Non si arresta la contrapposizione fra le organizzazioni professionali. Ancora una volta il motivo del contendere coinvolge l'Associazione italiana allevatori (Aia), divenuta nel tempo “feudo” di Coldiretti. Una posizione egemone che ha sollevato in più di un'occasione le critiche di Confagricoltura. Ora i toni si fanno più aspri dopo la decisione di legare gli aiuti comunitari per il latte alle aziende zootecniche i cui animali sono iscritti ai Libri Genealogici, Libri la cui tenuta è stata affidata molti anni fa alla associazione allevatori. Ciò avveniva quando le organizzazioni professionali avevano una equilibrata rappresentatività all'interno di Aia. Equilibri che già da qualche anno si sono rotti e che ora, con questa nuova “prova di forza” dei premi legati ai Libri, rischia di aumentare contrapposizioni che non giovano a nessuno. Ne ha parlato a più riprese anche Agronotizie, l'ultima volta con un articolo che già nel titolo, “Basta, basta, BASTA!” invitava tutti a cercare punti di accordo piuttosto che di contrasto. Appello inascoltato, ci saremmo stupiti del contrario.

Perché sì
Ora la partita si fa ancora più accesa e quel che più conta la si gioca sulla pelle degli allevatori. Il legame fra premi accoppiati al settore latte e Libri Genealogici ha dalla sua il pregio di favorire le aziende più attente ai valori della genetica. E' anche un invito ad iscrivere ai Libri (e dunque ad Aia) le stalle che ancora non lo fossero. Una via verso il miglioramento genetico che si sposa con l'obiettivo della qualità delle produzioni. Per di più un “toccasana” per l'associazione degli allevatori, reduce dai drastici tagli dei contributi pubblici e alle prese con una difficile e profonda riorganizzazione. Perché ogni nuovo iscritto è al contempo una fonte di entrate, modesta ma preziosa in questa stagione di “ristrettezze". Sin qui i punti di vantaggio.

Perché no
Ma ci sono anche i contro. Per gli allevatori comporta altre spese (i costi per l'iscrizione ad Aia e per i controlli sugli animali) o peggio la possibilità di vedersi negare i premi accoppiati per la mancata iscrizione ai Libri dei propri animali. Un'evenienza inevitabile per le stalle che non hanno capi in purezza. Motivazioni che hanno indotto Confagricoltura e Cia a prendere posizione per contestare l'abbinamento fra premi accoppiati e Libri Genealogici. “In un momento in cui il settore lattiero caseario si trova in una fase d’incertezza dettata dalla fine delle quote produttive e dal prolungarsi dell’estrema volatilità del mercato - si legge in un comunicato congiunto delle due organizzazioni - l’esclusione di una vasta platea di beneficiari dai premi accoppiati della Pac non può essere tollerata”. Dalle parole ai fatti con la decisione di presentare ricorso al Tar di Roma contro il ministero per le Politiche agricole e contro l'Aia al fine di annullare il decreto ministeriale nella parte in cui limita i premi accoppiati per il settore del latte alla iscrizione ai Libri.

Interprofessione, che ne sarà?
Vedremo quali saranno gli esiti di questa denuncia, che si spera si concluda in tempi rapidi. Non ce ne sarebbe stato bisogno se le organizzazioni professionali fossero capaci di un preliminare confronto costruttivo, prima che le proposte si tramutino in leggi e decreti, che poi è difficile cambiare.
Questa dei premi accoppiati per il settore latte è una partita importante, ma ancor di più lo è il progetto dell'Organismo Interprofessionale unico del latte previsto dal recente “decreto Martina”, che Agronotizie ha dettagliato in questi giorni. A questo organismo andrà la rappresentatività del settore nelle trattative commerciali e non solo. Cosa faranno i “nostri” sindacati? Stringeranno un'alleanza per dare agli allevatori uno strumento efficace o si contenderanno spazi, visibilità e seggiole? O peggio, ostacoleranno uno strumento che potrebbe metterli in ombra? Temiamo di conoscere la risposta. Ma saremmo contenti di essere smentiti.