Legge di stabilità, Martina: "Azioni forti a sostegno dell'agricoltura"

Abolizione di Imu e Irap agricole, assicurazioni contro le calamità, incentivi per macchinari e compensazioni Iva maggiorate ai produttori di latte. La soddisfazione del ministro

Lorenzo Pelliconi di Lorenzo Pelliconi

Questo articolo è stato pubblicato oltre 3 anni fa

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Nella foto, il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina
Fonte foto: © Ivano Valmori - Twitter

Il ministero delle Politiche agricole ha reso noto, nello specifico, le più importanti misure per il comparto agricolo inserite nella legge di stabilità, per un totale di oltre 800 milioni di euro.

La legge di stabilità è tra le più agricole degli ultimi anni – sottolinea soddisfatto il ministro Maurizio Martinaabbiamo lavorato per tutelare il reddito delle imprese con sostegni concreti e immediati a partire dall'eliminazione dell'Irap e dell'Imu sui terreni.
Meno tasse e più semplificazione e investimenti
per sostenere un settore strategico anche per la lotta alla disoccupazione. Le misure messe a punto consentono di investire oltre 800 milioni di euro, segnando così una delle azioni più forti che si siano mai fatte negli anni a sostegno del settore primario
”.

Analizzando nello specifico le misure, la parte più corposa riguarda i 600 milioni di euro destinati alla cancellazione di Irap e Imu sui terreni, che produrranno benefici in termini fiscali, destinando così maggiore risorse a investimenti e aumento dell'occupazione. 140 milioni andranno invece a finanziare le assicurazioni contro le calamità naturali, con un programma di agevolazioni in due anni.

La terza misura più importante per importo di spesa riguarda invece il rinnovo delle macchine agricole, con un fondo da 45 milioni di euro, creato presso l'Inail, destinato così a finanziare gli investimenti per l'acquisto o il noleggio con patto di acquisto di macchine o trattori agricoli e forestali, in modo da innalzare così gli standard di sicurezza a favore dei lavoratori e l'abbattimento di emissioni inquinanti.

Viene poi confermato l'aumento della compensazione Iva, dall'8,8% al 10% per i produttori di latte fresco, con un risparmio fiscale conseguente per le aziende del settore, che vale circa 0,5 centesimi di euro per litro venduto. La misura vale 32 milioni di euro.

L'ultima misura va nella direzione di una razionalizzazione degli enti collegati al Mipaaf. Infatti, dopo l'accorpamento di Cra e Inea nel nuovo Crea, per favorire una maggiore efficienza amministrativa e un più rapido accesso al credito delle imprese agricole, la legge di stabilità prevede l'incorporamento dell'Istituto sviluppo agroalimentare (Isa) e la Società gestione fondi per l'agroalimentare (Sgfa) all'interno di Ismea.

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