La Transumanza si candida patrimonio Unesco

Italia capofila, insieme a Grecia e Austria, nella presentazione della candidatura della pratica tradizionale dal forte contenuto indentitario

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La decisione da parte del Comitato di governo dell'Unesco è prevista per novembre 2019
Fonte foto: © Ekaterina Pokrovsky - Fotolia

E' stata presentata il 27 marzo 2018 a Parigi, dall'Italia come capofila insieme alla Grecia e all'Austria, la candidatura transnazionale de "La Transumanza" come patrimonio culturale immateriale dell'umanità Unesco.

A renderlo noto è il Mipaaf, il quale ha specificato che con la firma del dossier di candidatura transnazionale da parte del rappresentante permanente d'Italia presso l'Unesco, amb. Vincenza Lomonaco, insieme agli omologhi di Austria e Grecia, è stato formalmente avviato il processo di valutazione internazionale che vedrà coinvolto un organo di esperti tecnici indipendenti e poi la successiva decisione da parte del Comitato di governo dell'Unesco nel novembre 2019.

La pratica tradizionale della transumanza rappresenta la migrazione stagionale delle greggi, delle mandrie e dei pastori che, insieme ai loro cani e ai loro cavalli, si spostano in differenti zone climatiche, percorrendo le vie semi-naturali dei tratturi. Il viaggio dura giorni e si effettuano soste in luoghi prestabiliti, noti come "stazioni di posta".

La transumanza quale elemento culturale, dal forte contenuto identitario, ha saputo nei secoli creare forti legami sociali e culturali tra praticanti e i centri abitati da essi attraversati, nonché rappresentare un'attività economica sostenibile caratterizzata da un rapporto peculiare tra uomo e natura, influenzando con la sua carica simbolica tutti i campi dell'arte.

E' ancora oggi praticata sia nel Centro e Sud Italia, dove sono localizzati i Regi tratturi, partendo da Amatrice e Ceccano nel Lazio ad Aversa degli Abruzzi e Pescocostanzo in Abruzzo, da Frosolone in Molise al Gargano in Puglia. Pastori transumanti sono ancora in attività anche nell'area alpina, in particolare in Lombardia e nel Val Senales in Alto Adige.

La redazione del dossier di candidatura, coordinata a livello internazionale dal Gruppo di lavoro Unesco del Mipaaf, presieduto dal professore Pier Luigi Petrillo, ha visto il coinvolgimento attivo delle comunità italiane che in questi anni hanno attivamente lavorato alla valorizzazione e salvaguardia della transumanza e del fondamentale apporto di famiglie e pastori che hanno saputo mantenere negli anni la vitalità della pratica, nonostante le difficoltà socioeconomiche e lo spopolamento delle aree rurali.
 

Il commento di Paolo De Castro

"L'Italia si conferma - e speriamo continui a farlo - nel suo ruolo di capofila nella difesa di una ricchezza fondata su tradizioni, cultura, sapori e conoscenze che ci rende unici al mondo". Queste le prime parole di Paolo De Castro, primo vicepresidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo. "In questo modo si aggiunge un simbolo importante al nostro territorio, in particolare quello montano e collinare che caratterizza tanti dei nostri prodotti di qualità"

"Sono i pastori - conclude il primo vicepresidente - i depositari di millenni di vita pastorale. Per questo la ComAgri ha appena approvato una risoluzione in difesa della vita pastorale considerando l'importante ruolo svolto dagli animali, ovini e caprini, per la sostenibilità ambientale in quanto presenti nel 70% delle zone più svantaggiate, contribuendo al mantenimento della biodiversità, alla lotta contro l'erosione, all'accumulo indesiderato di biomassa, alle valanghe e agli incendi boschivi".

Fonte: Agronotizie

Autore: G R

Tag: ovini pascoli

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