Allevatori e agricoltori, sono ora anche gelatai

Agricoltura e dintorni: l'agrigelateria, dove le parole d'ordine sono qualità delle materie prime, autoproduzione e stagionalità del prodotto

Ilenia Caleca di Ilenia Caleca

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Latte, nocciole e frutta: focus sulle materie prime da utilizzare (Foto di archivio)
Fonte foto: © StockSnap via Pixabay

"Gelato al cioccolato, dolce un po' salato tu, gelato al cioccolato".
Con la primavera in vista, la famosa canzone di Pupo fa venire immediatamente voglia di gelato a tutti.

E per coloro che sono attenti alle materie prime e alla qualità del prodotto finale, stanno nascendo ultimamente delle gelaterie agricole.


La fattoria del gelato

Alle porte di Torino, precisamente a Pianezza, c'è infatti una gelateria che però è anche fattoria, allevamento e azienda agricola.
Insomma un'agrigelateria, dove il prefisso "agri" è sinonimo di stagionalità, qualità delle materie prime e produzione propria.

La Fattoria del gelato della famiglia Dell'Erba, i proprietari, è nata a seguito del gigantesco sviluppo edilizio che ha colpito la zona negli anni passati.
"Le case stavano arrivando alle porte della stalla – afferma Marco – Per questo motivo dovevamo scegliere se spostare tutta l'azienda o diversificarci sul territorio e abbiamo deciso di specializzarci nel gelato. Ma non bastava solo produrre un prodotto 'freddo'; perché per quello la gente si ferma prima di arrivare a casa nostra. Dovevamo dare qualcosa di estremamente diverso". 

Infatti per l'azienda, l'agrigelato non è solo un gelato ma "è un'esperienza da vivere. Nel nostro spazio verde, dove i grandi possono evadere dai ritmi frenetici della città e i piccini possono giocare all'aria aperta, noi raccontiamo il gelato che facciamo e le materie prime che usiamo. I nostri ospiti possono quindi gustarsi un gelato e trovarci dentro i semini delle fragole, perché quelle che usiamo sono solo fragole fresche".

Ed è proprio per questo che alla Fattoria del gelato, i gelatai prima di tutto sono allevatori e agricoltori.


Il latte

Il primo prodotto da utilizzare per la creazione del gelato è ovviamente il latte, protagonista da sempre dell'azienda.

"Mio nonno e mio padre erano produttori di latte. Un settore che ha però subìto gravi crisi, come ad esempio la spinosa questione delle quote latte".

Ad oggi la fattoria conta 140 capi di razza Frisona, ognuno iscritto al Libro genealogico di razza e sottoposto a un controllo ufficiale della produzione a cadenza mensile.
La mungitura, completamente meccanizzata, "avviene due volte al giorno ed è visibile, attraverso delle finestre, da chi mangia il gelato".


Le nocciole

Quando si parla di Piemonte non si può certo non pensare al frutto a guscio più tipico che abita le campagne: la nocciola.
E da circa sei anni, Marco ha piantato nella sua azienda 250 alberi di Tonda gentile.

Una varietà particolarmente apprezzata dall'industria dolciaria per i suoi parametri qualitativi quali forma sferoidale del seme, gusto ed aroma dopo la tostatura, elevata pelabilità e buona conservabilità.

L'obiettivo è quello di "arrivare al 100% della produzione per autosostenerci e fare un gelato solo con ciò che raccogliamo dai nostri alberi".
"Ad oggi siamo all'80% della produzione. Per la restante parte ci affidiamo, invece, a produttori locali dell'Alta Langa. Una zona tipicamente poco vocata alla vitivinicoltura che ha saputo rivalorizzarsi grazie ai noccioleti e che, attualmente, non ha problemi di cimice".
 
Nocciola variegata
Uno dei gusti de La Fattoria del gelato
(Fonte foto: © La Fattoria del gelato - via Facebook)


La frutta

Pesche, meloni, angurie, fragole, pere, mele e frutti di bosco; tutta frutta che Marco raccoglie dal suo frutteto e trasforma in gelato, seguendo la stagionalità.

Il frutteto dell'azienda agricola è nato "dalla passione di mio nonno che, negli anni '60 e '70, collaborava con il santuario di San Pancrazio. Un convento storicamente autosufficiente e con una parte agricola importante al suo interno. Soprattutto grazie ai frati agronomi che detenevano gli scritti segreti sulle colture".


Le altre materie prime

E per i gusti richiesti di cui però non è possibile occuparsi della produzione?
"Per le materie prime che non produciamo, acquistiamo da piccoli produttori".

E' infatti il caso del pistacchio, che direttamente da Bronte (Ct) arriva alle porte di Torino, "grazie alla collaborazione con un produttore locale, trovato tramite la nostra associazione di categoria. Un agricoltore che raccoglie i suoi pistacchi ogni due anni. Per questo motivo li compriamo appena raccolti e in quantità, con la speranza di non rimanere senza. Nonostante la distanza riusciamo comunque a lavorare bene, tra agricoltori ci diamo una mano".

Per gli agrumi invece la Fattoria del gelato predilige "agrumi spremuti a freddo, che compriamo in bricchi surgelati sul posto". Un processo che permette di lasciare integre le sostanze nutrienti e gli enzimi del frutto.

Altra materia prima utilizzata sono le uova. "Compriamo quelle di galline allevate a terra. Abbiamo valutato l'idea di autoprodurre le uova ma servirebbero 200 galline, oltre a dover sostenere costi molto elevati per le analisi che andrebbero fatte e stare dietro ad una burocrazia esagerata per il timbro delle uova. Abbiamo poi valutato anche i gusti che vanno per la maggiore e non c'è storia. In Piemonte la regina è la nocciola".

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: allevamento frutticoltura latte corilicoltura

Temi caldi: Agricoltura e dintorni

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