AgriManager, l'agricoltore dovrà essere sempre più smart

Presentati a Minerbio i dati conclusivi del progetto consolidato di Agri 2000 ed Emil Banca sulla managerialità in agricoltura. Dai risultati si evince la necessità di un cambio di passo delle aziende

Lorenzo Pelliconi di Lorenzo Pelliconi

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Camillo Gardini, presidente di Agri 2000
Fonte foto: © Agri 2000

L'agricoltore del futuro sarà necessariamente più smart e digitale. E' questa l'indicazione data dal progetto AgriManager 2019 messo in campo come ormai da alcuni anni a questa parte da Agri 2000 in partnership con Emil Banca.

Il progetto ha coinvolto quest'anno la cifra record di 1.100 imprenditori agricoli delle province di Bologna, Modena, Ferrara, Parma e Reggio Emilia, con un questionario legato alla managerialità nelle imprese agricole direttamente coinvolte. I dati sono stati presentati nella serata di venerdì 31 gennaio presso la sede di Coprob a Minerbio, dove la platea di agricoltori ha potuto visionare i dati relativi alle risposte e ascoltare case history di imprese agricole.

"Quasi il 40% degli imprenditori agricoli coinvolti nel nostro progetto hanno meno di 50 anni – sottolinea il presidente di Agri 2000 Camillo Gardiniè la prima volta che la componente giovanile è così forte ad AgriManager. Fra i primi dati raccolti c'è il consumo di prodotti biologici, che secondo i dati di Nielsen si attesta intorno al 4% sul totale, mentre la percezione di quasi metà degli agricoltori intervistati ci spinge fino al 20%. E' un segnale importante per la programmazione delle proprie scelte imprenditoriali, in particolare relativamente alle tematiche della sostenibilità".

Di rilievo anche i dati relativi alle opinioni sulla nuova Pac.
"La politica agricola comunitaria vuole accrescere la consapevolezza negli agricoltori dell'importanza dell'ambiente portarli a ridurre l'impatto delle loro pratiche agricole – continua Gardini – il suggerimento di AgriManager agli agricoltori è quello di diventare più smart e dinamici, in grado di interpretare i cambiamenti, adottando pratiche sempre più sostenibili, producendo di più e rimanendo al passo della domanda dei consumatori".

"Inoltre – precisa Gardini – è necessario che gli agricoltori conoscano maggiormente la propria realtà aziendale, soprattutto per quanto concerne la qualità dei propri terreni e i costi di produzione". Dal campione di intervistati il 74% non sa o non risponde in merito ai costi unitari e al prezzo di vendita al consumo delle proprie colture. Inoltre quasi il 14% non ha mai realizzato un'analisi del terreno sulle propria sau.

Sul fronte dell'agricoltura digitale, alla domanda, si capisce quanto ci sia da lavorare nonostante una tendenza molto positiva. Il 42% degli imprenditori intervistati in AgriManager dichiara di compilare ancora il quaderno di campagna in formato cartaceo e quasi il 10% non lo utilizza, nonostante sia uno strumento fondamentale per non incappare in sanzioni a seguito di controlli.

"Tracciare diventa sempre più importante – spiega Gardini – e questo lo si può fare registrando costantemente tutti i dati e le operazioni in campo in linea con le normativa. Un supporto informatico per questo tipo di informazioni diventa sempre più fondamentale per un'azienda agricola".

"Con questo progetto – conclude il presidente di Agri 2000 – abbiamo voluto comunicare informazioni e percorsi per strutturare in maniera maggiormente manageriale le aziende agricole. La necessità è quella di avere agricoltori e conseguentemente aziende agricole sempre più al passo ai tempi. Senza managerialità tutto questo non è possibile".

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