Opi, quello che le piante non dicono…

Cosa succede nel campo? Il dispositivo di Evja è una sorta di "traduttore per le piante" e arriva in aiuto dell'agricoltore per sapere quando è meglio irrigare, usare agrofarmaci o se la peronospora è in agguato

Isabella Sanchi di Isabella Sanchi

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Opi ha vinto il Macfrut Innovation Award 2019
Fonte foto: © Evja

Osserva, Previeni, Intervieni. Sono le tre parole magiche per gli agricoltori che vogliono un raccolto sano e di ottima qualità e sono anche le parole che formano l'acronimo Opi, il sistema di supporto decisionale realizzato da Evja.

Avere informazioni in tempo reale sulle colture e su ciò che avviene in campo, prevenire eventi climatici e malattie delle piante, permettendo così un tempestivo intervento, per tutto questo le aziende agricole oggi possono contare su Opi.

Il dispositivo ha già collezionato diversi riconoscimenti: ben tre Seals of Excellence dell'Unione europea e il Macfrut Innovation Award 2019. Il team di Evja ha partecipato a fiere di tutto il mondo, come il World Agri-tech Summit di San Francisco e il World Food India di Nuova Deli, in cui ha riscosso enorme interesse, oltre ad essere ospite fisso delle più importanti fiere di settore: Macfrut, Fruit Logistica e Fruit Attraction.

Startup nata ad Acerra (Na) nel 2015, Evja ha sottoscritto una convenzione di ricerca con la facoltà di Agraria dell'Università Federico II di Napoli e collabora con altri centri di ricerca italiani e internazionali. Da settembre è ufficialmente la prima azienda italiana ad entrare nel programma Startlife della prestigiosa Università olandese di Wageningen, per intraprendere nuove prospettive di sviluppo del business. Ha inoltre due soci, BayWa Rwa, tra le più grandi aziende del settore agricolo tedesco e austriaco.

Uno dei punti di forza di Evja è il team scientifico composto da ricercatori, agronomi di campo e fisici climatici che ogni giorno lavorano per il continuo sviluppo di Opi, ma sono quattro le persone che formano il cuore della startup napoletana.

Davide Parisi, Ceo, amministratore delegato, con esperienza nel business development e nella gestione di startup.
Antonio Affinito, Cto, responsabile della parte tecnologica, che ha lavorato per oltre dieci anni in Leonardo, dove si occupava di prototipizzazione e industrializzazione di sistemi radar.
Marco Matascioli, Cio, direttore informatico, che vanta un'esperienza decennale nello sviluppo software e ha già fondato una startup a Londra.
Paolo Iasevoli, Cmo, responsabile marketing e comunicazione, con oltre quindici anni di esperienza internazionale alle spalle.
 
Il team di Evja
Il team di Evja nella sede olandese di Startlife
Fonte foto: © Evja

E proprio Iasevoli ha raccontato ad AgroNotizie com'è nata l'idea di realizzare questo dispositivo.

Com'è nato Opi?
"Opi è nato dalla volontà di applicare le più avanzate tecnologie nel campo Internet of things e intelligenza artificiale a uno dei settori più rilevanti d'Italia, l'agricoltura. L'IoT, l'Internet delle cose, è un ecosistema che ci permette di 'essere connessi' con le cose, grazie ai sensori o tecnologie simili".

"Nel caso di Opi, l'agricoltore può 'avere informazioni in tempo reale' direttamente dal campo e capire immediatamente cosa stia accadendo. E' una centralina grande come una scatola di scarpe che non ha bisogno di montaggi complicati né di configurazioni. Si accende e funziona. Il software di Opi non deve essere installato, non ci sono setup. Devi solo collegarti alla tua dashboard online e hai tutto subito pronto".

Quali vantaggi offre?
"Grazie a Opi l'agricoltore potrà prendere le decisioni migliori, in modo da ottimizzare l'uso di fitosanitari, rendere più efficiente l'irrigazione e aumentare la qualità e la quantità della resa".

"Tra le funzionalità sicuramente più interessanti, Opi avvisa sul rischio climatico della peronospora (Bremia lactucae e Peronospora parasitica) su determinate colture. Si tratta di un nuovo modello predittivo basato su intelligenza artificiale, pensato non solo per la difesa delle colture ma ideato anche tenendo conto delle esigenze delle aziende di produzione e trasformazione. Il tutto con un impatto minimo per l'ambiente e con un miglioramento in termini di gestione della coltura".

Come funziona Opi?
"Opi è semplicissimo da installare, basta porre il dispositivo in campo e premere il pulsante di accensione. I sensori monitorano costantemente i dati climatici dell'ambiente del terreno: temperatura e umidità dell'aria, bagnatura fogliare, umidità del terreno e radiazione solare. Queste informazioni vengono inviate automaticamente alla piattaforma software, che le rielabora con l'ausilio di modelli agronomici predittivi potenziati dall'intelligenza artificiale".

"Si tratta di un supporto indispensabile per l'agricoltura, essendo un'utile guida per le azioni da intraprendere in campo. Tutte le informazioni sono visualizzate su un pannello di controllo immediatamente comprensibile e accessibile da pc, smartphone e tablet, da tutti i soggetti coinvolti nella gestione della coltivazione".

"Il dispositivo è utilizzabile con tutti i tipi di colture, sia in serra che in piano campo. Funziona con tutte le reti, sia quelle tradizionali che quelle più all'avanguardia. Finora Opi ha utilizzato il wifi solo in installazioni particolari, come nel vertical farming. Di norma si appoggia su rete mobile 3G/4G, ma è pronto anche a connettersi con protocolli nuovissimi, come LoRa e Sigfox".

Per tutti gli agricoltori che hanno sete di innovazione e vogliono sapere di più su Opi è possibile consultare il sito www.evja.eu e la pagina Facebook https://www.facebook.com/evja.official/

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: agricoltura di precisione tecnologia startup agricoltura digitale

Rubrica: AgroInnovAzione

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