Basilicata, Luca Braia su Psr 2014-2020: "Mai più errori del passato"

Venerdì scorso a Potenza si è fatto il punto sullo stato di avanzamento del documento, che vale oltre 680 milioni di euro

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Luca Braia, assessore alle Politiche agricole della Regione Basilicata
Fonte foto: © Regione Basilicata

Nella riunione del tavolo del partenariato regionale per il confronto sul Programma di sviluppo rurale della Basilicata 2014-2020 - che si è tenuta venerdì scorso a Potenza in vista dell'incontro bilaterale in programma a fine mese con i servizi della Commissione Europea - si è fatto il punto sullo stato di avanzamento del documento, che vale oltre 680 milioni di euro di spesa pubblica in agricoltura da rendicontare entro il 2023. L’incontro è stato presieduto dall'assessore della Basilicata alle Politiche agricole, Luca Braia.
 
Ai partecipanti intervenuti in rappresentanza del partenariato e quindi dell’intero comparto agricolo regionale sono stati chiesti ulteriori suggerimenti, che dovranno pervenire entro giovedì. Il dirigente regionale Vittorio Restaino, dell'ufficio Autorità di gestione del Psr, ha illustrato in dettaglio il piano e le ultime raccomandazioni recuperate nell’incontro tenutosi a Bruxelles il 30 giugno scorso.
 
Sei le priorità individuate dalle direttive comunitarie per i Psr: trasferimento delle conoscenze; competitività; miglioramento dell'organizzazione di filiera; miglioramento degli ecosistemi dipendenti; economia a bassa emissione di carbonio; sviluppo occupazionale e crescita economica.
 
"In quest'ottica - ha spiegato il dirigente Restaino - le parole chiave del Psr Basilicata 2014-2020 sono: capitale umano, reti, innovazione, ricerca; diversificazione, ricambio generazionale; qualità, filiera corta, gestione del rischio; biodiversità, paesaggio, acqua, suolo; uso dell'acqua, energie rinnovabili; diversificazione, inclusione sociale e  sviluppo".
 
"Le tante aspettative che il settore riversa sulla nuova programmazione non possono essere disattese - ha detto l’assessore Braia - ma per essere molto più efficaci di come siamo stati sino ad oggi è indispensabile sentirsi tutti corresponsabili. Le criticità ereditate che stanno emergendo in questa fase conclusiva della vecchia programmazione e che con il Dipartimento stiamo affrontando con determinazione, non solo per il potenziale disimpegno, non devono ripetersi più in futuro”.
 
Secondo Braia, “Le sei priorità in cui si sintetizza il nuovo Psr, danno una grande e rinnovata chance alla nostra agricoltura ed ai nostri agricoltori, che intendiamo accompagnare con attenzione, efficacia e determinazione nella sfida dell’aggregazione dell’offerta, in una integrazione efficiente e funzionale con la ricerca applicata, interpretando al meglio il binomio sempre più inscindibile con le tematiche ambientali a difesa e valorizzazione della biodiversità e quindi del patrimonio agro-forestale in chiave non solo protettiva ma soprattutto produttiva, esaltando il nuovo ruolo multifunzionale dell’agricoltore non solo come produttore di beni alimentari ma anche di servizi come quelli legati alla manutenzione del territorio, agli aspetti sociali e a quelli legati alla frontiera dell’energia sostenibile a tutela dell’ambiente. Questo nuovo strumento di programmazione garantisce quindi opportunità diverse che vanno comprese e che dovremo saper meglio comunicare al territorio in maniera chiara, semplice e capillare”.
 
“Ci sono - ha ribadito l’assessore - molti problemi da risolvere come l’accesso al credito, l’eccessiva burocratizzazione del sistema, che si possono affrontare e risolvere con una diversa organizzazione della filiera istituzionale e con modelli di bando da rendere semplici, aperti, che richiamano procedure standardizzate, e questa versione ultima del Psr le rende possibili. L’idea che recupera il confronto sul territorio e con il partenariato, è quella di perseguire il filone già inaugurato dell’agricoltura di qualità, da comunicare in maniera connessa al territorio. Non si tratta solo di recepire le direttive comunitarie, ma anche pensare in ottica di multifunzionalità e diversificazione dell’agricoltura in Basilicata recuperando il protagonismo che merita”.

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