Grano duro, al via la filiera del biologico italiano

Prove tecniche d'intesa tra Cia-Agricoltori Italiani, Alleanza delle Cooperative ed Italmopa, per uno strumento volto a generare veri contratti di filiera dal produttore agricolo alla Gdo in un'ottica multiprodotto

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Raggiunta un'intesa di massima su alcuni punti, il progetto è aperto ad altri partner (Foto di archivio)
Fonte foto: © fotoinfot - Adobe Stock

Al via il progetto di "Filiera del grano biologico italiano" per iniziativa di Cia-Agricoltori Italiani con Alleanza delle Cooperative e Italmopa. A promuovere l'intesa tra le tre organizzazioni, l'incontro sul tema organizzato, in collaborazione con Bioagricoop, in occasione della recente edizione di B/Open, la nuova fiera del biologico a Verona.

A darne notizia una nota di Cia-Agricoltori Italiani, dove si sottolinea che "prende forma l'impegno condiviso tra Cia, Alleanza delle Cooperative e Italmopa, affinché sia sempre garantito l'approvvigionamento delle materie prime italiane e la sua tracciabilità a tutela dei cittadini consumatori, consentendo loro di risalire alle diverse fasi della filiera produttiva, dalla coltivazione alla prima trasformazione del prodotto finale per la sua commercializzazione".

La nota avverte anche che sono "Numerosi i punti sul tavolo del confronto e alla base del progetto in fase di sviluppo". Tutti concordi, per esempio, sulla necessità di sottoscrivere veri contratti di filiera con almeno durata triennale e contenenti gli strumenti e le modalità per determinare il prezzo, la programmazione delle semine e la definizione degli standard di qualità dei prodotti.

Inoltre, come convenuto, occorre intervenire sui prezzi per una giusta remunerazione dei produttori agricoli e fidelizzare i clienti, puntando su un'applicazione più disciplinata delle regole e sulla valorizzazione degli accordi di filiera che coinvolgano oltre agli agricoltori e agli industriali anche gli operatori della distribuzione.

Strategico all'intesa anche il passaggio sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, riconosciuto dalle organizzazioni come "strumento utile a elevare gli standard qualitativi della filiera del frumento biologico, in quanto finanzia gli investimenti nelle strutture di trasformazione per ammodernare i centri di stoccaggio e i molini, realizzare un sistema della logistica al passo con le tecnologie digitali".

Infine, il progetto avviato da Cia con Alleanza Cooperative e Italmopa apre la strada al coinvolgimento anche di altri partner interessati a valorizzare le produzioni destinate alla mangimistica e agli oli vegetali. Ferma, infatti, l'intenzione tra le parti di conferire alla filiera un approccio multi prodotto per rispettare la coltivazione in rotazione del cereale biologico.

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