Il prossimo 9 settembre il Consiglio dei Ministri dell'Energia dell'Unione Europea potrebbe assumere dei provvedimenti per tamponare la crisi energetica generata dall'impennata del costo del gas metano, giunto alla Borsa di Amsterdam nello scorso fine settimana ad oltre 341 euro per MWh sui massimi e solo nella serata di ieri, 29 agosto 2022, calato sui 272 euro, un valore comunque molto elevato rispetto ai mesi scorsi. E mentre c'è ottimismo sulla possibilità che la Ue adotti un tetto al prezzo del metano, il Governo italiano ha allo studio misure per intervenire in questa difficile congiuntura e a quel che ne si sa vorrebbe operare senza creare nuovo debito pubblico. In questo frangente drammatico, si registrano alcune prese di posizione e proposte provenienti dal mondo dell'industria agroalimentare e dell'agricoltura.

 

Coldiretti, situazione campagne insostenibile

Coldiretti paventa il rischio di chiusura per il 13% delle aziende agricole italiane in assenza di provvedimenti urgenti del Governo, volti a stoppare l'incremento vertiginoso dei costi di produzione, poiché versano già in una condizione critica. "La situazione nelle campagne è diventata insostenibile - afferma Gennarino Masiello, presidente di Coldiretti Campania e vicepresidente nazionale - e rischiamo un pericoloso avvitamento tra famiglie e imprese agricole, con meno soldi per gli acquisti alimentari e conti in rosso per le aziende. La politica ha il dovere di intervenire con provvedimenti urgenti, altrimenti salta un sistema produttivo che in piena pandemia è riuscito a garantire spazi di autonomia e sovranità alimentare. Se non si raffreddano i costi, spalanchiamo le porte a prodotti di scarsa qualità provenienti dall'estero, mettendo in crisi una delle colonne portanti del made in Italy e alzando il rischio per la salute dei cittadini".

 

Anicav, raddoppio del credito d'imposta

Raddoppio del credito d'imposta e proroga dei termini di utilizzo con condizioni più favorevoli (possibilità di cedere il credito agli stessi gestori e l'azzeramento o l'abbattimento degli interessi in caso di dilazione dei pagamenti), una sospensione del meccanismo Ets - le aste di CO2 per acquistare i diritti di emissione - per evitare ulteriori aggravi per le aziende e un intervento diretto sull'Autorità per l'Energia Arera per la revisione del costo di conferimento delle capacità di trasporto di gas naturale che impatta in maniera notevole sui costi delle imprese ad alta stagionalità come quelle che trasformano pomodoro.


Sono queste le principali richieste di Anicav - l'Associazione Nazionale degli Industriali Conservieri - indirizzate con una lettera al ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, e al ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli. Gli industriali conservieri, dopo un primo grido dall'allarme degli ultimi giorni, raccontano le crescenti difficoltà di un comparto sempre più in crisi a causa del caro bollette. Una crisi che, senza interventi immediati, inevitabilmente si ripercuoterà anche sui consumatori finali.


"Questa situazione rischia di mettere in discussione il prosieguo della campagna di trasformazione con le imprese che, non riuscendo a far fronte ai rincari, saranno costrette a rallentare la produzione o addirittura chiudere gli impianti con ripercussioni importanti sull'occupazione e sul mondo agricolo - dichiara il presidente di Anicav, Marco Serafini -. Bisogna, inoltre, considerare le difficoltà che le aziende avranno nel trasferire gli aumenti alla grande distribuzione e ai canali del fuoricasa, sia sui mercati nazionali che all'estero, dove c'è il serio rischio di vedere erodere quote di export a vantaggio di Paesi nostri competitor. È assolutamente necessario, quindi, un intervento urgente dell'attuale Governo a tutela non solo del nostro comparto ma di tutti i settori ad elevata stagionalità soprattutto".

 

Italmopa, a rischio tenuta sociale Paese

Gli fa eco Andrea Valente, presidente di Italmopa, l'Associazione degli Industriali Molitori di Confindustria: "Per quanto concerne in particolare l'industria molitoria, settore come noto energivoro, l'incremento dei costi energetici ha portato in rosso i conti economici delle aziende e le loro sole, attuali, alternative riguardano il fermo, per motivi economici, degli impianti oppure l'adeguamento, seppur parziale, con effetto immediato, dei prezzi di vendita dei loro prodotti per far fronte all'esplosione dei costi di produzione". Italmopa paventa - in assenza di provvedimenti urgenti, l'innescarsi di una spirale inflazionistica definita "folle" e "che metterebbe gravemente a rischio la tenuta sociale del Paese".

 

Confagricoltura, rafforzare Decreto Aiuti Bis

"Da oltre un anno i costi di produzione in agricoltura sono in continuo aumento. I rialzi hanno toccato punte del 300%. Gli ultimi incrementi delle quotazioni del gas naturale mettono a rischio la continuità del ciclo produttivo. Per alcune imprese la cessazione dell'attività potrebbe essere definitiva". È l'allarme lanciato dal presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, a seguito dei livelli record raggiunti negli ultimi giorni dal prezzo del gas e alla vigilia della sospensione per manutenzione dell'attività del Nord Stream decisa dalle autorità della Federazione Russa.


"In questo quadro decisamente critico - prosegue Giansanti - va rilevato che, per quanto riguarda l'andamento dei prezzi agricoli a livello internazionale, i mercati stanno già scontando, con tutta probabilità, l'imminente avvio di una fase recessiva. L'indice della Fao ha fatto registrare a luglio il quarto calo consecutivo".

 

"Vanno rafforzate le misure previste nell'ultimo Decreto Aiuti Bis varato dal Governo" sollecita il presidente di Confagricoltura. "Dall'inizio di agosto, la situazione sul fronte del caro energia è oggettivamente peggiorata in misura vistosa. Vanno anche rilanciate con forza le iniziative già proposte in ambito europeo, a partire dalla fissazione di un tetto al prezzo del gas".


"La crisi che il nostro settore sta attraversando deve essere trattata anche a livello di Consiglio Agricoltura dell'Unione Europea. La Commissione non può limitarsi a rendere più flessibili le regole per la concessione degli aiuti di Stato. In questo modo si determinano disparità di concorrenza tra le imprese a seconda dello Stato membro in cui operano" sottolinea il presidente di Confagricoltura.

 

"Abbiamo già avviato le iniziative necessarie perché la situazione venga affrontata in occasione delle riunioni ministeriali in programma nel mese di settembre. Ci sono tutte le condizioni - conclude Giansanti - per assumere decisioni straordinarie sul piano finanziario a supporto delle imprese".