Arboricoltura, i droni si adattano ai boschi

Ci sono droni che si "arrampicano" sugli alberi, altri che hanno le zampe dei falchi e ce ne sono anche che volano come insetti. Si moltiplicano i droni ispirati dalla natura utili a monitorare i boschi

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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Il drone rapace è in grado di aggrapparsi ai rami
Fonte foto: Stanford University

Anche i boschi possono essere oggetto di attacchi di insetti e microrganismi patogeni. Che siano boschi spontanei o invece impianti per la produzione di legname o biomassa, come i pioppeti, è necessaria una sorveglianza continua per individuare i sintomi di malattie o la presenza di insetti dannosi. Il monitoraggio è il primo passo per poi procedere con strategie di difesa volte a tutelare il bene pubblico o l'investimento dell'agricoltore.

Sorvegliare i boschi, specie quelli naturali, non è però così semplice. Possono infatti crescere in luoghi impervi, difficilmente accessibili, oppure in aree remote. Inoltre non è sempre facile capire ciò che accade tra le fronde degli alberi che si possono trovare a differenti metri di altezza.


I droni a tutela dei boschi

Per cercare di risolvere la situazione ricercatori da tutto il mondo stanno sviluppando droni in grado di muoversi agilmente all'interno di un contesto arboreo. Uno spazio dove rami e foglie normalmente rendono il volo di un multicottero impossibile.

Un esperimento interessante è quello portato avanti da un team dell'Istituto Federale Svizzero di Ricerca per la Foresta, la Neve e il Paesaggio e il Politecnico di Zurigo. Il drone che hanno sviluppato è racchiuso in un cilindro di plastica che lo protegge dagli urti ed è dotato di lunghe braccia in grado di agganciarsi ai rami.

Il pilota può così posizionare il drone in una parte della chioma, effettuare le misurazioni d'interesse (grazie ai sensori montati sul velivolo) e successivamente spostarsi verso un altro punto.

 

 

Un altro esempio interessante è il drone rapace sviluppato dalla Stanford University. In questo caso invece il velivolo è in grado di posarsi su di un ramo come farebbe un uccello. L'apparecchio, ispirato al falco pellegrino, è infatti dotato di due zampe che si aprono e si chiudono per afferrare gli oggetti.

La difficoltà, dicono i ricercatori, è "insegnare" al sistema come valutare la dimensione del ramo e calibrare di conseguenza l'apertura delle zampe e il bilanciamento dell'intera massa. Anche in questo caso i ricercatori mirano ad avere un velivolo in grado di spostarsi da una zona all'altra di un bosco (o di un frutteto) senza aver bisogno di uno spazio in piano e libero da ingombri dove atterrare.

 

 

L'innovazione più stupefacente riguarda invece il drone insetto. I ricercatori, questa volta dell'Mit di Boston, hanno messo a punto dei droni piccolissimi, del peso di appena mezzo grammo, in grado di sbattere le ali ad alta frequenza grazie a nanotubi di carbonio ricoperti di gomma che si contraggono quando percorsi da corrente elettrica. Si ottiene così un battito d'ali che fa volare il drone come un insetto.

Un insetto che potrebbe muoversi tra gli alberi trasportando piccoli sensori in grado di monitorare i boschi alla ricerca di insetti dannosi o dei sintomi di una malattia. Ma i ricercatori stanno anche pensando a droni colibrì, oppure simili a pipistrelli.

 

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Fonte: Agronotizie

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Tag: innovazione video tecnologia foreste e boschi droni

Rubrica: AgroInnovAzione

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