Avicoltura a congresso

Il 22 aprile si discuteranno gli esiti della ricerca triennale "FreeBirds", incentrata sull'utilizzo delle aree all'aperto negli allevamenti avicoli

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Finanziato dall'Unione europea nell’ambito del Core Organic Cofund, il progetto FreeBirds è stato realizzato in Italia grazie al sostegno del ministero delle Politiche agricole
Fonte foto: Angelo Gamberini - AgroNotizie

L’utilizzo delle aree all’aperto da parte delle galline ovaiole e dei polli da carne è uno dei capisaldo dell’allevamento avicolo secondo i canoni dell’agricoltura biologica.
Ma non sempre questi spazi sono impiegati nel modo migliore e a volte possono essere motivo di problemi di carattere ambientale e sanitario.

Il rapporto fra animale e ambiente esterno richiede un esame attento delle ripercussioni sul benessere animale, come sulla salute intestinale e sulla possibile presenza di parassiti.
Non meno importante il carico di nutrienti nel suolo che ne deriva, come pure le varianti che possono essere connesse ai diversi genotipi avicoli impiegati.
E’ su questi elementi che si è articolato il progetto "FreeBirds" del quale AgroNotizie ha già avuto modo di anticipare i contenuti.

Il progetto si è svolto nel corso di tre anni e ha coinvolto i ricercatori di sette diversi paesi. Fra questi l’Italia, dove il team di ricerca, coordinato da Valentina Ferrante dell’Università di Milano, ha visto anche la partecipazione degli esperti del Crpa di Reggio Emilia per la raccolta e l’analisi dei campioni di terreno prelevati in differenti allevamenti di galline ovaiole, al fine di valutare gli effetti ambientali (carico di nutrienti) come conseguenza del pascolamento e dell'utilizzo del parchetto esterno.

Per illustrare le risultanze di queste ricerche è stato organizzato un webinar che si terrà il 22 aprile dalle 9 alle 13.
Per partecipare all’incontro, che si svolgerà in lingua inglese, è necesserarrio registrarsi entro il 16 aprile. Di seguito il dettaglio del programma.
 

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