Cevico, cresce il fatturato trainato dall'export

Positivi i dati dell'ultima campagna vitivinicola del gruppo cooperativo romagnolo, con fatturato, patrimonio netto e utile in crescita. Vola il valore dell'export grazie alla crescita sui paesi terzi

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Il presidente di Terre Cevico Marco Nannetti illustra i dati della campagna 2017-2018
Fonte foto: © Cevico

Il gruppo cooperativo Cevico ha presentato i risultati della gestione 2017-2018, che presentano dati molto importanti in termini di patrimonio netto, salito a 69,7 milioni di euro, utile a 625mila euro, e un export in forte salita (+28%) con un valore totale di 42,9 milioni grazie al traino di mercati quali Cina, Giappone e Russia.

Un altro dato molto importante è quello del fatturato diretto di Terre Cevico pari a 103 milioni di euro, mentre il giro d'affari consolidato con gli altri marchi e cantine raggiunge i 164 milioni di euro, ricavato da una produzione di 1,6 milioni di quintali di uva lavorata e una produzione annua di 100 milioni di bottiglie di vino.

Cresce anche l'interesse sul vino biologico, che presenta un valore nelle vendite di circa 1 milione di euro. Il presidente Marco Nannetti, durante la presentazione dei dati, ha puntato molto sul valore etico sociale creato dalla cooperativa.

"Dal 2016 ad oggi la remunerazione del personale è aumentata di oltre 1 milione di euro, a dimostrazione della natura anticiclica della cooperazione rispetto alla tutela dei livelli occupazionali. Nella squadra di Terre Cevico i 264 dipendenti sono rappresentati per oltre il 38% da femmine e per oltre il 60% da persone con età compresa tra i 18 e i 48 anni".

"La cooperazione riveste un ruolo fondamentale nel tessuto economico – ha ricordato l'assessore regionale all'Agricoltura Simona Caselliin particolare nel settore agricolo del nostro territorio. L'aggregazione è fondamentale per affrontare il mercato internazionale e l'innovazione, sfide che il sistema cooperativo ha saputo affrontare. Due sono le scommesse del futuro: biodiversità ed enoturismo".

"Troppo spesso si dimentica della vita media di un'impresa cooperativa sui 40 anni – ha sottolineato Mauro Lusettidi gran lunga maggiore rispetto ad ogni altra forma d'impresa. La cooperazione sa interpretare le sfide del futuro senza mai spezzare la catena del passaggio generazionale. La cooperazione non rottama, bensì tramanda dei valori attraverso l'esperienza di ogni singola persona".

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