Pmi cooperative, il futuro è nella sostenibilità di processo e di prodotto

La cooperazione agroalimentare guarda con fiducia alle nuove opportunità. Packaging e logistica sostenibile, ecommerce, multicanalità distributiva, innovazione dei processi produttivi. Queste le tematiche principali toccate dal nuovo studio di Ismea

Lorenzo Pelliconi di Lorenzo Pelliconi

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La cooperazione vitivinicola è fra le più importanti del comparto cooperativo agroalimentare (Foto di archivio)
Fonte foto: © Shchipkova Elena - Fotolia

Ismea ha condotto uno studio sulle piccole e medie imprese (Pmi) nell'ambito cooperativo agroalimentare nel biennio 2019-2020, ponendo in evidenza le opportunità e le potenzialità di queste realtà alle prese con importanti cambiamenti nelle strategie di gestione aziendale. Lo studio è stato guidato in particolare dal carattere innovativo delle scelte fatte, in particolare su organizzazione interna, sistemi di comunicazione e commercializzazione, lo sviluppo tecnologico e l'ampliamento del portafoglio prodotti.

Secondo il report di Ismea, la principale caratteristica dell'innovazione nel settore agroalimentare è fortemente legata ai cambiamenti in atto nei consumi, derivanti da una maggiore attenzione alla salute e al benessere, oltre che per la nuova sensibilità nei confronti dei temi della sostenibilità ambientale. Proprio sotto questo profilo, secondo Ismea, si giocherà buona parte del futuro delle pmi cooperative agroalimentari, che dovranno certamente seguire e adattarsi al piano di transizione ecologica europeo della strategia Farm to fork. Il piano, ricordiamolo, ha fra i suoi obiettivi il fatto di garantire la sostenibilità della produzione alimentare, l'adozione di pratiche sostenibili nella trasformazione alimentare, nel commercio e distribuzione, la promozione di un consumo alimentare sostenibile e la riduzione degli sprechi alimentari.

A questo si aggiunge l'opportunità del Recovery "Next generation Eu", previsto a livello europeo per stimolare la ripresa economica nell'era post Covid-19. Il rapporto fra giovani e innovazione sfocia nel mondo delle startup, spiega Ismea, che ha fatto una panoramica del settore, facendo cenno all'interazione fra queste nuove realtà e le aziende del comparto agroalimentare appartenente al mondo cooperativo. Un esempio può essere il progetto Agrofood Bic, Business innovation center, un acceleratore d'impresa nato per iniziativa di sei cooperative bolognesi, tramite il quale startup e spin-off dei settori food&beverage si incontrano per creare sinergie. Sempre nel bolognese è nato Mug - Magazzini Generativi, un altro incubatore che ha come focus la sostenibilità ambientale e l'innovazione sociale.
 
Cambiando lato della filiera, e andando diretti verso il packaging del settore agroalimentare, Ismea pone su questo anello della filiera grande importanza nella sfida della sostenibilità. Industria e retail sono i due attori maggiormente coinvolti. Le strategie riguardano la riduzione dell'imballo con packaging più leggeri, il cambio di tipo di imballo con un nuovo sistema, il miglioramento del profilo di gestione a fine vita e l'uso di materiale riciclato. Ismea individua in questi pilastri i mezzi che il packaging ha per contribuire alla grande sfida green.

A riguardo, interessante il caso del produttore biologico Rigoni di Asiago, nell'ambito del progetto europeo "Passaporto ambientale per i prodotti agroalimentari", con revisione degli imballaggi, un minor consumo di vetro in ottica di razionalizzazione e, di conseguenza, una minore quantità di rifiuti generati.

Rilevante poi anche la logistica. La pandemia ha accentuato ancora di più il ruolo fondamentale della logistica, che ha come obiettivo primario l'importanza di garantire un approvvigionamento nei tempi e nelle quantità necessarie.

Ismea ha condotto analisi su due realtà cooperative come la Agri 90 di Storo, in Trentino, impegnata nel settore cerealicolo, e la Cantina cooperativa del Morellino di Scansano, in Toscana. Entrambe hanno visto importanti innovazioni nel processo produttivo, a fronte di investimenti davvero importanti, ma fondamentali per rimanere competitivi. Dal punto di vista commerciale, sempre per entrambe, ha visto grande importanza l'ambito ecommerce, che di fatto si è inserito trasversalmente nei piani operativi legati al mercato domestico ed estero. L'assunto principale è comunque, secondo Ismea, il fatto di poter mantenere aperti i rapporti con molteplici canali distributivi, con la possiblità di valutare in termini di vendite, su quale asset puntare maggiormente in base alle potenzialità di vendita.

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