Pac, 14 associazioni a De Girolamo: "Attuare una riforma sostenibile"

Il mondo ambientalista e dell'agricoltura biologica chiede un incontro al ministro e alla Conferenza delle Regioni per l’applicazione in Italia della nuova Politica agricola comune

Alessandro Vespa di Alessandro Vespa

Questo articolo è stato pubblicato oltre 6 anni fa

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Il Tavolo unitario delle 14 associazioni ambientaliste e dell'agricoltura biologica chiede un incontro al ministro De Girolamo

Quattordici associazioni ambientaliste e dell'agricoltura biologica chiedono un incontro al ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Nunzia De Girolamo e agli assessori all’Agricoltura e all’Ambiente che coordinano le relative Commissioni della Conferenza delle Regioni, per presentare le loro richieste sulle decisioni che il Governo dovrà assumere d’intesa con le Regioni per l’attuazione della riforma della Pac in Italia e sull’ impostazione dell’accordo di partenariato per la programmazione dei fondi europei 2014 – 2020 e la definizione del Piano d'azione nazionale per l'uso sostenibile degli agrofarmaci.

Le 14 associazioni (Aiab, Associazione per l'agricoltura biodinamica, Fai, Federbio - Upbio, Firab, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Slow Food, Touring Club Italiano, Pro Natura, Società italiana ecologia del paesaggio, Wwf), riunite in un Tavolo unitario, da settembre 2012 lavorano all’elaborazione di proposte per una riforma della Pac in grado di assicurare un futuro sostenibile all’agricoltura.

Le 14 associazioni valutano negativamente l’accordo che il 25 giugno scorso il Parlamento europeo, il Consiglio europeo e la Commissione Europea hanno raggiunto sulla riforma della Pac.
"Una delle poche cose positive dell’accordo - fanno sapere in un comunicato - è che le nuove regole comunitarie lasciano una buona possibilità di scegliere agli Stati membri nell’applicazione della nuova Pac come ad esempio la flessibilità dei fondi tra i due pilastri, la definizione dell'agricoltore attivo, il tetto massimo degli aiuti e le misure per i giovani agricoltori". Su queste opportunità il tavolo vuole contribuire con alcune proposte fra quali la prima è usare la flessibilità dei fondi tra i due pilastri per spostare il 15% dal primo al secondo, vero strumento per lo sviluppo sostenibile delle imprese e del territorio.

"L’accordo raggiunto a livello europeo non ha prodotto la riforma della Pac attesa dai cittadini e dalla componente più avanzata del mondo agricolo che in questo momento di crisi economica chiedevano una svolta radicale verso un nuovo modello agricolo in grado di premiare le aziende più virtuose, che producono i maggiori benefici per la società, cibo sano, tutela dell’ambiente e capacità di creare lavoro per i giovani - ha dichiarato la portavoce del Tavolo Maria Grazia MammucciniAdesso ci sono alcune scelte che spettano all’Italia e che possono cercare d’interpretare le aspettative e le richieste della maggioranza dei cittadini per un’agricoltura più sostenibile e su queste scelte chiediamo di essere ascoltati per poter contribuire portando le nostre proposte ”.

Tra l’altro la Conferenza delle Regioni ha appena approvato la posizione sul negoziato per l’applicazione della riforma della Pac con aspetti coerenti con le posizioni del Tavolo. Adesso quindi il Governo, d’intesa con le Regioni, dovrà definire il quadro strategico di riferimento per la programmazione di tutti i Fondi Comunitari per il periodo 2014 – 2020.

Le 14 associazioni chiedono infine che in questo contesto sia completato il processo di definizione del Pan, il Piano di azione mazionale per l’uso sostenibile degli agrofarmaci.

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Fonte: Aiab

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Tag: biologico pac ambiente sostenibilità pan incontri

Temi caldi: riforma della pac

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