Il mondo della Limousine si è incontrato in Italia

Concluso il congresso mondiale di questa razza bovina da carne che ha nella Penisola molti estimatori

Angelo Gamberini di Angelo Gamberini

Questo articolo è stato pubblicato oltre 11 anni fa

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La Limousine è una razza da carne apprezzata anche per la sua adattabilità ai diversi ambienti di allevamento

Sono 12mila i capi di razza Limousine iscritti al Libro Genealogico della Limousine, una razza presente nel nostro paese da oltre 40 anni e sulla quale da tempo si sta conducendo un incessante lavoro di miglioramento genetico. E i risultati sono di tutto rispetto, tanto che l’Italia è stata scelta come sede del Congresso mondiale della razza, giunto alla sua 18esima edizione, che ha visto nei giorni scorsi la presenza di tecnici e allevatori provenienti dall’Argentina e dalla Nuova Zelanda, dal Sud Africa e dagli Usa, oltre che da molti altri paesi europei e non.

Il congresso ha fatto tappa in numerose città italiane per consentire agli oltre 250 partecipanti di conoscere le diverse realtà zootecniche della Penisola oltre che per dibattere e approfondire i temi di carattere tecnico relativi a questa razza. Il Congresso è stata aperto dal presidente dell’associazione mondiale allevatori della razza Limousine, Beppe Pantaloni, e dal presidente di Anacli, Camillo Dal Verme. Entrambi hanno espresso la propria soddisfazione nel vedere riconosciuto all’Italia il ruolo che le compete nel panorama mondiale della Limousine.

 

Razza da carne

Francese di origine, ma ormai “naturalizzata” in Italia, questa razza dalle ottime performance nella produzione di carne, ha iniziato la “conquista” dello Stivale partendo da Piacenza, dove si sono insediati i primi allevamenti, per poi diffondersi nelle regioni a maggiore vocazione zootecnica e in particolare in Emilia-Romagna (dove ha il 22% della diffusione), in Toscana (19%), Lombardia (15%). Significativa la presenza nelle due isole maggiori Sicilia e Sardegna, dove raggiunge rispettivamente il 9% e l’8% della diffusione.

Il merito della significativa presenza di questa razza è da collegarsi anche al lavoro di selezione condotto dall’Anacli, l’associazione che riunisce gli allevatori di questa razza e della Charollaise,  che opera dal 1985 ed alla quale è stata affidata la gestione del Libro genealogico delle due razze.

Punto nevralgico delle attività di selezione è il centro genetico gestito dalla stessa Anacli e che ha sede a Verano di Podenzano, in provincia di Piacenza. Il centro svolge le prove di performance (dalle quali usciranno i tori il cui seme servirà per la fecondazione artificiale) seguendo gli stessi protocolli utilizzati in Francia e messi a punto dall’Inra in modo da rendere confrontabili i nostri dati con quelli francesi.

 

Novità per la selezione

Sui metodi di selezione e sulle nuove tecnologie a disposizione si sono soffermati anche i lavori congressuali incentrati sulla conferenza tecnica sul tema “Prospettive future della Limousine nel mondo “. Particolare interesse hanno destato gli aggiornamenti in merito alle nuove tecnologie basate sulla identificazione  dei soggetti miglioratori facendo ricorso alle analisi del Dna. Non sono mancati alcuni approfondimenti anche su temi economici con l’analisi della evoluzione di alcune realtà come quelle del Sud America e dell’Australia, ove la Limousine sta riscontrando una forte espansione.

 

Alla scoperta della zootecnia italiana

I lavori congressuali sono stati affiancati da una serie di visite a diverse realtà aziendali che hanno consentito ai convegnisti di appurare la qualità del bestiame allevato in Italia e di conoscere le diverse modalità di allevamento, che vanno dallo stato quasi completamente brado, come si verifica nel Lazio, all’allevamento confinato, tipologia più diffusa man mano che si sale verso Nord. E per far “toccare con mano” i risultati raggiunti nella selezione, i congressisti hanno anche potuto partecipare alla V Mostra Nazionale del  Libro Genealogico che si è svolta a Vaglia (FI) nella splendida cornice del parco mediceo di Villa Demidoff.

Alla mostra, che ha visto la partecipazione di 120 soggetti in gara provenienti da 32 allevamenti, è seguita l’asta internazionale che ha visto battere animali provenienti dalla Francia e dall’Italia. Il prezzo più alto, 21mila euro, se lo è aggiudicato un riproduttore francese. Una bella cifra, specie in questo periodo di “vacche magre" che testimonia l’interesse per questa razza.

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Fonte: Agronotizie

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