Agrimeccanica, tutti pazzi per la meccatronica

I produttori di macchine agricole devono affrontare la sfida dell'agricoltura di precisione. Per farlo hanno però bisogno di tecnici specializzati. A Portogruaro (Ve) il primo corso in meccatronica, che però non riesce a stare dietro alle richieste del mercato

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

Questo articolo è stato pubblicato oltre 2 anni fa

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La presentazione agli studenti del corso di meccatronica per l'industria agrimeccanica
Fonte foto: Unacma

Nel 2014 l'Unione nazionale commercianti macchine agricole (Unacma) ha realizzato una indagine sui fabbisogni formativi ed occupazionali del settore Macchine agricole ed ha individuato un fabbisogno di 3.500 tecnici superiori.
Le aziende sono alla ricerca di persone in grado di mettere assieme le conoscenze di meccanica con le nuove tecnologie: dall'informatica alle telecomunicazioni, passando per i droni e i satelliti.

Per questo nel 2016 è stato lanciato il primo corso di specializzazione in meccatronica per l'industria agrimeccanica. Un corso che ha proprio lo scopo di formare i tecnici di cui le imprese hanno bisogno.
Una buona notizia per gli studenti, che possono collocarsi sul mercato del lavoro con facilità, ma anche per le imprese che sono oggi davanti alla sfida dell'agricoltura 4.0.

Il corso si tiene presso la sede didattica ISIS Leonardo Da Vinci di Portogruaro (Ve) ed è stato lanciato in collaborazione con la fondazione Malignani. A sponsorizzarlo la Regione Veneto e la Regione Friuli Venezia Giulia con il patrocinio di Unacma, interessata a mettere in comunicazione il mondo della formazione con quello produttivo.

"C'è una forte richiesta da parte delle aziende di tecnici specializzati", spiega ad AgroNotizie Alvise Innocente, professore dell'Istituto Da Vinci. "Un'azienda del Bellunese ci ha chiesto quindici tecnici da assumere, una di Portogruaro deve aprire una nuova sede e ha bisogno di settanta persone. Ma ci chiamano anche da Nuoro, dalla Sicilia, da Salerno".

Il corso è biennale, ma non è detto che, vista la grande richiesta da parte delle aziende, non si decida di renderlo annuale. "I ragazzi devono avere un diploma superiore, ma provengono da diversi indirizzi: ragioneria, agraria, licei e non solo", spiega Innocente.
"Durante il corso studiano tutto quello che riguarda le macchine agricole. A cui si aggiunge meccanica, elettronica, informatica e telecomunicazioni. Ma anche l'utilizzo dei sistemi Gps e ci sono anche ottanta ore dedicate ai droni".

Il corso, che si tiene a Portogruaro (Ve) , si sviluppa nell'arco di due anni, attraverso 2mila ore di attività didattica nella quale è compreso il tirocinio. Prevede 1.334 ore di formazione in aula (700 nel primo anno e 634 nel secondo), 650 ore di stage, 16 ore di esame finale. Ad oggi dei venticinque ragazzi ammessi al corso, sette hanno già trovato lavoro mentre diciotto sono impegnati in stage in aziende.

Nei piani del Governo la superficie agricola gestita con le tecniche di precisione dovrebbe passare dall'1% di oggi al 10% del 2021. Una sfida enorme che mette le imprese sotto pressione. D'altronde l'agricoltura mondiale sta andando in questa direzione. Immagini satellitari usate per conoscere lo stato di salute dei campi. Droni per monitorare l'attacco di funghi e parassiti. Trattori che si guidano da soli e attrezzature in grado di modificare il proprio lavoro sulla base delle condizioni del terreno e della coltura.

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