Aree Natura 2000, l'Umbria un laboratorio di biodiversità

Un incontro organizzato dalla Cia regionale ha messo in luce il ruolo delle aziende agricole per le aree naturali protette. Mentre la regione è capofila di un progetto europeo per individuare nuove strategie di gestione delle zone a tutela ambientale

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Un airone in una zona umida, un'immagine quasi simbolo delle aree naturali tutelate da Natura 2000
Fonte foto: © Gianluca Bedini

Le aziende agricole umbre sono e rimangono fondamentali per la conservazione degli ambienti naturali e della biodiversità della regione.

E' quanto emerso nell'incontro organizzato dalla Cia Umbria a Pietralunga, in provincia di Perugia, sul ruolo e l'attività delle aziende nelle aree Natura 2000, le zone individuate a livello regionale per la tutela ambientale.

Dal 1992, con la cosiddetta Direttiva Habitat, la Commissione europea ha istituito i Sic, i Siti di importanza comunitaria, zone che ogni regione doveva individuare dove garantire il mantenimento degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciate o rare.

Aree che oggi costituiscono una rete ecologica diffusa, in tutto il territorio europeo.

Oggi in Umbria le aree Natura 2000 sono circa cento e tutelano il 16% del territorio regionale, territorio su cui ricadono e lavorano anche molte aziende agricole.

E, come è emerso nell'incontro, il lavoro degli agricoltori umbri non produce solo derrate alimentari, eccellenze enogastronomiche e sviluppo economico, ma genera anche conservazione, promozione, valorizzazione del territorio e conoscenza delle aree di pregio, anche e soprattutto quelle sottoposte a tutela dalla Comunità europea.

Per la Cia Umbria è prioritario fare sistema, è necessario cioè mettere in collegamento tutte le competenze, le capacità, le professionalità disponibili per offrire una conoscenza e una attività innovativa che valorizzi le risorse naturali e culturali della regione.

L'assessore all'Agricoltura Fernanda Cecchini, che ha partecipato all'incontro, ha ricordato anche che la Regione Umbria è capofila del progetto Sunlife, finanziato dall'Unione europea, per l'individuazione di una strategia di gestione integrata e condivisa della rete Natura 2000, attraverso al partecipazione attiva delle imprese e dei cittadini.

Una strategia che possa generare buone pratiche agricole e gestionali, occupazione e una maggiore consapevolezza dei benefici che derivano dall'ambiente.

Per Fernanda Cecchini la conservazione di queste aree protette rafforza l'identità di una regione che fonda le proprie radici sul suo paesaggio e l'obbiettivo, ha concluso l'assessore, "è fare in modo che questi territori non subiscano la parte vincolistica, ma ne esaltino le peculiarità".

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