Cambiamenti climatici e agricoltura, una scuola per valutarne l’impatto

Cesar, Asnacodi e Università di Perugia insieme per aggiornare i tecnici e creare sinergie per gestire al meglio il rischio collegato agli effetti sulle produzioni

Questo articolo è stato pubblicato oltre 4 anni fa

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Un momento del corso

Parte a Perugia la scuola per tecnici estimatori danni da calamità naturali, oltre 120 tecnici da tutta Italia a Perugia per aggiornarsi sull’effetto dei cambiamenti climatici sulle produzioni vegetali. La scuola di aggiornamento professionale è curata dal Cesar, Centro per lo sviluppo agricolo e rurale, e dal dipartimento di Scienze agrarie alimentari e ambientali dell’Università di Perugia con il patrocinio di Asnacodi, Associazione nazionale Condifesa, e dei principali gruppi assicurativi italiani.

Il Cesar da anni è impegnato sul tema della gestione del rischio in agricoltura, da ormai otto anni si tiene in Umbria il Convegno nazionale del settore con la partecipazione non solo delle compagnie di assicurazione nazionale, ma anche dei principali gruppi di Riassicurazioni mondiali.

"La scuola di formazione per l’aggiornamento professionale dei tecnici – spiega Angelo Frascarelli direttore del Cesar – è stata la risposta ad una necessità manifestata dagli Ordini e Collegi professionali (dottori agronomi, periti agrari, geometri) nel corso dei nostri convegni, da qui l’idea di organizzare dei momenti formativi con il supporto scientifico del dipartimento di Scienze agrarie dell’Università di Perugia".

Francesco Tei direttore del dipartimento ha dichiarato: "Come dipartimento di Scienze agrarie e come comunità scientifica in maniera più ampia, abbiamo fin da subito aderito alla proposta del Cesar non solo perché una delle mission dell’Università è il trasferimento della conoscenza, ma perché crediamo che il rapporto con tanti professionisti che lavorano direttamente in campagna e in tante situazioni diverse possa creare delle risorse di conoscenza utili al mondo scientifico".

Altro soggetto del partenariato è Asnacodi, l’Associazione nazionale dei consorzi di difesa che rappresenta circa il 98% del mercato assicurativo italiano. "Il mondo peritale è una delle figure centrali del sistema assicurativo, avere un corpo peritale costantemente aggiornato e professionalmente pronto rispetto agli effetti sempre più tangibili dei cambiamenti climatici è una garanzia per l’intero sistema, per i nostri agricoltori in primis - ha spiegato Albano Agabiti presidente di Asnacodi -. Crediamo molto nel progetto di collaborazione tra Asnacodi-Cesar-Università di Perugia e mondo scientifico. Siamo fermamente convinti che da queste sinergie oltre ai momenti formativi nasceranno delle collaborazioni che ci consentiranno del tempo di innestare continue innovazioni nel sistema di gestione del rischio in agricoltura".

Al corso di tre giorni (17- 19 marzo) tenuto a Perugia hanno partecipato il professor Andrea Orestano, ordinario al dipartimento di Giurisprudenza, Francesco Tei, Roberto Buonaurio e Gabriele Rondoni del dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università di Perugia, Francesco Martella del Cesar. Molto interessante il contributo di un gruppo di tecnici i quali hanno elaborato una serie di contenuti complementari agli interventi del mondo scientifico creando, grazie ad un forte lavoro preparatorio, un'ipotesi di modello di valutazione dei danni che possa essere un punto di riferimento per tutti i tecnici. Di questo gruppo hanno fatto parte gli ispettori tecnici dei principali gruppi assicurativi Italiani: Paolo Fratini, Claudio Ruspi, Lorenzo Nicoli, Antonello Lapioli, Giancarlo Moretti, Antonio Sgarabello, Stefano Gianesini, Luigi Luciani, Matteo Marmiroli Giancarlo Balduzzi.

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