Grano duro: le borse di Foggia, Bari e Milano a 555 euro alla tonnellata sui massimi

Ma tra i prezzi all'ingrosso del pastificabile svetta Napoli con 570 euro, mentre Milano provenienza Centro Italia si attesta a 566 euro e Altamura si ferma a 562 euro. Prezzi all'origine tutti in aumento e su tutte le piazze italiane rilevate da Ismea

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Segnali contrastanti giungono dai mercati americani, mentre i Ministeri dell'Agricoltura di Usa e Canada confermano il dimezzamento dei rispettivi raccolti nazionali

In Canada aumentano in media del 2% i prezzi all'origine del grano duro pastificabile mentre perdono quasi due punti e mezzo i prezzi all'ingrosso, ma per la pressione della domanda crescono quelli all'esportazione free on board (fob) a fronte di vendite all'estero che si confermano in rallentamento a causa della scarsità. Negli Usa, a Chicago, lieve flessione dell'indice dei future sul grano duro legato più ai realizzi di copertura sui contratti in scadenza che alle condizioni fisiche del mercato.

In Italia la scarsità di grano duro estero di qualità spinge sempre tutti i listini del grano duro fino nazionale con incrementi da 5 a 15 euro alla tonnellata, che allineano sullo stesso valore massimo di 555 euro alla tonnellata le Borse merci di Milano (provenienza Nord), Bari e Foggia. Ma bisogna fare attenzione, in realtà si registrano sui valori massimi prezzi ancora maggiori: Napoli il 26 ottobre perviene a 570 euro alla tonnellata, nella stessa data a Milano il duro fino di provenienza Centro Italia si attesta a 566 euro, mentre ad Altamura si toccano il 22 ottobre i 562 euro alla tonnellata.
Stabili invece i prezzi in Italia di tutti i grani duri esteri sulle piazze di Milano, Bari e Altamura, mentre a Napoli il Canadian western amber durum di 1-2 qualità raggiunge i 605 euro sui massimi.

I prezzi medi all'origine, giunti alla quinta settimana consecutiva di aumenti, segnalano una situazione di crescita dei valori in tutti i principali areali produttivi: 13 piazze su 13 rilevate da Ismea ieri presentavano il segno positivo, con quelle del Sud ormai rivolte a superare quota 550 euro alla tonnellata.

Chicago, Future Durum Wheat Index: -1,29% in cinque giorni

Il Future Durum Wheat Index Dwyoo alla Borsa di Chicago sui contratti a tre mesi da regolare in contanti si è attestato a quota 1.529,57 il 26 ottobre 2021, conseguendo una flessione di 20,06 punti sui cinque giorni precedenti (-1,29%). Il mercato nonostante la battuta di arresto si conferma in decisa crescita: l'indice è passato 1.319,68 punti del 15 settembre - punto più basso dopo il picco di 1.728,49 del 7 settembre 2021 - ai 1.529,57 punti del 26 ottobre, elevandosi di 209,89 punti (+15,90%) in un mese e mezzo.

Questa lieve flessione, che non inficia i forti guadagni delle scorse settimane, e che cela un'ondata di realizzi tra il 22 ed il 25 ottobre per coprire posizioni scoperte, si registra ben dopo l'annuncio da parte del Dipartimento per l'Agricoltura degli Usa che la produzione statunitense è stata leggermente superiore alle previsioni: oltre un milione e 15mila tonnellate (46% della produzione del 2020). Inoltre l'Usda ha ridotto le importazioni a quasi un milione e 361 mila tonnellate (ancora quasi 354mila tonnellate più dello scorso anno). Nel complesso l'Usda ha innalzato le scorte di grano duro Usa da poco più di 54mila 432 tonnellate a oltre 544mila e 321 tonnellate: dieci volte tanto.

Canada, prezzi fob +0,84% in una settimana

Secondo il rapporto della Commissione per lo Sviluppo del Grano della provincia dello Saskatchewan, in Canada, datato 26 ottobre "Il Ministero dell'Agricoltura del Canada ha lasciato invariato il bilancio del grano duro nel suo rapporto di ottobre, con una produzione a 3,55 milioni di tonnellate (46% in meno rispetto allo scorso anno), esportazioni previste a 3,1 milioni di tonnellate (in calo del 46% rispetto al 2020) e scorte finali a 450mila tonnellate (in calo 40% rispetto allo scorso anno)".

E arrivano le conferme sul fronte delle esportazioni canadesi di grano duro che, sempre stando al rapporto della Commissione "stanno rallentando, come era previsto - inevitabile. Le esportazioni dell'undicesima settimana di spedizione sono state di 64mila e 100 tonnellate, per un totale stagionale di 735mila e 200 tonnellate, in calo del 5% (38,9mila tonnellate) rispetto allo scorso anno". Inoltre vi si afferma che "Per raggiungere la proiezione delle esportazioni di 3,1 milioni di tonnellate previste dal Ministero per l'Agricoltura, le esportazioni settimanali medie di grano duro dovranno essere di 57mila e 700 tonnellate a settimana. Le esportazioni settimanali medie sono attualmente di 66,8mila tonnellate a settimana, ma continueranno a diminuire". Secondo il rapporto della Commissione, la domanda di grano duro rimane "forte perché i prezzi sono aumentati durante la settimana, sia a livello nazionale che internazionale". Ma non solo: "non vediamo alcun motivo di crollo del mercato del grano duro: abbiamo raccomandato vendite a partire da 21 dollari per bushel".

Secondo il rapporto, i prezzi offerti sui mercati all'origine dei vari territori del Saskatchewan il 25 ottobre scorso per il Canadian western amber durum (Cwad) numero 1 al 13% di proteine aumentano sulla settimana precedente di circa il 2% oltre il doppio dell'incremento della scorsa settimana e in una forchetta compresa tra uno spot minimo di 731,21 dollari canadesi alla tonnellata e un massimo con pagamento differito di 754,72, con i minimi che denotano incrementi medi intorno al 3% e massimi poco al di sopra dell'1%. Effettivamente questi prezzi sono sostanzialmente a partire da 20 dollari per bushel.

E sempre il 25 ottobre il prezzo di acquisto all'ingrosso sulla piazza di Rosetown è invece diminuito di 18,37 dollari canadesi (-2,44%) sul 18 ottobre scorso, calando nuovamente a 734,88 dollari canadesi, lo stesso prezzo dell'11 ottobre. Tale valore all'ingrosso implica una perdita di marginalità dei grossisti rispetto ai prezzi degli elevatori all'origine, anche tenendo conto del lieve incremento dei prezzi fob. Pertanto è prevedibile un nuovo rialzo a breve termine.

E i messaggi non univoci dei mercati interni canadesi questa settimana spingono a un lieve rialzo il prezzo all'esportazione free on board dai porti della regione dei grandi laghi: il valore all'esportazione del 25 ottobre è infatti di 842,13 dollari canadesi alla tonnellata, in rialzo sul 18 ottobre di 6,96 dollari (+0,84%). Il valore fob del Cwad di prima qualità al 13% di proteine sale così a 587,18 euro alla tonnellata, tenendo presente il cambio registratosi ieri, 27 ottobre 2021.


Borsa Merci Foggia

Ieri, 27 ottobre 2021, l'Osservatorio prezzi della Borsa Merci di Foggia per il grano duro fino nazionale - peso specifico 79 chilogrammi ogni 100 litri, proteine minime 12%, alle condizioni di franco partenza e Iva esclusa ha fissato le quotazioni di 550 euro alla tonnellata sui minimi e 555 euro sui massimi, in aumento di 5 euro sulla precedente seduta del 20 ottobre. Su questa piazza tra le sedute del 29 settembre e quella di ieri il prezzo del cereale pastificabile è aumentato di 65 euro alla tonnellata.

 

Borsa Merci Roma

Il 27 ottobre scorso, alla Borsa Merci di Roma, il grano duro fino nazionale, provenienza Lazio, alle condizioni di franco partenza Iva esclusa, qualificato con peso specifico minimo 80 chilogrammi e proteine minime al 12%, è stato fissato a 505 euro alla tonnellata sui minimi e 510 euro sui massimi, in aumento di 5 euro sulla precedente seduta del 20 ottobre. Dal 29 settembre su questa piazza il valore del cereale pastificabile si è incrementato di 52 euro alla tonnellata.

 

Borsa Merci di Bari

Il listino della Borsa Merci di Bari del 26 ottobre scorso registra un aumento per il prezzo grano duro fino di produzione nazionale, provenienza province di Bari e Barletta Andria Trani e zona Lucania, proteine minime 13%, peso specifico 79 chilogrammi ogni 100 litri, alle condizioni di franco partenza arrivo e Iva esclusa. La valutazione è stata di 550 euro sui minimi e 555 sui massimi: il cereale è così cresciuto di 5 euro sulla seduta del 19 ottobre scorso. Dal 28 settembre al 27 ottobre il frumento duro nazionale pastificabile è così aumentato di 62 euro alla tonnellata.

Il Canadese 1 al 15% di proteine conferma i prezzi di 600-605 euro alla tonnellata, stabile rispetto alla precedente seduta del 19 ottobre e resta così vicino ai massimi raggiunti il 28 settembre con la forchetta di 600-610 euro alla tonnellata. Il frumento pastificabile Spagnolo al 12% di proteine il 26 ottobre scorso conferma i valori della seduta precedente, pervenendo a 580-590 euro. Dal 28 settembre il frumento iberico è aumentato su questa piazza di 50 euro alla tonnellata.

 

Associazione Granaria Meridionale di Napoli

L'Associazione Granaria Meridionale il 26 ottobre scorso alla Borsa merci di Napoli ha fissato il prezzo per il grano duro fino nazionale, alle condizioni di franco arrivo, qualificato con proteine comprese tra 12 e 15% e con peso specifico 79-80 chilogrammi per 100 litri, a 565 euro alla tonnellata sui minimi e 570 euro sui massimi, valori in crescita di 10 euro sia sui minimi che sui massimi sulla precedente seduta del 19 ottobre. A Napoli dal 28 settembre il cereale pastificabile è aumentato di 65 euro sui minimi e 60 euro sui massimi.

Tra i frumenti esteri risulta quotato il Cwad di qualità tra 1 e 2, che aumenta di altri 10 euro alla tonnellata sia sui minimi che sui massimi attestandosi a 600-605 euro alla tonnellata rispetto alla precedente seduta del 19 ottobre, quando invece aveva recuperato 20 euro sia sui minimi che sui massimi sulla settimana precedente. Il Cwad 1-2 sul 28 settembre guadagna 20 euro sui minimi e 15 sui massimi.

 

Associazione Granaria di Milano

Secondo il listino pubblicato dall'Associazione Granaria di Milano il 26 ottobre, sulla piazza lombarda il grano duro fino nazionale, alle condizioni escluso imballaggio e Iva, resa franco Milano pronta consegna e pagamento, è stato così quotato nelle seguenti provenienze e qualificazioni:

  • Produzione Nord Italia, con proteine minime 13,5%, 551 euro alla tonnellata sui minimi e 555 sui massimi, in rialzo di 15 euro sulla precedente seduta del 19 ottobre e di 60 euro sul 28 settembre.
  • Produzione Centro Italia, proteine non determinate, 561 euro alla tonnellata sui minimi e 566 euro sui massimi in rialzo di 15 euro sulla seduta del 19 ottobre e di 60 euro su quella del 28 settembre.
  • Produzione Sud Italia, non quotata.

Quotati per l'ottava volta il 26 ottobre i frumenti duri esteri comunitari fissati a 530 euro sui minimi e senza prezzo massimo, stabili sulle sedute del 12 e 19 ottobre e in aumento di 30 euro su quella del 28 settembre. Undicesima quotazione invece per i frumenti duri esteri non comunitari sulla piazza di Milano, che a 620 euro alla tonnellata sui minimi e 630 euro sui massimi risultano stabili sulle sedute del 12 e 19 ottobre, mantenendo un incremento di 30 euro su quella del 28 settembre.

 

Associazione Meridionale Cerealisti di Altamura

L'Associazione Meridionale Cerealisti di Altamura ha compilato l'ultimo listino il 22 ottobre scorso e il frumento duro fino di produzione nazionale alle condizioni di Iva esclusa resa franco arrivo ad Altamura, qualificato con proteine minime del 12% e peso specifico di 80 chilogrammi ogni 100 litri è stato quotato 557 euro alla tonnellata sui minimi e 562 sui massimi, in aumento di 12 euro sulla precedente seduta del 15 ottobre. Dal 24 settembre il cereale pastificabile nazionale su questa piazza ha conosciuto un aumento di prezzo di 72 euro alla tonnellata.

Il grano duro Canadese di 1° qualità è stato invece fissato a 582 euro sui minimi e 585 sui massimi, stabile sulla seduta del 15 ottobre. In quella data si è verificato l'ultimo aumento di 10 euro alla tonnellata sull'8 ottobre. Questo cereale su questa piazza è ora attestato ad un prezzo maggiore di 35 euro rispetto a quello spuntato nella seduta del 24 settembre.

Borsa Merci Bologna

L'ultimo listino della Borsa Merci della Camera di Commercio di Bologna data 21 ottobre 2021 e qui il grano duro fino nazionale - qualificato con proteine minime al 13% e un peso specifico di 80 chilogrammi ogni 100 litri - alle condizioni di franco partenza Bologna - è stato fissato a 535 euro alla tonnellata sui minimi e 540 euro sui massimi, in aumento di 15 euro alla tonnellata sulla precedente seduta del 14 ottobre e di 65 euro su quella del 23 settembre.

I prezzi all'origine Ismea rilevati da AgroNotizie ieri, 27 ottobre 2021

I prezzi medi all'origine del grano duro fino rilevati da Ismea e online fino a ieri, 27 ottobre 2021, fotografano un robusto quadro di ulteriore crescita rispetto alla settimana precedente, con tutte le 13 piazze rilevate in aumento. L'incremento maggiore è quello della piazza di Ferrara che il 18 ottobre, con un incremento di 35 euro sulla settimana precedente (+7%), si è attestata a 536,50 euro alla tonnellata. Segue a distanza Grosseto che il 21 ottobre con 25 euro in più (+5%) rispetto alla settimana precedente sfonda quota 500 attestandosi a un prezzo medio di 522 euro alla tonnellata.

Piazza Data
di
Rilevazione
Prezzo
medio in
euro alla
tonnellata
Variazione
sulla
settimana
precedente
Condizioni
di
Vendita
Ancona 25-10-2021 334,00 +0,6% Franco azienda
Macerata 25-10-2021 338,00 +1,2% Franco azienda
Matera 25-10-2021 520,00 +2,0% Franco azienda
Perugia 25-10-2021 338,00 +1,2% Franco azienda
Firenze 22-10-2021 446,50 +2,3% Franco azienda
Catania 21-10-2021 527,50 +1,0% Franco azienda
Grosseto 21-10-2021 522,00 +5,0% Franco azienda
Palermo 21-10-2021 527,50 +1,0% Franco azienda
Foggia 20-10-2021 555,00 +2,3% Franco azienda
Milano 19-10-2021 538,00 +3,9% F.co magazzino arrivo
Napoli 19-10-2021 557,50 +3,7% F.co magazzino arrivo
Bari 18-10-2021 552,50 +1,8% Franco azienda
Ferrara 18-10-2021 536,50 +7,0% Franco azienda
Grano duro fino, prezzi medi all'origine per piazza monitorati il 27ottobre 2021 da AgroNotizie su dati rilevati da Ismea


Fanalino
di coda è Ancona dove il cereale pastificabile spunta mediamente all'origine 334 euro il 25 ottobre, aumentando di 2 euro alla tonnellata (+0,6%). Il livello di prezzo più elevato lo raggiunge la piazza di Napoli il 19 ottobre con 557,50 euro alla tonnellata, valore agguantato con una crescita di 20 euro alla tonnellata sulla settimana precedente (+3,7%).
Bari e Foggia, rilevate il 18 e il 20 ottobre, crescono rispettivamente dell'1,8% e del 2,3% pervenendo a 552,50 euro alla tonnellata la prima e 555,00 euro la seconda, perdendo così l'allineamento sullo stesso prezzo della settimana precedente.

Condizione di parità mantenuta invece dalle due piazze Siciliane, entrambe rilevate da Ismea il 21 ottobre a 527,50 euro alla tonnellata, tutte e due cresciute di 5 euro alla tonnellata (+1%) sulla settimana precedente.
Firenze pur in aumento resta ancora sotto la linea dei 500 euro alla tonnellata, mentre Milano il 19 ottobre aumenta di altri 20 euro, consegue un +3,9% e si attesta 538 euro alla tonnellata.

A margine delle quotazioni Ismea, come valori significativi per le Marche, si riportano i prezzi del gruppo di lavoro Ager presso la Borsa Merci di Bologna per il mercato marchigiano del 20 ottobre, perché non sono stati ancora pubblicati quelli esitati ieri. Sulla regione Marche pertanto, alla data del 20 ottobre, i prezzi stimati per il grano duro fino al 13% di proteine sono di 506 euro alla tonnellata sui minimi e 510 euro sui massimi, in crescita di 18 euro sul 13 ottobre.

Per ogni altro raffronto sui prezzi è possibile consultare l'articolo di AgroNotizie del 21 ottobre scorso.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: AgroNotizie

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Tag: cerealicoltura import/export prezzi mercati

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