Prezzo del suino, convegno nazionale tra big del settore

Oscillazione dei prezzi, Borsa Merci e sede della Commissione Unica Nazionale gli argomenti più dibattuti

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I maggiori rappresentanti italiani del settore suinicolo si sono dati appuntamento il 13 settembre 2008 a Gonzaga (Mn) per partecipare al convegno nazionale "Il prezzo del suino: la rilevazione, il mercato unico nazionale, la Borsa Merci Telematica" organizzato nell'ambito della fiera nazionale dell'agricoltura 'Fiera Millenaria'. Al tavolo dei relatori, Gabriele Canali (docente Smea - Alta Scuola in Economia Agroalimentare, Università Cattolica del S. Cuore), Ercole Montanari (presidente Camera di Commercio Mantova), Francesco Pizzagalli (presidente Assica - Associazione Industriali delle Carni); Giandomenico Gusmaroli (presidente Anas - Associazione Nazionale Allevatori Suini) ed Francesco Bettoni (presidente Borsa Merci Telematica Italiana). Moderatore dell'incontro, l'assessore provinciale all'agricoltura Maurizio Castelli.

Nella sua relazione introduttiva, Gabriele Canali ha evidenziato come l'oscillazione dei prezzi nel settore suinicolo sia imputabile alla difficoltà di mantenere nel tempo un equilibrio tra la domanda e l'offerta, considerando che entrambe sono soggette a "shock" in larga parte imprevedibili. "Il prezzo è il risultato tra domanda e offerta – ha spiegato Canali - e per avere un prezzo è necessario definire bene l'oggetto dello scambio (suino pesante, suino leggero, lattonzoli ecc.) e quali devono essere le caratteristiche standardizzate che possono essere sottoposte ad un sistema adeguato di controlli". E' necessario inoltre un numero adeguato di operatori, da entrambi i lati del mercato, per evitare situazioni di oligopolio o oligopsonio. "Il ruolo delle informazioni di mercato e delle analisi di questo mercato, a beneficio di tutto il comparto, sono di importanza decisiva" ha concluso Canali, che ha invitato la platea ad una strategia di comparto per la valorizzazione di tutto il suino pesante e di tutta la filiera.

Approfondendo il tema spinoso delle Borse Merci, Ercole Montanari ha evidenziato che "l'istituzione Borsa Merci deve limitarsi a rilevare i prezzi, prendendo atto di quella che è ormai diventata una sorta di contrattazione interprofessionale settimanale, nella quale i prezzi non sono imposti dall'alto ma sono il risultato dell'effettivo accordo tra gli operatori del mercato". Dopo aver annunciato la prossima presentazione a Unioncamere e Regione Lombardia del progetto per l'istituzione di un Osservatorio sul mercato delle carni suine su iniziativa delle Camere di Commercio e delle Province di Mantova, Brescia e Cremona, Montanari è entrato nel merito dell'istituzione del mercato unico nazionale e della paventata sostituzione della piazza di Mantova con quella di Reggio Emilia come punto di riferimento per i prezzi dei suini. "A breve termine ritengo alquanto improbabile che ciò possa avvenire – ha dichiarato Montanari – una tale novità non può essere imposta istituzionalmente ma deve essere condivisa dagli operatori. Inoltre, non capisco perché la sede della Commissione Unica Nazionale non debba essere Mantova che è la provincia con la maggiore produzione suinicola a livello nazionale ed è sede del Comitato di filiera dei suini della Borsa Merci Telematica. Mantova si candida in modo naturale ad essere la sede anche di questa commissione, e attiveremo tutte le azioni possibili per far sentire la nostra voce nelle sedi competenti". Quanto al ruolo della Commissione, Montanari ha specificato che dovrebbe limitarsi a fare previsioni sull'andamento del mercato nella settimana successiva, senza spingersi a determinare alcun prezzo.

"Questo settore non ha una cultura di filiera" ha attaccato Francesco Pizzagalli evidenziando la necessità di dar vita ad un processo di valorizzazione per recuperare la qualità della materia prima. Nel suo intervento, anche una severa critica al sistema delle Dop e delle Igp: "I consorzi sono troppi e improduttivi – ha dichiarato Pizzagalli – non generano ricchezza del territorio. Si assiste inoltre ad un'eccessiva proliferazione di Dop". Pizzagalli ha concluso rilevando l'importanza strategica del Gsp, sigla che identifica la nuova denominazione Gran Suino Padano.

Sul tema del Mercato Unico Nazionale, Giandomenico Gusmaroli ha invece sostenuto che la sua sede non può essere nessuna delle tre piazze attuali – Milano, Mantova, Modena – "che non hanno saputo recepire le proposte di aggiustamento suggerite dai tavoli interprofessionali". In relazione al suo funzionamento, il Mercato Unico dovrà essere gestito con una serie di vincoli e di precauzioni che portino al reale valore di mercato la quotazione dei suini e delle loro carni. Gusmaroli ha infine auspicato l'entrata in funzione del mercato unico già nel corrente mese di settembre.

"Mettiamo a disposizione uno strumento aggiornato, trasparente, non soggetto a speculazioni: i contenuti, ora, li deve fornire la filiera" ha spiegato nel suo intervento Francesco Bettoni. Ridefinire le logiche del sistema e creare un distretto della filiera suinicola sono stati gli altri temi di riflessione affrontati da Bettoni, che come Pizzagalli ha criticato il sistema dei Consorzi di prodotti Dop: "dovrebbero essere la nostra forza – ha detto – e invece sono la nostra debolezza".

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