Gasolio agricolo, registrare i contratti di comodato non è più necessario

L'Agenzia delle dogane ha chiarito con una nota che è sufficiente una dichiarazione da parte del conduttore del fondo e del proprietario che lo dà in gestione. All'interno il testo completo della nota

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Gasolio agricolo, non serve più la registrazione dei contratti di comodato per l'assegnazione
Fonte foto: © duskojovic - Fotolia

C'è una novità interessante per molte aziende che coltivano appezzamenti in comodato.

Infatti non è più necessario registrare i contratti di comodato dei terreni condotti da una azienda per poterli far valere come superficie per l'assegnazione del gasolio agricolo agevolato.

Lo comunica Confagricoltura che riporta il parere dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli che ritiene il contratto di comodato come titolo di possesso legittimo delle superfici coltivate.
Un parere che supera una precedente interpretazione secondo cui, per poterli far valere ai fini della richiesta del gasolio, i contratti di comodato dovevano essere scritti e registrati.

L'Agenzia, con una nota del 16 gennaio, ha chiarito che al posto del comodato scritto e registrato, è sufficiente che chi ha in comodato il terreno presenti una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, secondo l'art. 47 Dpr n.445/2000, con la quale attestare di avere l'esclusiva disponibilità dei terreni sui quali saranno eseguite le lavorazioni.

Questa dichiarazione dovrà essere accompagnata da un'altra dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, nelle stesse forme, rilasciata dal proprietario che concede in comodato l'appezzamento.

Una decisione che va nella direzione della semplificazione burocratica e che faciliterà il lavoro delle aziende.

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