Ricerca, un accordo per Cesare Galli

Si stanno definendo i dettagli dell'accordo per salvare il Laboratorio per la clonazione e gli xenotrapianti

Questo articolo è stato pubblicato oltre 11 anni fa

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Cesare Galli

Saranno illustrati oggi i dettagli dell'accordo firmato ieri sera a Cremona per 'salvare' il Laboratorio delle Tecnologie di Riproduzione (LTR) di Cesare Galli, il ricercatore veterinario noto alla comunità scientifica internazionale per le sue ricerche nel campo della clonazione animale e degli xenotrapianti.
A siglare l'intesa, con la mediazione dell'Amministrazione Provinciale cremonese, è stato il presidente del Centro per l'Incremento Zootecnico (CIZ), Nino Andena, dopo una trattativa lunga che poche settimane fa sembrava destinata a fallire. Per non chiudere il Laboratorio si è mobilitata la comunità locale e non solo, la veterinaria nazionale e la Regione Lombardia. Galli e la moglie, Giovanna Lazzari, potranno continuare a svolgere le attività nella sede attuale di Porcellasco che verrà concessa in affitto insieme alla dotazione tecnico-scientifica.
Lo scienziato, che si era battuto per non traslocare, malgrado la sua fama internazionale e i più prestigiosi riconoscimenti tributatigli dalla comunità scientifica mondiale. L'accordo è tuttavia oneroso per il ricercatore che dovrà probabilmente costituire una società privata per sostenere economicamente l'attività e destinandola in parte in erogazioni di servizi secondo lo scenario delineato dallo stesso Galli alcune settimane fa, anche a fronte di uno staff specializzato che lo scienziato è determinato a salvaguardare. Il sostegno della veterinaria sarà massimo nel seguire le attività del LTR.
Recentemente, Cesare Galli è stato indicato dalla Fnovi (Federazione nazionale ordini veterinari italiani) come esperto di clonazione nel gruppo di lavoro costituito dalla FVE. LTR da diversi anni è un protagonista della ricerca sulla clonazione animale non solo nella specie equina ma anche in quella bovina e suina. Attualmente i cloni bovini e la loro progenie sono oggetto di studio in collaborazione con altri enti di ricerca per valutare le caratteristiche dei prodotti da loro derivati in un progetto (TECLA) cofinanziato dal MUR. La clonazione del suino viene invece applicata per creare animali a scopo di ricerca e per fini biomedici nell'ambito di un progetto di ricerca europeo del 6° Programma Quadro sullo xenotrapianto (www.xenome.eu).

Fonte: @nmvi Oggi

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