagamenti ai produttori

E dopo la Francia, l'Italia. Il tema dei pagamenti esigui ai produttori è stato al centro dell'intervento del presidente di ColdirettiSergio Marini al convegno 'Una filiera ortofrutticola italiana' tenutosi nel pomeriggio del primo giorno di Macfrut: "Non lamentatevi solo in Coldiretti, ma anche nelle vostre cooperative. La colpa è nostra, è di chi nei consigli di amministrazione accetta che ci portino via il valore. Con la crisi bisogna tagliare tutto quello che è in più e non crea valore. In Spagna hanno celle piccole, ritirano e vendono. Qui in Italia abbiamo grandi stabilimenti in serie, alcuni fermi, direttori generali strapagati, ammortamenti sugli investimenti e ogni genere di cose. Anche perché i costi in più del nostro sistema non si giustificano con l'espansione verso nuovi mercati. Nell'ultimo anno l'Italia ha aumentato l'export del 20 per cento, ma allo stesso tempo la Spagna ha aumentato il suo export di pesche in Italia dell'80 per cento. Tutto ciò mentre il prezzo al campo crollava del 50 per cento".

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