Ortofrutta, patto tra agricoltori e mercati all'ingrosso

Siglato tra i presidenti di Cia e di Fedagro-Mercati associati. L'intesa intende dare impulso all'export e competitività del made in Italy

Questo articolo è stato pubblicato oltre 11 anni fa

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Patto di collaborazione siglato tra Cia e Fedagro Mercati

Agricoltori e mercati agroalimentari stringono un “patto” di collaborazione. Obiettivi: un’efficiente logistica, servizi comuni, prezzi trasparenti, contenimento dei costi. Un’alleanza, che nasce dopo un percorso di aperto e costruttivo confronto, siglata oggi a Roma dai presidenti della Cia - Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi e della Fedagro-Mercati associati Ottavio Guala. Occasione è stato il convegno, promosso dalla Cia, sul tema 'Produzione & mercato. L’ortofrutta fa sistema'.
 
L’accordo parte da un preciso presupposto: i mercati ed i centri agroalimentari sono interlocutori privilegiati del mondo agricolo e le loro strutture possono qualificarsi maggiormente, tramite intese e progetti con i produttori, per essere sempre più luoghi di coordinamento delle informazioni, di pianificazione delle attività di marketing e di fornitura di servizi.
Proprio nei mercati all’ingrosso gli agricoltori possono vendere tutte le tipologie dei loro prodotti, con eventuali certificazioni supplementari, elemento che non si riscontra nei rapporti con la Grande distribuzione organizzata, alla quale i produttori agricoli vendono soltanto ciò a cui sono vincolati negli accordi commerciali firmati.
I mercati ortofrutticoli possono avere, oltre ad un importante ruolo di valorizzazione economica, anche una funzione di salvaguardia, rispetto alla libertà di commercializzazione dei diversi operatori della filiera.
Viene evidenziata l’esigenza di potenziare i servizi comuni (il problema degli imballaggi, per il quale il mercato può ottenere prezzi inferiori, favorendo il piccoli produttori agricoli), Nello stesso tempo si ribadisce la necessità di studiare sistemi più efficaci di internazionalizzazione delle imprese e di progettare linee o spazio di specializzazione delle merci che rispondano ai nuovi bisogni dei consumatori (in particolare il biologico).

L’intesa punta su una maggiore razionalizzazione dei costi dei servizi e dei trasporti. Il problema della logistica, delle merci e delle informazioni, diventa il tema forte, da affrontare attraverso un potenziamento delle attività di marketing e un contenimento dei costi. “La logistica - ha rilevato il presidente della Cia - è la chiave essenziale per uno sviluppo della commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli e soprattutto dell’export”.
 
Hanno una loro importante funzione anche i servizi informatici, che - per la Cia - vanno incentivati sempre di più attraverso un lavoro congiunto tra produzione e mercati e tra mercati e mercati. Strategica potrebbe essere la messa in rete delle varie piattaforme logistiche a livello interregionale o nazionale per una maggiore efficienza di sistema.
 
Altro punto che andrà sviluppato maggiormente, nell’ambito delle nuove funzioni dei Mercati all’ingrosso, riguarda un adattamento delle piattaforme logistiche ad una nuova esigenza della società civile, quella della vendita ai Gruppi di acquisto, liberamente costituiti da privati cittadini ed ai quali i Mercati possono destinare forniture regolari, anche last-minute, per ridurre la significativa massa di invenduto. Questa soluzione, che va incontro ad esigenze sia di abbassamento dei costi, che di riduzione dell’impatto ambientale dei rifiuti, è già patrimonio di alcuni mercati.

Il nuovo “patto” evidenzia anche che la formazione del prezzo deve sempre più seguire meccanismi equi e trasparenti, tali da consentire una reale collaborazione tra mondo della produzione e dell’ingrosso.
Politi e Guala hanno concordato sull’obiettivo più generale di fare “sistema” in modo più consapevole ed organizzato per potenziare la competitività internazionale delle produzioni tipiche del “made in Italy”. E proprio riguardo all’export sarà importante uno sforzo congiunto tra produttori e grossisti per definire accordi internazionali sui mercati per lavorare in base a regole condivise sulle norma di qualità e sulle problematiche fitosanitarie.

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