Sardegna, per la Psa chiesto il riconoscimento dell'eradicazione

E la fine delle restrizioni all'export dei prodotti a base di carne di maiale. L'occasione è stata la visita degli ispettori della Commissione Ue. La Peste suina africana risulta scomparsa tra i maiali da 9 mesi, mentre non si registra più sui cinghiali se non per lo 0,1% degli animali campionati

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Secondo il responsabile dell'assessorato alla Sanità della Regione Sardegna, Nieddu, la Psa è in via di autoestinzione
Fonte foto: © Ursule - Fotolia

La Regione autonoma della Sardegna chiede all'Unione europea la revoca delle restrizioni sanitarie al comparto suinicolo, perché rivendica a proprio merito l'avvenuta eradicazione del virus della Peste suina africana, evento del quale chiede il formale riconoscimento.
Lo ha annunciato il presidente della giunta sarda, Christian Solinas, lo scorso 23 giugno, alla vigilia della visita nell'Isola degli ispettori della Commissione Ue che si conclude oggi 28 giugno 2019 e che hanno preceduto il prossimo arrivo del commissario europeo per la Salute e la sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis.


Solinas, chiediamo a Ue riconoscimento eradicazione

"La Regione - ha detto il presidente Solinas - ha applicato una rigida normativa che ha di fatto eliminato il pascolo brado, depopolando in modo drastico e in pochi anni gli animali non censiti e sanzionando chi non si è messo in regola. I sardi hanno pagato un caro prezzo in termini di impatto sociale ed è giusto che vedano ristorati questi sacrifici con il riconoscimento dell'eradicazione della peste suina dall'Isola e la conseguente apertura delle esportazioni delle produzioni suinicole verso l'esterno. Diversamente sarebbe incomprensibile il dichiarato vantaggio dell'applicazione in questi anni di un piano così radicale, che ha messo a dura prova allevatori e comunità locali".


Murgia (Agricoltura), ora via alle restrizioni

"Le importanti misure adottate dalla regione in tutti questi anni, col dichiarato obiettivo di sradicare la peste suina africana, hanno dato finalmente i frutti sperati. Chiediamo pertanto la revoca totale delle restrizioni tuttora in atto, che impediscono lo sviluppo di una rilevante e competitiva attività industriale del settore suinicolo, un obiettivo già fatto proprio dal presidente Christian Solinas". Lo ha detto il 24 giugno scorso l'assessore regionale dell'Agricoltura della Sardegna, Gabriella Murgia, agli ispettori della Commissione Ue giunti nell'Isola per fare il punto sullo stato di attuazione del piano di eradicazione della Psa.
 
L'assessorato dell'Agricoltura, "continuerà a sostenere il comparto suinicolo con l'attuazione delle misure già programmate e attivate, a valere delle risorse del Programma di sviluppo rurale della Sardegna, quali misura 4.1 - investimenti nelle aziende e misura 14 - benessere degli animali e del bilancio regionale. Si ha fiducia pertanto che le nostre richieste saranno integralmente accolte dai competenti uffici dell'Unione europea" ha concluso l'assessore Murgia.


Nieddu (Sanità) malattia in via di autoestinzione

"I dati sulla diffusione della Peste suina africana ci dicono che l'eradicazione è ormai a portata di mano. Da nove mesi non sono stati rilevati focolai nei suini domestici e la malattia è in via di autoestinzione nei cinghiali in molte aree della Sardegna, dove solo lo 0,1% degli esemplari controllati nell'ultimo anno sono risultati positivi al virus".
Sono le parole dell'assessore regionale della Sanità Mario Nieddu, a margine della visita degli ispettori della Commissione europea, iniziata con un focus sulla situazione attuale da parte dei tecnici dell'Unità di progetto per l'eradicazione della Psa, e che si conclude oggi.

"Parliamo di un obiettivo raggiunto a fronte di importanti costi in termini di sacrifici per la Sardegna, e in particolare per gli allevatori e le comunità locali - ha concluso Nieddu - Come già ribadito dal presidente Christian Solinas crediamo che oggi sussistano tutti i presupposti per richiedere la rimozione delle limitazioni alle esportazioni di prodotti suinicoli e ridare così respiro a un comparto con grandi potenzialità".

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