Nord Italia, forte preoccupazione per i danni da cimice asiatica

Le Regioni della fascia padana, con capofila la Lombardia, chiedono al ministero l'istituzione di un tavolo di emergenza e un fondo economico per le imprese. In Emilia Romagna per filiere corte ed energia verde

Lorenzo Pelliconi di Lorenzo Pelliconi

cimice-asiatica-halyomorpha-halys-by-saratm-adobe-stock-750.jpeg

E' sempre più emergenza al Nord per il progredire della cimice asiatica
Fonte foto: © saratm - Adobe Stock

Il grido d'allarme del Nord è ormai un dato di fatto.
Le regioni della fascia padana hanno alzato il coro di una richiesta d'aiuto univoca al ministero per affrontare la questione della cimice asiatica, che sta danneggiando tutti i principali settori dell'agricoltura padana. Fra le altre novità invece due bandi in Emilia Romagna per le filiere corte e il riutilizzo dei sottoprodotti agricoli per la produzione di energia verde. 


Lombardia

Cimice asiatica, richiesta di un tavolo urgente al Ministero
Gli assessori all'Agricoltura di Lombardia, Veneto, Friuli, Trento, Emilia Romagna e Piemonte si ritrovati a confrontarsi sul problema persistente della cimice asiatica.
Nella fascia della pianura padana, infatti, i produttori stanno subendo ingenti perdite economiche a causa di questo insetto che attacca i frutticoli e i cereali, oltre ad essere stato rilevato anche su orticole e uva.

"La preoccupazione è forte per il futuro di queste colture – ha spiegato l'assessore regionale Fabio Rolfianche perché la cimice continua a diffondersi e al momento non ci sono prodotti efficaci registrati per questo impiego. L'insetto rimane presente sulla coltura per un periodo molto lungo dell'anno. Nella nostra Lombardia ci sono forti disastri, e in generale al Nord Italia rischiamo davvero un'emergenza al Nord simile a quella della xylella se non attiveremo per tempo una strategia integrata di intervento. Chiediamo un intervento nazionale, con l'istituzione di un fondo economico per assistere le imprese agricole in questo momento di grande difficoltà – ha ribadito Rolfi – e l'attivazione di un tavolo nazionale per tenere sotto controllo il fenomeno".
 

Emilia Romagna

Psr, 2,3 milioni per incentivare le filiere corte
La Regione ha approvato un bando nell'ambito del programma di sviluppo rurale 2014-2020, che mette a disposizione circa 2,3 milioni di euro per i progetti finalizzati a promuovere e sviluppare circuiti di commercializzazione di prodotti locali di qualità.
"Vogliamo sostenere alleanze e accordi cooperazione tra i diversi soggetti della filiera corta – sottolinea l'assessore Simona CaselliIl "km zero" ha numerose valenze positive, perché rappresenta una modalità di commercio più sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale, riducendo packaging e trasporti e prezzi più equi che vanno ad accrescere il valore aggiunto. E' anche un modo per garantire sbocchi di mercato a chi ha piccole produzioni e non può quindi accedere ai circuiti della grande distribuzione".
La scadenza delle domande è posta per il 15 novembre 2019 sul sito di Agrea. Possono partecipare al bando le forme di cooperazione tra imprenditori agricoli, organizzazioni di produttori, associazioni di op e reti di impresa.

Energia verde, risorse per riutilizzare gli scarti agricoli
Un nuovo bando regionale finanzia con 6,8 milioni di euro nuove opportunità di sviluppo per le aziende agricole, incentivate a produrre energia rinnovabili riutilizzando sottoprodotti e scarti delle produzioni agricole e agroalimentari. I finanziamenti andranno a beneficio di aziende agricole che si impegnano a realizzare impianti per la produzione, la distribuzione e la vendita di bioenergia.
La presentazione delle domande può essere inoltrata sul sistema informativo di Agrea entro il 29 novembre.

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 191.611 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner