Psr Sardegna, come cambiano le zone svantaggiate

I territori di 30 Comuni in più diventano eleggibili per la richiesta di aiuto sulle indennità compensative, previste dalla misura 13 del Psr. Le domande devono essere presentate entro il 15 maggio

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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La nuova analisi ha tenuto conto di numerosi e differenti parametri
Fonte foto: © Alessio Orrù - Adobe Stock

Passano da 279 a 309 i Comuni della Regione Sardegna che potranno accedere alle misure di sostegno - tra cui le indennità compensative previste dalla misura 13 del Programma di sviluppo rurale – a favore delle zone svantaggiate. Con la presa d’atto della Conferenza Stato-Regioni, il ministero delle Politiche agricole ha infatti completato l’iter per la nuova delimitazione delle zone soggette a vincoli naturali significativi, diverse dalle zone montane, su tutto il territorio nazionale.

L’assessorato regionale dell’Agricoltura ha potuto così provvedere, con determina direttoriale del 23 aprile scorso, alla apertura dei termini del nuovo bando della misura 13, ed è in corso la raccolta delle domande presso i Centri di assistenza agricola. Le domande vanno presentate entro il 15 maggio 2020.

“Si tratta di un provvedimento molto atteso dal mondo agricolo”, sottolinea l’assessora dell’Agricoltura, Gabriella Murgia. “La nuova delimitazione scaturisce da un obbligo normativo europeo, il regolamento Ue 1305 del 2013, che prevede la definizione di aree che presentano effettivi svantaggi naturali da giustificare attraverso specifici parametri tecnici”.

Rispetto alle precedenti delimitazioni, che prendevano come riferimento prevalente parametri altimetrici e la presenza o meno di rete irrigua consortile nei territori, l’analisi ha tenuto conto anche di numerosi e differenti parametri, stabiliti secondo criteri biofisici, quali ad esempio la densità di bestiame, la produzione standard media del Comune per le diverse colture, la presenza di irrigazione. L’attività, particolarmente lunga e complessa, è stata condotta dal Mipaf attraverso il Crea e concordata in ogni fase con gli uffici della Commissione europea.

“Il risultato finale - commenta Gabriella Murgia - è stato piuttosto favorevole per la Sardegna. Rispetto alle precedenti programmazioni il numero dei Comuni inseriti nella delimitazione è passato da 279 a 309, con un incremento di 30 Comuni. Per contro, hanno perso la condizione di svantaggio 9 Comuni, prevalentemente per effetto dell’ampliamento della rete consortile che ha modificato in maniera rilevante le potenzialità produttive dei territori. Inoltre, per 10 Comuni, precedentemente svantaggiati solo su alcune superfici del territorio comunale, la nuova delimitazione ha esteso ad altre parti dei territori comunali la condizione di svantaggio”.

La Regione, attraverso l’assessorato dell’Agricoltura, è intervenuta in fase di definizione della nuova delimitazione per suggerire correttive legate a evidenti errori nell’attribuzione dei punteggi relativi ai singoli parametri utilizzati per l’analisi effettuata dal Crea.

“Questo - conclude l’assessora - ha consentito di far riconoscere la condizione di svantaggio a diversi Comuni che inizialmente risultavano esclusi. L’ampliamento del numero di Comuni sardi inseriti nella nuova delimitazione è un fatto positivo che consente di incrementare il numero di aziende sarde che beneficeranno delle previste misure di sostegno e conseguentemente di assicurare maggiori flussi di liquidità per il comparto agricolo”.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Regione Sardegna

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Tag: sviluppo rurale politica agricola bandi Psr

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