Toscana, il progetto leopoldine

La regione sostiene il recupero delle tipiche case coloniche fatte costruire dal granducato con un progetto che traccia le linee guida per le ristrutturazioni, affiancandosi al piano di riqualificazione degli immobili già avviato da Bonifiche Ferraresi

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Una leopoldina in stato di abbandono
Fonte foto: PMM - Wikimedia

La Regione Toscana ha presentato il progetto leopoldine, il piano di recupero già avviato da Bonifiche Ferraresi, per la ristrutturazione delle tipiche case coloniche, le leopoldine appunto, fatte realizzare dal granducato di Toscana tra la metà del '700 e la metà dell'800.

L'idea del recupero era stata lanciata e avviata lo scorso marzo dal Bonifiche Ferraresi all'interno di un progetto più ampio, il progetto Toscana, per ampliare le sue attività sulle sue proprietà nel Sud della regione.

Bonifiche Ferraresi recupererà 21 fabbricati di sua proprietà in Val di Chiana, prevedendo per la prossima primavera l’'inaugurazione della prima leopoldina ristrutturata che sarà destinata a centro direzionale per la lavorazione delle piante officinali.

Un piano aziendale che oltre a un valore paesaggistico e immobiliare vuole portare anche ad un aumento dell'occupazione, prevedendo di arrivare a 70 dipendenti nel 2018 e a raddoppiare questo numero alla fine del progetto di recupero.

Un'iniziativa che la regione ha ritenuto importante per lo sviluppo del territorio e che ha deciso di sostenere finanziando i comuni di questa area con un fondo di 100mila euro destinato a realizzare un progetto che stabilisca le linee guida per il recupero delle leopoldine.

Un progetto che ha visto capofila il comune di Cortona e che ora è stato realizzato e consegnato il mese scorso e che si aggiunge come un altro punto di forza per lo sviluppo rurale di questa parte della regione che nei giorni scorsi ha visto anche la nascita di un altro strumento come il Distretto rurale della Toscana del Sud.

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