"L’opinione pubblica e la classe dirigente del nostro Paese non hanno sufficienti informazioni sul valore di una realtà molto importante come l’ortofrutticoltura. Serve sicuramente comunicazione, più progettualità innovativa, non solo di prodotto, ma organizzativa e di rappresentanza". Queste le parole di Domenico Scarpellini, presidente di Cesena Fiera, sull'attuale situazione ortofrutticola e in vista della prossime edizione di Macfrut che si terrà dal 7 al 9 ottobre 2009.
"Nel leggere l’editoriale di Lorenzo Frassoldati sul Corriere Ortofrutticolo ho condiviso - prosegue Scarpellini - la visione della realtà italiana descritta. Occorre non accettare illusioni autarchiche, forme non risolutive di vendita in quanto il nostro comparto ortofrutticolo vive soprattutto di export e la competizione è spietata. Occorre comunicare, informare: la localizzazione nella globalizzazione".

"Il nostro comparto deve essere considerato in modo diverso dalle istituzioni, in quanto ricchezza per tutta l’economia, nazionale ed europea. Le produzioni estive sono più a rischio: l’accavallamento di pochi fattori negativi compromette l’intera campagna. Servono allora promozione dei consumi fra i giovani, innovazione nel presentare il prodotto al consumatore e rete di protezione per le imprese, con un intervento sui costi dei mezzi tecnici, l’armonizzazione degli oneri sul lavoro e i meccanismi anti fluttuazione dei prezzi e dei redditi, polizze assicurative multirischio".
  
E allora cosa fare?

"Credo occorra un interlocutore valido che faccia presente, in ogni sede – locale, nazionale ed europea - che esistono problemi economici e sociali sia per i lavoratori che per i produttori. Occorre far presente che l’agricoltura vale come l’industria, il commercio, le banche, pertanto è difficile comprendere il perché del non sostegno pubblico. Il settore primario è strategico e dovrebbe essere maggiormente considerato in quanto costituisce un punto di forza per l’intera società nazionale ed europea".

"Si cerchi unità di intenti ed iniziative non demagogiche e burocratiche - prosegue Scarpellini - per riconoscere che l'impresa con il suo lavoro, il suo capitale e con i rischi connessi è produttrice di ricchezza vera, per la società e l’ambiente".
"Sono le grandi funzioni sociali che derivano dall’agricoltura in generale e dall’ortofrutticoltura in particolare - conclude - che occorre far conoscere per creare un clima di interesse per il settore e per avvicinare il consumatore. Temi che verranno dibattuti nella convegnistica di Macfrut 2009".