Gardening: mercato in crescita e nuovi trend in futuro

Positivi i dati Comagarden per il 2017. L'evoluzione degli agglomerati urbani sarà un fenomeno rilevante per il settore della gestione delle aree verdi, che si troverà di fronte a nuove sfide

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Il mercato italiano delle attrezzature per il giardinaggio ha chiuso il 2016 in positivo. Buona dinamica di mercato nel primo trimestre 2017
Fonte foto: © Mariusz Blach - Fotolia

Come da tradizione, anche quest'anno Comagarden, l’associazione italiana dei costruttori di macchine per il giardinaggio - aderente a FederUnacoma - ha organizzato una conferenza stampa in cui ha mostrato i dati di mercato relativi al 2016. Dall'incontro sono emerse inoltre previsioni favorevoli per quest'anno commerciale, che vedrà un'ulteriore crescita della richiesta di mezzi per gardening.

Tra i diversi temi trattati, anche l'aumento degli agglomerati urbani e la progressiva inclusione nel territorio cittadino delle attività agricole, fenomeni rilevanti nei prossimi anni per l'industria che produce tecnologie per la gestione delle aree verdi. Quest'ultima dovrà infatti fronteggiare la sfida con la progettazione e realizzazione di mezzi meccanici innovativi, in grado di operare efficacemente nei nuovi contesti.

Mercato del gardening: stabile nel 2016, in crescita nel 2017
Malgrado un andamento meteorologico caratterizzato da scarsa piovosità, che ha condizionato l’attività vegetativa delle piante riducendo la domanda di macchinari per le manutenzioni, il mercato italiano delle macchine e delle attrezzature per il giardinaggio ha chiuso lo scorso anno con un livello di vendite di poco inferiore a quello del 2015: a fine 2016 si sono contati 1 milione 228mila unità vendute con una flessione dello 0,5 per cento rispetto all'anno precedente.

Il dato può essere letto positivamente perché fa seguito alle stagioni positive 2014 e 2015, nelle quali si sono registrati incrementi rispettivamente del 7,6% e dell’1%, e perché si colloca all’interno di un trend che - dopo il crollo verificatosi con la crisi economica del 2009 - ha visto un costante recupero dei livelli di vendite, senza tuttavia ritornare alla dimensione precedente il 2008, quando il numero complessivo di unità si attestava a quota 1 milione 440mila.

Esaminando le diverse tipologie di mezzi venduti nel 2016, i rasaerba hanno segnano un calo del 2,4 per cento con un totale di 279.868 unità vendute, i trattorini e i ride-on sono calati complessivamente del 5% e i trimmer sono scesi del 7,2 per cento con circa 55.250 unità.
In aggiunta, le motoseghe hanno segnato un -4% a fronte di circa 345mila unità vendute, mentre in crescita risultano i decespugliatori con un +1,8 per cento per 256.345 unità e i soffiatori/aspiratori con un +5,5% con un totale di quasi 89.600 unità.
 
Andamento del mercato italiano delle macchine da giardinaggio negli anni 2014, 2015 e 2016
 
"Il calo di vendite per tipologie di macchinari come i rasaerba, i ride-on e i trimmer è da mettere in relazione con l’andamento della stagione meteorologica, caratterizzata da temperature elevate e da scarsa piovosità, che ha comportato una riduzione dell’attività vegetativa delle piante e quindi un calo della domanda di mezzi per le manutenzioni" ha spiegato nel corso della conferenza stampa Franco Novello, presidente di Comagarden.

"Sempre in rapporto all’andamento meteorologico, può essere letto il dato sulle macchine e le attrezzature per la neve che segnano un significativo meno 34 per cento in conseguenza di una stagione distintasi per una sensibile attenuazione dei fenomeni" ha aggiunto Novello.

Le stime di Comagarden - elaborate sulla base dell’indagine condotta su un campione rappresentativo di aziende e relative al primo trimestre del 2017 - indicano una buona dinamica del mercato. Nei primi tre mesi dell'anno, infatti, si vede un incremento delle vendite pari al 2 per cento, con buone performances per decespugliatori (+17%), trimmer (+11 per cento), soffiatori/aspiratori (+10%) e rasaerba robot (+27 per cento).
Un vistoso recupero si registra anche per le macchine spazzaneve (+80%), mentre in calo appaiono rasaerba e motoseghe, con decrementi rispettivamente dell’8 per cento e del 5,2 per cento.

Il successo dei macchinari alimentati a batteria è evidente anche nel nostro Paese, che nel 2016 ha registrato una vistosa crescita complessiva del +47%. Tuttavia rimane ancora marginale in termini percentuali: attualmente appena l’1 per cento dei rasaerba e l’1,7 per cento delle motoseghe venduti sono equipaggiati con sistema a batteria.
 
Variazioni percentuali del primo trimestre 2017 rispetto al primo trimestre 2016
(Stime ufficio studi e statistiche Comagarden)

"Il dato relativo a nuove tipologie di mezzi, quali le attrezzature a batteria o i rasaerba robot, - ha commentato il presidente - è interessante in termini di marketing, perché segnala in modo evidente come la praticità, la facilità d’uso e il contenuto innovativo del mezzo vengano percepiti dal mercato come elementi importanti, capaci di incidere nelle decisioni d’acquisto pure in presenza di congiunture non favorevoli". 

Complessivamente, l’andamento del mercato risulta essere positivo a livello europeo. I dati recentemente elaborati dall’associazione dei costruttori europei EGMF indicano un totale di unità vendute pari ad oltre 17 milioni con una crescita del 2 per cento.
Una performance particolarmente positiva riguarda i rasaerba robot e le macchine a batteria (rasaerba, motoseghe, decespugliatori e trimmer), che crescono del 31%.

Illustrando le caratteristiche del sistema distributivo, è emersa, nel corso della conferenza, ancora una netta prevalenza dei canali tradizionali come negozi specializzati, ferramenta e garden center. Questi coprono l’80 per cento del mercato, mentre le grande distribuzione detiene una quota di circa il 17 per cento.
Ancora modesto è il contributo del commercio elettronico pari al 3%.


Megalopoli e agricoltura urbana, le nuove frontiere green 

Quale sarà il futuro del gardening? Cosa cambierà nel territorio urbano? Le tendenze urbanistiche hanno delineato la progressiva crescita degli agglomerati che si trasformeranno in megalopoli e la progressiva inclusione nel territorio cittadino delle attività agricole, soprattutto per le produzioni di piccola scala.

E’ dunque indispensabile sviluppare ampie capacità di visione in merito ai cambiamenti, che si prospettano non solo dal punto di vista economico, ma anche sociale e territoriale, per cogliere in tempo le opportunità di mercato.
"Se in passato era possibile distinguere le tipologie di macchine per l’agricoltura da quelle per il giardinaggio, - ha dichiarato Novello - oggi questa distinzione appare più sfumata grazie all’affermarsi dell’hobby farming, dell’agricoltura part time, delle attività multifunzionaliricreative possibili in ambiente rurale, che richiedono una meccanizzazione flessibile e a piccola scala, chiamando in causa le industrie del settore".

Inoltre, in merito al fenomeno della concentrazione della popolazione mondiale nelle metropoli - molte delle quali arriveranno a contare entro un ventennio decine di milioni di abitanti - il presidente ha spiegato: "Le grandi città saranno il campo di applicazione di nuove forme di decoro e tecniche di gestione del verde pubblico. L’industria delle tecnologie per la gestione delle aree verdi dovrà fronteggiare questa sfida, con la progettazione e realizzazione di mezzi meccanici innovativi e polivalenti, in grado di operare efficacemente nei contesti futuri".

Se pochi anni fa erano i Paesi occidentali ad assorbire la gran parte della produzione (oltre l’80 per cento tra Stati Uniti ed Europa occidentale), lo scenario attuale vede emergere nuove aree: l'Europa orientale esprime una domanda crescente di macchine per la manutenzione delle aree verdi, i Paesi arabi investono risorse cospicue nella creazione e manutenzione del verde e India e Argentina sono destinate a registrare, entro il 2020, i più alti tassi di crescita della domanda.

Questo ampliamento progressivo del mercato - ha sostenuto Franco Novello - dipende da diversi fattori culturali, tra cui la ricerca di una migliore qualità di vita, la valorizzazione di attività turistiche, ricreative e sportive e la riscoperta del rapporto fra uomo e natura. Tutti fattori che considerano il verde non solo come elemento accessorio, ma come elemento strutturale dello spazio in cui viviamo.

In conclusione, per rispondere alle attuali sfide, l’associazione dei costruttori italiani ha sviluppato iniziative su più fronti, realizzando una promozione sistematica dei prodotti italiani ed elaborando un’azione di contrasto nei confronti della contraffazione, della copiatura dei brevetti e dell’immissione sul mercato di macchinari sprovvisti dei requisiti di qualità e sicurezza.

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