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Immatricolazioni: Mother regulation, Pac e bandi Isi gli "agenti lievitanti"

Conferenza di FederUnacoma a Fieragricola: i dati di mercato delle macchine agricole tornano positivi dopo anni. Buone le previsioni anche per il 2018

Michela Lugli di Michela Lugli

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Da sinistra Alessandro Malavolti e Massimo Goldoni in conferenza stampa a Fieragricola 2018
Fonte foto: Agronotizie

Nel comparto delle macchine agricole dove i trattori assorbono un fetta di mercato pari a circa il 30 per cento, una crescita come quella registrata a fine 2017 (+23,8% con 22.700 unità immatricolate in totale) può far parlare di dato estremamente positivo.

Come spiegato dal presidente di FederUnacoma Alessandro Malavolti in occasione della conferenza stampa interna a Fieragricola, questo risultato tiene il passo con quello europeo+3% circa a fine novembre, con 165 mila trattrici immatricolate e una chiusura d'anno prevista in crescita a causa delle immatricolazioni nel mese di dicembre. Accanto alle performance positive di Italia, Spagna e Germania si distingue la Francia, la cui sofferenza va in parte letta alla luce dei risultati eccezionali del 2016.

Il risultato dell'Europa si inserisce nell'ancora più ampio trend positivo a livello mondo, alimentato dai traguardi di Cina e India che con 1 milione di trattori immatricolati hanno assorbito circa la metà del mercato globale.
Nei primi nove mesi del 2017, questi due paesi hanno registrato una crescita delle immatricolazioni sul 2016, rispettivamente del 33 e del 19 per cento (dati Vdma). In forte crescita anche il Brasile, che nello stesso periodo è salito di 11 punti percentuali, e la Russia, che ha guadagnato il 20 per cento. Si attestano su un +4,5 per cento gli Stati Uniti.
 

Export, attrezzature e componentistica: va tutto bene

A sostenere i dati di vendita nazionali del 2017 sono anche i risultati delle macchine operatrici e attrezzature che, dopo il calo del 2016, sono in fase di recupero.
Positivo anche il dato di produzione nazionale, che gode della crescita delle esportazioni verso i paesi europei ma soprattutto verso il Sud America (Argentina in primis) e il Nord America, con risultati particolarmente interessanti in Messico. 

Secondo quanto rilevato dall'Istat nei primi dieci mesi del 2017, la crescita in termini di valore delle esportazioni di macchinario agricolo (trattori compresi), è stata del 7,5 per cento pari a 3,98 miliardi di euro. La destinazione principale rimane l'Europa, che assorbe il 68 per cento del totale (ridotto al 54 per cento se si considerano i 28 paesi Ue), affiancata dall'area asiatica.
"Si osserva anche una rivitalizzazione dei mercati africani, in crescita del 7,9 per cento - ha affermato Malavolti - che per noi costruttori rappresentano il futuro".  

Positivo, infine, il dato degli acquisti per la componentistica, area di business la cui importanza e marginalità si fanno sempre più evidenti, con incrementi - registrati dalle aziende associate Comacop - del 10-15 per cento.
 

Trattori: ma è luce vera in fondo al tunnel?

Il comparto agricolo sta indubbiamente tirando un sospiro di sollievo grazie alla crescita dei prezzi di cereali e dei prodotti lattiero-caseari che, in virtù di una maggiore propensione all'investimento delle aziende agricole italiane, possono in parte giustificare l'aumento nelle vendite di macchine agricole. Ma il dato delle immatricolazioni rilevato a fine 2017, in particolare delle trattrici, suona davvero stonato.

Tra le note troppo alte, la Mother Regulation che - come spiega Malavolti - ha funzionato da acceleratore facendo segnare nel mese di dicembre un incremento medio nazionale delle immatricolazioni di trattrici del 118 per cento.
"Una situazione non solo italiana e abbastanza normale a fronte dell'entrata in vigore di una nuova normativa" spiega il presidente.
Malavolti sottolinea inoltre come il dato nazionale si posizioni comunque al di sotto della media europea, che nel mese di dicembre 2017 ha registrato un'impennata delle immatricolazioni fino al 140 per cento.

Anche i Psr entrati a regime a inizio 2017 con le misure M.4, M.6 ed M.8, hanno avuto un ruolo chiave affiancati dai 45 milioni di euro messi a disposizione da Inail attraverso i bandi ISI.
Bandi che - nonostante il perdurare dell'assenza del decreto attuativo per la revisione delle macchine agricole a cui avrebbero dovuto fare da stampella per incentivare lo svecchiamento del parco macchine - hanno visto assegnati quasi tutti i fondi a disposizione per l'acquisto di trattrici e macchine agricole.

Ma fatta la somma di tutti i fattori, il risultato comunque non torna e alimenta commenti fatti a bassa voce e malcontento più o meno velato tra i principali costruttori che fanno notare come i dati di fine 2017 presentino picchi e volumi davvero sospetti.
 

Dopo un ottimo 2017, un buon 2018

"Una partenza lenta per l'anno in corso che porterà ad un risultato positivo determinando un'ulteriore buona annata per i mercati italiano ed europeo e un 2019 stabile".
Questa previsione fatta da Malavolti e Massimo Goldoni, amministratore delegato Federunacoma, tiene conto dell'incremento dei costi delle materie prime che, insieme agli investimenti messi in campo per l'adeguamento alla MR, porterà chi tra i costrutttori ancora non lo ha fatto ad un ritocco verso l'alto dei listini e, nel contempo, di un incremento dei prezzi di cereali e prodotti lattiero caseari del 5 e del 7 per cento.

Altri fattori da considerare, saranno l'entrata - forse - in vigore della revisione e la continua crescita del mercato dell'usato, passato negli ultimi tre anni da 24 a 30mila unità.

"Abbiamo chiesto - chiosa Goldoni - di inserire nella Pac 2020-2026 un pacchetto innovazione che sostenga concretamente la crescita dell'agricoltura 4.0 e consenta alle aziende di fare veramente il salto tecnologico".

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