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Incendio Monti Pisani, inizia la fase di post emergenza

Stanziato un milione e mezzo di euro per gli interventi di messa in sicurezza e per le spese di emergenza fatte dai comuni. Lo stato di calamità per le aziende agricole invece non sarebbe attivabile in quanto non previsto per gli incendi. E il Mipaaft pensa ad altri fondi straordinari

Matteo Giusti di Matteo Giusti

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Incendio dei Monti Pisani, il fumo sopra le aziende
Fonte foto: Paola Casazza

Sembra finalmente conclusa l'emergenza incendi sui Monti Pisani, dopo il rogo che tra il 24 e il 27 settembre ha devastato il versante pisano e alcune zone alle pendici occidentali nel comune di Vecchiano e Massarosa. 

Incendio seguito da uno più piccolo, che tra la notte dell'1 e la giornata del 2 ottobre ha investito una decina di ettari sul versante lucchese, nel comune di Capannori, dove sono dovuti comunque intervenire i mezzi aerei.

I danni maggiori restano quelli sul versante pisano, nei comuni di Calci, Uliveto Terme e Buti Vicopisano, con oltre 1.400 ettari distrutti, di cui più di un centinaio coltivati a oliveti, oltre a danni a diverse case, che hanno costretto a evacuare oltre 700 persone, di cui molte non possono ancora tornare alle loro abitazioni.

Un'emergenza che aveva visto un primo stanziamento di 200mila euro da parte della regione per gli interventi di soccorso e spegnimento e che ora salgono a 1,5 milioni di euro per gli interventi di bonifica e messa in sicurezza, anche idrogeologica, delle zone colpite.

Come ha spiegato il governatore della Toscana Enrico Rossi, si prevede di utilizzare 850mila euro per gli interventi forestali e di ripulitura e altri 350mila per i lavori di sistemazione dei corsi d'acqua a valle. Poi ci sarà una seconda fase, da attivare dopo i rilievi tecnici, che riguarderà il riassetto idrogeologico più puntuale.

Questo stanziamento servirà anche a coprire le spese per i lavori urgenti già effettuate dai comuni e il ripristino della strada provinciale sul monte Serra, attualmente inagibile in molti punti per il rischio di caduta di massi e di alberi e importante anche per garantire un accesso agevole ai ripetitori radiotelevisivi che si trovano in cima al monte e garantiscono la copertura di segnale al territorio di quattro province.

Per far fronte ai danni, soprattutto delle aziende agricole, la regione ha richiesto anche lo stato di calamità naturale al governo, attivando anche la procedura informatica di segnalazione danni sul portale Artea.

Una richiesta che potrebbe non essere accolta dal Mipaaft, in quanto l'attivazione del fondo di solidarietà nazionale riguarda solo danni da eventi atmosferici e non per gli incendi.

Tuttavia il ministero, vista la gravità dell'evento di cui si è reso personalmente conto anche il ministro Centinaio che ha visitato i luoghi colpiti, si è reso disponibile a individuare dei fondi straordinari almeno per compensare la perdita di produzione.

Resta quindi da vedere quanti soldi riusciranno ad essere stanziati e le modalità di assegnazione.

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Fonte: Agronotizie

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Tag: olivicoltura foreste e boschi danni

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