I prezzi internazionali del grano duro fino registrano il perdurare di una situazione di attesa: per la fine dell'effetto dell'export turco verso i Paesi Ue. E alla Commissione per lo Sviluppo del Grano della provincia canadese del Saskatchewan scrivono - ora con maggiore sicurezza - che i prezzi canadesi dovrebbero riprendersi da dicembre-gennaio, poiché l'effetto delle esportazioni dalla Turchia, che starebbero rallentando, dovrebbe completamente esaurirsi entro tra la fine del 2023 e i primi giorni del 2024. A giocare a vantaggio dei grani duri del Nord America sarebbe la maggiore qualità, rispetto al frumento europeo, attinto dalle piogge in fase di mietitura.

 

I prezzi Fob del Canada restano costanti, ma a fronte di ulteriori significativi cali dei prezzi offerti all'origine dagli agricoltori e di un ulteriore ribasso del prezzo di acquisto all'ingrosso per l'esportazione sulla piazza di Rosetown. Il prezzo Fob resta stabile sulla scorsa settimana solo per un altro rialzo dei costi di trasporto interni canadesi che pareggia il calo dei prezzi all'ingrosso per l'esportazione. Stabili i prezzi Fob Usa, con un apprezzamento in euro legato ad oscillazioni del cambio. In questo quadro si fa notare la stabilità dell'Indice dei Future sul Durum a Chicago dopo ben quattro settimane consecutive di cali.

 

Intanto in Italia due borse merci restano chiuse per festività - Foggia e Roma - mentre Milano si fa notare per la terza settimana consecutiva di totale stabilità sia sui frumenti duri nazionali che su quelli esteri comunitari e non comunitari. A Bari i valori del frumento duro fino nazionale restano stabili, ma il Canadese torna in calo. Napoli invece è parzialmente negativa sul nazionale. Stabile il Canadese ad Altamura, dove invece si registra un altro calo per il frumento nazionale, mentre Bologna è stabile.

 

Infine, Ismea aggiorna i prezzi medi per piazza e fotografa una situazione ancora contrastata nel mercato all'origine del frumento duro fino nazionale, anche se con una netta prevalenza di piazze stabili.

 

Noli in caduta libera

Il mercato dei noli marittimi ha visto ieri - 1° novembre 2023 - l'Indice Baltic Dry, che misura il costo delle spedizioni di merci in tutto il mondo, perdere per la decima sessione consecutiva, calando di circa il 4% ai minimi dal 15 settembre, attestandosi così a 1.401 punti. La perdita sul 25 ottobre scorso è pari a 431 punti (-23,52%).

 

Tutto questo è avvenuto dopo che l'indice era avanzato fino al 18 ottobre 2023, portandosi sui massimi da oltre 14 mesi fino a 2.105 punti, per poi segnare un primo brusco calo nell'ultima settimana, quando era calato a 1.832 punti la scorsa settimana. Il Baltic Dry perde così nel giro delle ultime due settimane ben 704 punti pari al 33,44% del valore conseguito fino al 18 ottobre 2023.

 

In calo anche l'Indice Panamax che determina solo in parte il Baltic, tenendo però in specifica traccia i carichi di carbone o grano da 60mila a 70mila tonnellate: infatti solo ieri, 1° novembre 2023, è diminuito del 2,9% portandosi a 1.489 punti, perdendo così 160 punti secchi sul 25 ottobre scorso (-9,70%).

 

A questo livello il Panamax perde decisamente e si riporta su un livello più basso rispetto a quello raggiunto il 4 settembre, quando era iniziata la parabola discendente toccando quota 1.625 punti. Dal 12 luglio, quando era attestato a 1.088 punti, la crescita di questo indice è stata comunque, nonostante i più recenti cali, di 401 punti (+36,85%).


E come se non bastasse le previsioni di crescita sui noli escono da questa settimana fortemente ridimensionate. Infatti, secondo la stima di ieri 1° novembre 2023 di Trading Economics, l'Indice Baltic Dry dovrebbe salire fino a 1.644,90 punti entro la fine del trimestre in corso, contro i 2.151,98 previsti la scorsa settimana. Il trend previsto a 12 mesi si porta a 1917,33 punti e resta in crescita, ma anche in questo caso è una previsione fortemente ridimensionata rispetto ai 2.504,10 punti di una settimana fa.

 

Chicago, Future Durum Wheat Index invariato sulla scorsa settimana

Il Future Durum Wheat Index Dwyoo alla Borsa di Chicago sui contratti da regolare a pronti il 31 ottobre 2023 risulta stabile sul 24 ottobre scorso a 913,67 punti, ovvero poco più di 9,13 dollari Usa per bushel. Una stabilità che giunge dopo quattro settimane di cali consecutivi. La settimana scorsa si era verificato infatti un ulteriore calo di 29 punti sul 17 ottobre (-3,08%).

 

Eppure questo indice aveva delineato un nuovo trend tutto in ascesa almeno fino al 9 agosto, quando ha toccato i 1.087,63 punti, dopo di che è entrato in una fase di volatilità, dovuta inizialmente soprattutto ai realizzi speculativi degli operatori finanziari e successivamente anche alle informazioni su nuovi competitor presenti sul mercato reale di riferimento.

 

Inoltre, la quotazione del 31 ottobre 2023 è pari a 318,48 euro alla tonnellata al cambio di ieri, 1° novembre 2023, in aumento di 1,66 euro alla tonnellata sui 316,82 euro pari alla quotazione del 24 ottobre valorizzata al cambio del 25 ottobre 2023. Tale incremento - attesa l'invarianza del valore dell'indice in dollari Usa - è interamente spiegato dalla rivalutazione della divisa americana contro l'euro, portatasi da 0,94 euro per un dollaro Usa della scorsa settimana a 0,95 euro per un dollaro Usa registrati ieri.

 

Prezzi Fob stabili in Canada e Usa

Secondo il rapporto del 30 ottobre 2023 stilato dalla Commissione per lo Sviluppo del Grano del Saskatchewan, il prezzo Fob del grano Cwad di prima qualità e al 13% di proteine è pervenuto a 639,16 dollari canadesi alla tonnellata, stabile sul 23 ottobre scorso, quando si era verificato un aumento di 2,57 dollari canadesi sul 16 ottobre scorso.

Un bel recupero, che aveva consentito al prezzo Fob di pervenire ad un valore molto vicino ai 639,70 dollari del 2 ottobre scorso, data dell'ultimo rialzo.


Il valore raggiunto il 23 ottobre scorso e confermato il 30 ottobre, pur restando in crescita rispetto ai livelli registrati l'8 agosto di ben 101,30 dollari, risulta calato di 24,28 dollari canadesi dal 28 agosto, quando aveva raggiunto il picco dell'estate a 663,44.

 

Dal 10 luglio, quando era ancora attestato a 491,09 dollari canadesi, tale prezzo è comunque aumentato di 148,07 dollari canadesi alla tonnellata (+30,15%). Tale medesimo incremento all'8 di agosto sul 10 luglio 2023 era di 46,77 dollari canadesi alla tonnellata (+9,52%).


Il valore registrato nuovamente il 30 ottobre è pari a 436,84 euro al cambio di ieri, 1° novembre 2023, in calo di 1,38 euro rispetto alla quotazione del 23 ottobre valorizzata al cambio del 25 ottobre. La quotazione in eurovaluta - stante l'invarianza del prezzo Fob in dollari canadesi - risulta in calo solo a causa di una lieve svalutazione del dollaro canadese rispetto alla scorsa settimana, portatosi da 0,69 euro per un dollaro canadese del 25 ottobre agli 0,68 euro del 30 ottobre 2023.


Resta il fatto sostanziale che rispetto alla quotazione del 10 luglio scorso, valorizzata al cambio del 12 luglio 2023 e pari a 335,16 euro alla tonnellata, il valore attuale di questo prezzo Fob risulta comunque cresciuto di 101,68 euro alla tonnellata (+30,3%).

 

Secondo il rapporto settimanale prezzi Fob del 27 ottobre scorso compilato dalla Us Wheat Associates "Le offerte di Northern Durum dai grandi laghi per la consegna di novembre 2023 sono quotate 467,00 dollari Usa alla tonnellata" stabili sulle analoghe quotazioni dal 1° settembre scorso in avanti, ma riferite alle consegne di settembre e ottobre 2023. Tale valore il primo settembre era invece risultato in calo sulle quotazioni del 25 agosto scorso di 21 dollari alla tonnellata, ma ad oggi in realtà resta in crescita comunque di 67 dollari rispetto al valore del 4 agosto e pari a soli 400 dollari alla tonnellata.

 

Il prezzo Fob Usa del 27 ottobre vale 443,36 euro alla tonnellata al cambio di ieri, 1° novembre 2023, in aumento di 2,30 euro alla tonnellata rispetto al prezzo rilevato il 20 ottobre 2023 e valorizzato al 25 ottobre in 441,06 euro alla tonnellata. Stante la perdurante invarianza di questo prezzo Fob in dollari Usa, l'intero aumento è dovuto alla rivalutazione della divisa Usa già sopra citata, passata da 0,94 euro per un dollaro Usa della scorsa settimana a 0,95 euro per un dollaro Usa registrati ieri.

 

Il valore del 27 ottobre in euro al cambio del 31 ottobre resta comunque maggiore di quello registrato il 4 agosto al cambio del 9 agosto - pari a 364,30 euro - di ben 79,06 euro alla tonnellata.

 

Canada, in calo il prezzo all'esportazione

Tornando al rapporto della Commissione per lo Sviluppo del Grano del Saskatchewan, il 30 ottobre scorso sulla piazza di Rosetown - dove si trova l'ascensore di riferimento del mercato all'esportazione - il prezzo di acquisto all'ingrosso del Cwad numero 1 al 13% di proteine è stato di 473,63 dollari canadesi alla tonnellata, in calo di 7,72 dollari canadesi sul 23 ottobre scorso, quando si era verificato un altro calo di quasi pari valore - 7,35 dollari - rispetto al 16 ottobre scorso. Questo prezzo dal 25 settembre 2023 ha perso ben 40,79 dollari canadesi alla tonnellata.

 

Il valore attuale del principale prezzo di acquisto all'export, rispetto ai 532,79 dollari canadesi alla tonnellata raggiunti il 21 agosto scorso, ha perso 59,16 dollari canadesi. Ma dal 4 luglio 2023, quando era quotato a 389,49 dollari canadesi alla tonnellata, il prezzo di acquisto all'ingrosso per l'esportazione è comunque cresciuto di ben 48,14 dollari canadesi alla tonnellata.

 

Invece gli export basis per i prezzi Fob dalla costa dell'Atlantico segnano ancora un ulteriore aumento di 7,72 dollari canadesi sul 23 ottobre scorso, portandosi a 165, 53 dollari canadesi alla tonnellata, contro i 157, 81 dollari della scorsa settimana, quando erano aumentati di altri 9,92 dollari canadesi sul 16 ottobre 2023.


Resta il fatto che, comunque, gli export basis per il prezzo Fob del Cwad numero 1, solo dal 25 settembre al 30 ottobre 2023 sono cresciuti di ben 49,88 euro alla tonnellata, sostenendo i prezzi Fob che altrimenti sarebbero stati ben più calanti.

 

Alla luce di questi dati risulta comunque chiaro che la stabilità del prezzo Fob in questa settimana è spiegato dall'ulteriore aumento dei costi di trasporto interni canadesi che ha pareggiato l'ulteriore calo dei prezzi all'ingrosso all'esportazione.


E ancora, secondo la Commissione, il prezzo medio spot offerto dagli agricoltori canadesi nei quattro territori del Saskatchewan per il cereale pastificabile di prima qualità il 30 ottobre 2023 è di 453,97 dollari canadesi alla tonnellata, in ulteriore calo di ben 23,70 dollari rispetto al 23 ottobre scorso, quando si era verificato un altro calo di 7,44 dollari rispetto al 16 ottobre 2023.

 

Dal 2 ottobre, quando questo prezzo medio era attestato a 504,86 dollari canadesi alla tonnellata, le perdite ammontano a 50,89 euro alla tonnellata.

 

Infine, il 30 ottobre 2023, nei quattro territori della provincia del Saskatchewan, il prezzo medio offerto dello stesso prodotto per le consegne differite - a gennaio 2024 - risulta essere di 455,63 dollari canadesi alla tonnellata, in calo di 9,27 dollari canadesi rispetto ai 464,90 dollari, sempre a scadenza gennaio 2024, registrati il 23 ottobre scorso, quando si era verificato un vistoso calo di 22,51 dollari canadesi rispetto al prezzo medio scadenza dicembre registrato il 16 ottobre 2023.

 

Dal 25 settembre, quando questo prezzo medio era attestato a 505,14 dollari canadesi, si è registrata una perdita complessiva di 49,51 dollari canadesi alla tonnellata.

 

Grano duro turco, gli effetti svaniranno dal 2024

Dal rapporto del 30 ottobre 2023 della Commissione per lo Sviluppo del Grano in Saskatchewan si apprende che il raccolto di grano duro 2023 è stato stimato dal Ministero dell'Agricoltura del Canada a 4 milioni e 60mila tonnellate "ovvero quasi 120mila tonnellate in meno rispetto alla nostra stima" commentano gli analisti della Commissione. "A livello mondiale, stimiamo che la produzione di grano duro nei paesi esportatori diminuirà di oltre due milioni di tonnellate rispetto allo scorso anno, arrivando a circa 19,8 milioni di tonnellate (in calo del 9% rispetto allo scorso anno)" si afferma nel rapporto.

 

"La maggior parte (1,6 milioni di tonnellate) della diminuzione della produzione è avvenuta in Canada - continua il rapporto - ma i raccolti sono stati leggermente inferiori anche negli Stati Uniti, in Messico, nell'Ue, in Kazakistan e in Russia".

 

"Inoltre - sottolinea il rapporto della Commissione - mentre i raccolti in Nord America erano generalmente di buona qualità, volumi significativi di raccolti nell'Ue, in Kazakistan e in Russia sono stati colpiti dalla pioggia al momento del raccolto che ha causato la germinazione. Ciò aumenta la necessità di importazioni di alta qualità da miscelare con il grano germogliato".

 

Nessuna novità dalla Commissione sul fronte delle esportazioni di grano duro turco, confermate in una forchetta tra "1,2 e 1,4 milioni di tonnellate rispetto al volume di esportazione 'normale' di circa 200mila tonnellate".

 

Sulla Turchia il rapporto infine conclude: "Il drammatico cambiamento nelle esportazioni è guidato da una combinazione di fattori tra cui un buon raccolto, una valuta debole, vendite aggressive al momento del raccolto e la politica del Governo. La Turchia ha già esportato circa 1,0 milioni di tonnellate di grano duro".

 

Il freno turco all'export canadese è ora più evidente, tanto che alla dodicesima settimana di campagna commerciale 2023-2024 "Le esportazioni totali di grano duro ammontano ora a 641mila e 300 tonnellate, ovvero 80mila e 700 tonnellate in meno rispetto allo scorso anno". E per una ripresa di export e prezzi canadesi non resta che attendere "dicembre-gennaio 2024".

 

Borsa Merci Foggia

La Borsa Merci di Foggia ieri - 1° novembre 2023 - è rimasta chiusa per la festività di Ognissanti. Pertanto, restano valide le quotazioni del 25 ottobre 2023 - quando è stato quotato per l'ultima volta il grano duro fino nazionale, peso specifico minimo 78 chilogrammi ogni 100 litri, proteine minime 12%, alle condizioni di franco partenza e Iva esclusa.

I prezzi assegnati erano: 380 euro alla tonnellata sui minimi e 385 euro sui massimi, in ulteriore calo di 3 euro alla tonnellata sulla precedente seduta del 18 ottobre scorso. Dal 2 agosto, quando il frumento duro aveva raggiunto quotazioni di 455-460 euro alla tonnellata, si registrano al 25 ottobre perdite per 75 euro alla tonnellata.


Tuttavia questi prezzi risultano essere maggiori di 40 euro rispetto alle ultime quotazioni della mietitura 2022. Infatti, le ultime quotazioni di questo cereale per la campagna commerciale 2022-2023 risalgono al 7 giugno 2023, quando furono fissate a 340 euro alla tonnellata sui minimi e 345 euro sui massimi.

 

Borsa Merci Roma

Anche Borsa Merci di Roma ieri, 1° novembre 2023, è rimasta chiusa per festività. Parimenti restano validi i valori del 25 ottobre 2023, quando Borsa Merci Roma ha quotato il grano duro fino nazionale alle condizioni di franco partenza, provenienza Lazio, qualificato con peso specifico minimo 80 chilogrammi ogni 100 litri e proteine minime al 12%. Questi i prezzi assegnati: 340 euro alla tonnellata sui minimi e 350 euro sui massimi, stabili sulla precedente seduta del 18 ottobre scorso, quando invece si era registrato un calo di 5 euro alla tonnellata.

 

Dal 2 agosto, quando il frumento duro su questa piazza aveva raggiunto quotazioni di 405-415 euro alla tonnellata, si registrano al 25 ottobre perdite pari a 65 euro alla tonnellata.

 

Non di meno, i valori registrati il 25 ottobre sulla piazza capitolina si mostrano superiori a quelli dell'ultima quotazione della mietitura 2022 di 21 euro sui minimi e di 26 euro sui massimi. Infatti, le ultime quotazioni della mietitura 2022 sono del 31 maggio 2023 e pari a 319 euro alla tonnellata sui minimi e 324 euro alla tonnellata sui massimi.

 

Associazione Granaria Meridionale di Napoli

Borsa Merci Napoli ha quotato martedì, 31 ottobre 2023, il grano duro fino nazionale - mietitura 2023 - alle condizioni di franco arrivo, qualificato con proteine minime 14% (valore nominale), peso specifico 76 chilogrammi per 100 litri e umidità al 13%, assegnando prezzi di 405 euro alla tonnellata sui minimi e 415 euro sui massimi, stabile sui minimi e in calo di 10 euro sui massimi rispetto alla precedente seduta del 24 ottobre, quando si era verificato un calo solo sui minimi di 5 euro alla tonnellata rispetto alla ancor precedente seduta del 17 ottobre 2023.


Dal 1° agosto, quando il frumento duro su questa piazza aveva raggiunto quotazioni di 465-480 euro alla tonnellata, si registrano ad oggi perdite pari a 60 euro alla tonnellata sui minimi e di 65 euro sui massimi.


L'ultimo prezzo della campagna commerciale 2022-2023 del cereale pastificabile sulla piazza partenopea era stato fissato il 23 maggio scorso a 350 euro alla tonnellata sui minimi ed a 365 euro sui massimi, pertanto i valori registrati il 31 ottobre scorso restano in aumento sugli ultimi della mietitura 2022 di 55 euro sui minimi e 50 euro sui massimi.

 

Borsa Merci Bari

Alla Borsa Merci di Bari il 31 ottobre 2023 la Commissione Prezzi ha rilevato le quotazioni del grano duro fino mietitura 2023, di produzione nazionale, provenienza province di Bari e Barletta Andria Trani e zona Lucania, proteine minime 12,50%, peso specifico 78 chilogrammi ogni 100 litri, alle condizioni di franco partenza arrivo e Iva esclusa. Questi i prezzi: 375 euro alla tonnellata sui minimi e 385 euro sui massimi, stabili sulla precedente seduta del 24 ottobre, quando i prezzi avevano subìto un calo di 5 euro alla tonnellata sulla ancor precedente seduta del 17 ottobre, quando si era verificato un ulteriore cedimento di 8 euro sui minimi e 10 euro sui massimi sul 10 ottobre 2023.

 

Dal 1° agosto, quando il frumento duro su questa piazza aveva raggiunto quotazioni di 445-450 euro alla tonnellata, si registrano ad oggi perdite pari a 70 euro alla tonnellata sui minimi e di 65 euro sui massimi.


L'ultima fissazione dei prezzi a Bari del cereale pastificabile nazionale per la mietitura 2022 risale al 30 maggio 2023, quando furono assegnati 335 euro alla tonnellata sui minimi e 350 euro sui massimi. Pertanto i prezzi della mietitura 2023 del 31 ottobre si presentano maggiori di 40 euro alla tonnellata sui minimi e 35 euro sui massimi.

 

Il frumento duro canadese 1 al 15% di proteine il 31 ottobre scorso è stato fissato a 450 euro alla tonnellata sui minimi ed a 455 euro sui massimi, in calo di altri 5 euro alla tonnellata sulla precedente seduta del 24 ottobre, quando si era verificato un ulteriore calo di 15 euro sulla ancor precedente seduta del 17 ottobre 2023. Complessivamente il prezzo di questo frumento sulle quotazioni del 1° agosto 2023 è in perdita di 65 euro alla tonnellata.

 

Associazione Granaria di Milano

L'Associazione Granaria di Milano il 31 ottobre 2023 ha quotato il grano duro fino nazionale, alle condizioni escluso imballaggio e Iva, resa franco Milano pronta consegna e pagamento, con le seguenti provenienze e qualificazioni:

  • Nord Italia, peso specifico 79-80 chilogrammi per 100 litri, proteine 13,5%, 385 euro alla tonnellata sui minimi e 395 euro sui massimi, stabile sulle precedenti sedute dal 24 ottobre fino al 5 settembre scorso. Dal 1° agosto, quando questo frumento su questa piazza aveva raggiunto quotazioni di 415-425 euro alla tonnellata, si registrano ad oggi perdite pari a 30 euro alla tonnellata. I valori del 31 ottobre 2033 risultano più elevati di 35 euro sui minimi e di 40 euro sui massimi rispetto all'ultima quotazione della mietitura 2022, esitata il 13 giugno 2023 a 350 euro alla tonnellata sui minimi e 355 euro sui massimi.
  • Centro Italia, peso specifico 77-78 chilogrammi per 100 litri, proteine non determinate, 400 euro alla tonnellata sui minimi e 410 euro sui massimi, stabile sulle precedenti sedute del 10, 17 e 24 ottobre scorsi. Dal 1° agosto, quando questo frumento su questa piazza aveva raggiunto quotazioni di 430-440 euro alla tonnellata, si registrano perdite ad oggi pari a 30 alla tonnellata. I valori del 31 ottobre risultano in aumento di 46 euro sui minimi e di 51 euro sui massimi rispetto all'ultima quotazione della mietitura 2022, esitata il 13 giugno scorso a 354 euro alla tonnellata sui minimi e 359 sui massimi.

Il 31 ottobre scorso sono stati quotati a Milano i frumenti duri esteri comunitari. Questi frumenti sono stati così fissati a 380 euro alla tonnellata sui minimi e 400 euro sui massimi, stabili sulle precedenti sedute dal 29 agosto 2023 in avanti. Dal 1° agosto, quando i frumenti esteri comunitari a Milano avevano raggiunto quotazioni di 400-420 euro alla tonnellata, si registrano perdite ad oggi pari a 20 euro alla tonnellata.


Si tratta di valori superiori di 25 euro alla tonnellata sui minimi e di 40 euro sui massimi rispetto all'ultima quotazione della mietitura 2022 del 20 giugno scorso. In quella occasione erano stati fissati prezzi di 355 euro alla tonnellata sui minimi e 360 euro sui massimi.


Risultano pure stabili sulla precedente seduta i frumenti duri esteri non comunitari sulla piazza di Milano che, il 31 ottobre 2023, son stati quotati ribadendo 485 euro alla tonnellata sui minimi e 500 euro sui massimi. Dal 1° agosto, quando i frumenti esteri comunitari a Milano avevano raggiunto quotazioni di 497-512 euro alla tonnellata, si registrano perdite ad oggi pari a 12 euro alla tonnellata.


Associazione Meridionale Cerealisti di Altamura

L'ultimo listino compilato dall'Associazione Meridionale Cerealisti di Altamura è del 27 ottobre 2023, quando è stato quotato il frumento duro fino di produzione nazionale, mietitura 2023, alle condizioni di Iva esclusa resa franco arrivo ad Altamura, qualificato con proteine minime del 12% e peso specifico di 78 chilogrammi ogni 100 litri.

Su questa piazza il cereale pastificabile è stato fissato a 379 euro alla tonnellata sui minimi e 384 euro sui massimi, in calo di 3 euro alla tonnellata sul 20 ottobre scorso, quando si era verificata un'altra diminuzione di 5 euro alla tonnellata sulla ancor precedente seduta del 13 ottobre 2023.


Dal 28 luglio, quando questo frumento aveva raggiunto quotazioni di 455-460 euro alla tonnellata, si registrano perdite ad oggi pari a 76 euro alla tonnellata.


I valori del 27 ottobre, rispetto all'ultima quotazione della mietitura 2022, restano in rialzo di 37 euro sui minimi e 39 euro sui massimi. Infatti il frumento duro nazionale aveva chiuso la campagna commerciale 2022-2023 ai prezzi della seduta del 9 giugno, 342 euro alla tonnellata sui minimi e 345 euro sui massimi.

 

Nella seduta del 27 ottobre 2023 il grano duro canadese di prima qualità si è confermato a 452 euro alla tonnellata sui minimi ed a 455 euro sui massimi già registrati nella seduta del 20 ottobre, quando invece aveva perso 23 euro sulla ancor precedente seduta del 13 ottobre. Dal 28 luglio 2023, quando questo cereale quotava 524-527 euro alla tonnellata, ad oggi registra perdite di 72 euro alla tonnellata.

 

Borsa Merci Bologna

La Borsa Merci della Camera di Commercio di Bologna ha compilato l'ultimo listino il 26 ottobre 2023 quando ha quotato il grano duro fino nazionale mietitura 2023 - provenienza Nord, qualificato con proteine minime al 13,5% e un peso specifico di 79-80 chilogrammi ogni 100 litri - alle condizioni di franco partenza Bologna e Iva esclusa. Questi i prezzi: 375 euro alla tonnellata sui minimi e 380 euro sui massimi, valori stabili sulla precedente seduta del 19 ottobre scorso, quando invece si era verificato un calo di 5 euro alla tonnellata sulla ancor precedente seduta del 12 ottobre.

 

Dal 3 agosto, quando questo frumento a Bologna aveva raggiunto quotazioni di 420-425 euro alla tonnellata, si registrano perdite ad oggi pari a 45 alla tonnellata.


I prezzi della piazza felsinea di questa mietitura registrati il 26 ottobre 2023 restano superiori di 35 euro a quelli già fissati l'8 giugno scorso, in occasione dell'ultima seduta della mietitura 2022, pari a 340 euro alla tonnellata sui minimi e 345 euro sui massimi.


I prezzi all'origine Ismea rilevati da AgroNotizie® il 1° novembre 2023

I prezzi medi all'origine del frumento duro fino nazionale, rilevati da Ismea dal 23 al 30 ottobre 2023 e monitorati da AgroNotizie® ieri, 1° novembre 2023, presentano 3 piazze in aumento (Catania, Grosseto e Palermo) e due in ribasso - Foggia e Napoli - su 13 monitorate, mentre le restanti 8 - Matera, Bologna, Milano, Ancona, Bari, Ferrara, Macerata e Perugia - appaiono stabili.


È una situazione di mercati ancora contrastati anche se con una tendenza dominante volta alla stabilità, dove persistono dinamiche locali che prendono il sopravvento su quelle globali, data anche la volatilità indotta dall'incertezza, temi ormai dominanti di questa campagna cerealicola. Le cifre di questa situazione di mercato sono ben rappresentate dalla tabella sottostante.

 

Scarica la tabella dei prezzi all'origine del grano duro fino riportati da Ismea ieri, 1° novembre 2023
(Fonte: Ismea)

 

Per quanto riguarda il mercato del territorio amministrativo della Regione Marche, l'ultimo listino del Gruppo di Lavoro per il Mercato Marchigiano dell'Associazione Granaria per l'Emilia Romagna, è quello pubblicato il 25 ottobre 2023: quota il frumento duro fino nazionale con proteine minime al 13%, alle condizioni franco camion partenza magazzino a 380 euro alla tonnellata sui minimi e 385 euro sui massimi, in calo di 2 euro alla tonnellata sulle quotazioni del 18 ottobre.

 

Per ogni altro confronto con i prezzi della scorsa settimana è possibile rileggere l'articolo di AgroNotizie® del 26 ottobre 2023.

 

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