Addestratori di api

Alcuni ricercatori argentini sono riusciti ad addestrare le api affinché impollinassero preferenzialmente il girasole. Forti incrementi nel numero di semi

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Api intente a impollinare girasoli: una pratica che potrebbe divenire più efficiente in futuro
Fonte foto: Donatello Sandroni

Vai Fido! Tipico comando che certi padroni un po’ ingenui impartiscono al proprio cagnolino, pensando che basti un dito alzato e una voce perentoria perché la povera bestiola capisca al volo cosa diavolo ci si aspetti da lui. Il più delle volte è infatti una delusione per il padrone, al quale non resta che consolarsi con l'allegro scodinzolio del proprio amico a quattro zampe, felice di esser lì con il suo umano anche se non capisce bene a far cosa.

Non a caso, l’addestramento di un animale, qualunque sia, non è affar di poco conto, richiedendo competenze e tanta, tanta pazienza. Consapevoli di ciò, alcuni ricercatori argentini sarebbero riusciti ad addestrare le api a concentrarsi sulle fioriture di girasole, al fine di aumentare il tasso di fecondazioni e quindi di acheni al raccolto.

Leggi la fonte originale in inglese:
Bees scent trained to effetively pollinate sunflowers boost seed production
 

Scie odorose irresistibili

L’addestramento ha previsto che gli impollinatori venissero assuefatti a un odore simile a quello emanato dai fiori di girasole. Odore inavvertibile per l’uomo, ma sufficiente a farsi distinguere dalle api. I risultati dello studio, pubblicato sulla rivista Current Biology, si sono mostrati incoraggianti, essendo aumentata la produzione di semi nelle parcelle sperimentali con percentuali a due cifre. Grazie infatti all’impollinazione mirata, il numero di acheni prodotti dai girasoli sono aumentati fra il 29 e il 57%, con tutto quel che ne consegue in termini di produttività.

Secondo gli scienziati argentini la miscela sintetica odorosa con cui sono state influenzate le api sarebbe particolarmente utile nei casi in cui fosse richiesta la produzione di semi ibridi, derivanti cioè da impollinazioni fra genetiche differenti, una donatrice, l’altra ricevente.

La procedura ha infatti aumentato sensibilmente l'attività di foraggiamento delle api nei campi studiati e ha anche migliorato in modo significativo le rese degli appezzamenti trattati. Peraltro, il medesimo addestramento potrebbe essere applicato anche su altre colture, a patto di individuare la scia odorosa più efficace nel condizionare gli impollinatori.

Se così fosse, in futuro si potrebbe passare da impollinatrici generiche a popolazioni specifiche di api, addestrate in modo differente per renderne più efficace l’operato coltura per coltura.

Si attendono ora le contumelie dei media generalisti contro la protervia del Genere umano.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: apicoltura

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