Cereali, il deficit fra import ed export supera i 2 miliardi

L'import cerealicolo cresce con mais e grano duro, mentre cala il frumento tenero. Tiene l'export di pasta e prodotti trasformati

Lorenzo Pelliconi di Lorenzo Pelliconi

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La bilancia commerciale cerealicola tocca il deficit record di oltre 2 miliardi
Fonte foto: © Teodora D - Fotolia

Nei primi undici mesi del 2019, da gennaio a novembre 2019, il deficit del saldo valutario netto della bilancia commerciale cerealicola italiana ha superato la cifra record di 2 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 1,93 miliardi di euro dello stesso periodo 2018. Dal punto di vista quantitativo l'import ha registrato una crescita del 2,4% (+464.500 tonnellate).

Nonostante un brusco calo degli arrivi di frumento tenero (-671mila tonnellate), oltre a orzo e avena in minore quantità (-81mila tonnellate) e avena (-11mila tonnellate), il boom dell'import è rappresentato da granturco (+606mila tonnellate) e grano duro (+538mila tonnellate). Il terzo comparto a tirare semi e frutti oleosi (+411.500 tonnellate), mentre calano le farine proteiche (-258mila tonnellate).

Lieve calo per i prodotti esportati (-31mila tonnellate, -0,8%), nonostante un aumento in valore di 156 milioni di euro (+4,9%). In diminuzione le vendite all'estero di cereali in granella (-96mila tonnellate), semola di grano duro (-30mila tonnellate) e riso (-45mila tonnellate), mentre continuano a crescere le esportazioni di pasta (+6%) e mangimi a base di cereali (+8,6%). Aumentano anche le esportazioni di farina di grano tenero (+4,4%) e prodotti trasformati (+0,7%).

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