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Psr, la spesa del Sud corre al traino di Calabria e Sicilia

Rimane preoccupante la situazione della Campania, che è riuscita negli ultimi cinque mesi a spendere meno di 10 milioni. I dati di Agea aggiornati al 30 novembre 2017

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Bene anche Sardegna, Puglia, Basilicata e Molise, che ha tagliato il traguardo del 10% d'avanzamento
Fonte foto: © Wolfilser - Fotolia

Nel Mezzogiorno d'Italia i programmi di sviluppo rurale 2014-2020 delle cinque regioni in ritardo di sviluppo continuano a denotare una buona velocità della spesa rendicontata a Bruxelles: il dato di Agea Coordinamento sull'avanzamento della spesa pubblica al 30 novembre 2017 - pari in media per queste cinque regioni al 11,87% - mette in evidenza un incremento dell'avanzamento della spesa del 20,22% rispetto al 30 giugno 2017 con uno scatto del 5,35% realizzato tra il 16 ottobre ed il 30 novembre.
 
Persiste ancora una situazione a macchia di leopardo: tra eccellenze di efficienza della spesa – è il caso della Calabria che ha raggiunto l'azzeramento della soglia di disimpegno automatico – e preoccupante stasi, con la Campania che avanza ancora troppo poco rispetto al dato di spesa del giugno scorso.

Nelle regioni in ritardo di sviluppo su oltre 7 miliardi e 470 milioni di euro di budget in conto spesa pubblica (di questi 4 miliardi e 419 milioni in capo al Fondo europeo per l'agricoltura e lo sviluppo rurale) sono stati spesi e rendicontati a Bruxelles tra il 1° gennaio 2015 ed il 30 novembre 2017 quasi 886,9 milioni di euro (532,5 in conto Feasr), contro i 737,6 milioni di euro (443,7 milioni in conto Feasr) rendicontati al 30 giugno scorso.

La rincorsa c'è, e vede in novembre una ripresa della capacità di spesa anche rispetto ad ottobre, con 39,5 milioni di euro spesi in più rispetto al mese precedente, che pure aveva presentato una performance positiva. E questo dato risente molto dello sprint dei programmi di Calabria e Sicilia.

A questo avanzamento si contrappone l'esigenza di documentare ulteriore spesa pubblica complessiva entro il 31 dicembre 2018 per ben 402,5 milioni di euro (erano 536,9 milioni di euro al 30 giugno scorso), necessari ad azzerare il rischio disimpegno automatico del Feasr, che al momento è proiettato su quella data per 243,5 milioni di euro (erano 324,8 milioni al 30 giugno scorso), pari a un rischio disimpegno del fondo europeo per l'agricoltura del 5,39%.
 

Calabria, azzerato rischio disimpegno

Il Psr Calabria entra nella ristretta cerchia dei programmi delle regioni italiane che sono riuscite ad azzerare la soglia di disimpegno automatico del Feasr al 31 dicembre 2018: si aggiunge infatti a Trento, Bolzano, Umbria, Veneto e Sardegna che hanno già raggiunto questo obiettivo. Il rischio disimpegno per l’Italia è pari al 5,08% delle somme messe a budget in conto Feasr.
 
Il Psr Calabria, con un avanzamento complessivo della spesa pubblica attestato al 18,25%, si pone ben al di sopra della media nazionale (13,34%) e della media delle regioni meridionali (11,87%) ed è terza dopo Bolzano e Umbria.
 
Con 201,4 milioni di euro di spesa pubblica rendicontata (120,9 milioni in quota Feasr), la Calabria si riconferma in valore assoluto la quarta regione d'Italia dopo Sicilia, Veneto e Sardegna. La Calabria tra il 16 ottobre ed il 30 novembre a messo a segno spesa pubblica per oltre 24,6 milioni di euro, di cui 14,9 milioni in conto Feasr. La Calabria tra il 30 giugno ed il 30 novembre 2017 ha speso ben 106,1 milioni di euro.
 

Sicilia, prima in Italia in valore assoluto

La Sicilia con il primo Psr d’Italia - 2.212 milioni di dotazione complessiva - al 30 novembre 2017 ha messo a segno un avanzamento della spesa pubblica sul Psr del 15,90% - è l’unica tra le regioni del Sud a potersi lanciare all’inseguimento della Calabria in termini percentuali.

La spesa rendicontabile a Bruxelles della Sicilia è pari 351, 8 milioni di euro (oltre 212 milioni in conto Feasr) - che ne fa in valore assoluto la prima in Italia davanti al Veneto - producendo un rischio disimpegno automatico in conto Feasr al 31 dicembre 2018 di appena 15,6 milioni di euro. Un rischio ormai virtuale, visto che il solo bando sul pacchetto giovani, recentemente chiuso, metterà in liquidazione 235 milioni di euro, che fra 13 mesi dovrebbe verosimilmente essere stati già spesi. E qualcosa già si sta muovendo, visto che il Psr Sicilia mette a segno tra 16 ottobre e 30 novembre ben 8,7 milioni di spesa pubblica.

Tutti numeri in miglioramento sul dato Agea al 30 giugno 2017, quando l'assessorato Agricoltura della regione siciliana era in grado di rendicontare a Bruxelles 302,3 milioni di euro di spesa pubblica totale (182,4 milioni in conto Feasr) producendo un rischio disimpegno automatico in conto Feasr di 45,1 milioni di euro al 31 dicembre 2018.
 

Campania sempre più in ritardo

La Regione Campania, con il secondo Psr d'Italia, forte di 1.836 milioni di euro, negli ultimi mesi ha emanato quasi tutti bandi necessari ad attivare 1.200 milioni di euro entro dicembre 2017 e la possibilità di spendere ingentissime risorse entro lo stesso termine è prossima allo zero, dati i tempi attesi di gestione degli avvisi e le numerose proroghe accordate ai beneficiari.
Al 30 novembre 2017 la situazione sul fronte dell’avanzamento della spesa appare decisamente preoccupante: perché è di appena il 5,88% dell'intero budget. E tutto questo nonostante una ripresa delle liquidazioni tra il 16 ottobre e la fine del mese scorso, in valore assoluto, di oltre 6 milioni di euro. Questo perché la spesa del Psr Campania tra il 30 giugno ed il 30 novembre è stata complessivamente di soli 9,7 milioni di euro, viaggiando alla media di meno di due milioni al mese.

Sul un Psr Campania 2014-2020 la spesa è stata fino ad ora di appena 107,9 milioni, che sul piano del rischio disimpegno imporrà una spesa pubblica totale da rendicontare a Bruxelles di 205,3 milioni di euro entro il 31 dicembre 2018, per evitare di perdere 124,2 milioni di fondi europei: l'11, 18% di quanto stanziato dal Feasr per la Campania.
 

Basilicata e Puglia, testa a testa nella spesa pubblica

I dati Agea al 30 giugno 2017 parlavano di una Basilicata che, con 51 milioni di euro già liquidati, toccava il 7,50% di avanzamento della spesa. Nel mese di novembre la spesa pubblica complessiva in Basilicata si è finalmente portata a 68,3 milioni e l’avanzamento ora tocca il 10,04% del budget, cosa che fa scendere il rischio disimpegno automatico al 31 dicembre 2018 al 7,08%. Entro quella data la Basilicata dovrà comunque liquidare altri 48,1 milioni di euro, per evitare di perdere 29,1 milioni di euro sul Feasr.

La Puglia continua a tallonare la Basilicata: al 30 novembre porta l'avanzamento della spesa al 9,61% e riesce a contenere il rischio disimpegno automatico nell’ordine del 7,52%. Ma l’arretrato da recuperare è piuttosto elevato. E il blocco degli investimenti provocato dalla Xylella - protrattosi fino ad oggi - continua a dispiegare i suoi effetti. Anche se lo scatto dell’ultimo mese è evidente: 10,9 milioni di euro di spesa tra il 16 ottobre ed il 30 novembre sono stati rendicontati a Bruxelles.
 

Sardegna e Molise, avanzamento di spesa agli antipodi

Tra le regioni in transizione si rinnova il dualismo tra i Psr di Sardegna e Molise. La Sardegna, budget da 1308,4 milioni di euro e con ben 234,9 milioni di spesa pubblica rendicontata al 30 novembre, presenta un 17,96% di avanzamento della spesa e non ha problemi di performance. Ha infatti azzerato da tempo il rischio disimpegno automatico al 31 dicembre 2018.

Il Molise su 210,4 milioni di euro di budget fino ad oggi ne ha spesi 21,8 portandosi finalmente in termini di avanzamento della spesa pubblica al 10,35%. E con un rischio disimpegno al 6,7%, per centrare l’obiettivo del 31 dicembre 2018 dovrà spendere oltre 14 milioni di euro in 13 mesi.

Leggi anche: Psr al Centro Nord, la situazione non cambia

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Fonte: AgroNotizie

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Tag: psr piani di sviluppo rurale finanziamenti per l'agricoltura

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