Puglia, scatta il caro acqua irrigua: + 14,29%

Il prezzo al metro cubo passa dai 14 centesimi di euro del 2018 a 16 centesimi per via del deficit originato dalla gestione irrigua dello scorso anno. Confagricoltura Taranto e Cia Due mari contestano la decisione

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Il deficit della trascorsa stagione deriva dai ristori ambientali dovuti alla Basilicata, regione fornitrice dell'acqua irrigua per buona parte del Sud Puglia
Fonte foto: © pierluigipalazzi - Fotolia

Acqua per i campi più cara del 14,29% per la stagione irrigua 2019 nella Puglia meridionale rispetto allo scorso anno, ma Confagricoltura Taranto e Cia Due mari contestano duramente la decisione: assunta in solitudine dal commissario del Consorzio di bonifica Centro Sud Puglia, Alfredo Borzillo, commissario ad interim del Consorzio di bonifica Stornara e Tara.

Nei giorni scorsi le associazioni di categoria sono state convocata dal vicecommissario del Consorzio di bonifica Stornara e Tara, che sta confluendo nel Consorzio di bonifica del Centro Sud Puglia, per l’avvio della stagione irrigua 2019. In apertura il vicecommissario ha illustrato il consuntivo della stagione irrigua 2018 in cui, con il prezzo stabilito a 0,14 euro/mc, si è registrato un disavanzo superiore a 1,7 milioni di euro.

“Per tale motivo - spiega il direttore di Confagricoltura Taranto, Carmine Palma - onde ridurre il deficit e in previsione di un numero maggiore di prenotazioni, il commissario Alfredo Borzillo ritiene necessario aumentare il prezzo delle prenotazioni sino a 4.000 metri cubi a euro 0,16/mc contro i 0,14 euro/mc dello scorso anno”.
Un aumento secco del 14,29%. Un’amara sorpresa per le organizzazioni agricole, che hanno contestato la decisione. Confagricoltura Taranto, in particolare, ha chiesto che nel manifesto informativo non venga sottolineato che tale prezzo è stato concordato con le organizzazioni di categoria: “Questa sciagurata decisione – rimarca Palma – è esclusivamente del commissario Borzillo ed è giusto che ogni responsabilità resti in capo a lui, visto che nulla è stato concordato con le organizzazioni”. Cia Due mari, in una nota, parla di chiare indicazioni delle organizzazioni agricole disattese dal commissario.

Per Confagricoltura e Cia il caro-acqua rischia di risolversi nell’ennesimo aggravio scaricato sulle spalle degli agricoltori. Confagricoltura Taranto qualifica come inaccettabile tale aggravio e per due motivi: “Il deficit evidenziato – chiarisce Palma - deriva quasi esclusivamente dal cosiddetto ristoro ambientale che viene pagato dalla Puglia alla Basilicata, quindi per noi dovrebbe essere a carico della fiscalità generale e non risultare un deficit imputabile ai consorziati. Secondo: la politica di incentivo alle prenotazioni che sino ad oggi Confagricoltura Taranto ha diffuso nei confronti dei propri associati, con un aumento dei costi verrà totalmente vanificata, ottenendo l’effetto esattamente opposto a quello che si vorrebbe”.

Per la Cia Due mari, che in una nota evidenzia la propria contrarietà all’aumento dell’acqua e con le medesime motivazioni di Confagricoltura Taranto, addirittura esistono forti dubbi sull’esistenza stessa del deficit 2018: ”Sono stati presentati dati piuttosto controversi sui consumi 2018, e ci è stato comunicato che i costi di gestione degli impianti irrigui Sinni-Vidis e San Giuliano, pur avendo utilizzato il metodo dell’effettivo consumo volumetrico dell’acqua, erano di gran lunga superiori ai ricavi effettivi" sottolineano in una nota Pietro De Padova e Vito Rubino, rispettivamente presidente e direttore provinciale di Cia Due mari.

Per Confagricoltura, del resto, non è condivisibile neanche la modalità con cui la nuova politica dell’acconto è stata varata dal vertice del Consorzio di bonifica. “L’acconto versato alla prenotazione – ricorda Palma - fino all’anno scorso ammontava a 100 euro per ettaro. Nel nuovo bando, invece, pare che verrà riscosso alla prenotazione il controvalore del 30 per cento dei metri cubi che presumibilmente verranno consumati, di fatto con un forte aumento. Un’altra decisione nemmeno comunicata durante l’incontro con il Consorzio e che abbiamo scoperto sul manifesto, appena diffuso, della nuova campagna irrigua. Se al Consorzio non riescono a far tornare i conti - conclude Palma – non possono certo pretendere di contare su di noi, che ci opporremo ad aumenti e vessazioni a danno degli agricoltori”.

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Fonte: AgroNotizie

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Tag: organizzazioni agricole ambiente irrigazione bonifica acqua politiche regionali

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