Dopo due anni di eventi aperti a un numero ristretto di partecipanti causa pandemia, Campo Demo torna ad accogliere un numero ampio di tecnici ed agricoltori. La nuova stagione del format, lanciato dal Centro di Saggio Agricola 2000, è stata aperta da Campo Demo Cereali, un evento che si è tenuto il 20 maggio scorso presso l'Azienda agricola Rosti Paolo di Merlino (Lodi).

 

Un evento in cui i tecnici di Agricola 2000, quelli delle ditte produttrici di sementi e agrofarmaci, agricoltori e professionisti del settore si sono incontrati per fare il punto sull'attuale campagna cerealicola e sull'innovazione disponibile per il comparto.

 

Difesa più semplice con un clima secco

L'andamento meteorologico che ha caratterizzato l'inverno e la prima parte della primavera è stato sicuramente anomalo, con una scarsità di piogge generalizzata ed alte temperature, soprattutto nella seconda metà di maggio.

 

"Dal punto di vista della difesa il clima ha giocato a favore degli agricoltori", spiega Amedeo Reyneri, docente presso il Disafa dell'Università di Torino. "La carenza di pioggia ha creato le condizioni sfavorevoli all'insorgenza della septoria e se l'andamento climatico si manterrà costante, con basse precipitazioni e caldo, anche la il fusarium non dovrebbe creare problemi".

 

Campo Demo Cereali 2022

Campo Demo Cereali 2022

(Fonte foto: AgroNotizie)

 

L'incognita semmai riguarda lo sviluppo della spiga, in quanto il caldo anomalo per la stagione spinge la pianta a chiudere il ciclo anticipatamente e dunque si potrebbe avere una granella di dimensioni più contenute, con un calo produttivo che ad oggi può essere stimato intorno ai 10 quintali per ettaro, su un areale dove si potrebbe sperare di arrivare a 80.

 

Grano duro sempre più adatto al Nord Italia

Un altro elemento emerso dall'edizione 2022 di Campo Demo Cereali è che il Nord Italia si sta rivelando un areale sempre più adatto al grano duro, coltura di grande interesse per le quotazioni di mercato che riesce a spuntare, ma fino ad oggi relegato al Sud Italia.

 

Come spiegato da Giacomo Pedretti, tecnico di Agricola 2000, le condizioni ambientali dell'annata attuale sono ideali per questa coltura sia sotto il profilo della formazione delle cariossidi, che dovrebbero esprimere una qualità appetibile dal mercato, sia sotto il profilo della sanità della granella.

 

Guarda il video a 360 gradi di Campo Demo Cereali 2022

 

Presso il Campo Demo Cereali, che ospita le prove della Rete Nazionale Cereali, coordinata dal Crea, è stato possibile toccare con mano le prove che mettono a confronto differenti varietà di grano tenero e duro, orzo e triticale, nonché miscugli. Miscugli che stanno catalizzando l'attenzione sia della filiera zootecnica che di quella del biogas. Si tratta infatti di mix di varietà in grado di generare abbondante biomassa energetica.

 

Altro elemento innovativo riguarda l'utilizzo di cereali autunno vernini foraggeri, quali ad esempio orzo, triticale, frumenti teneri e miscugli, che trovano applicazione nel campo zootecnico.

 

La biostimolazione dei cereali autunno vernini

I biostimolanti sono prodotti in grado di aiutare le piante a superare gli stress abiotici, come ad esempio la carenza di acqua o il caldo intenso. Possono poi giocare un ruolo nel migliorare la capacità della pianta di assimilare i nutrienti e nell'esprimere produzioni qualitativamente e quantitativamente soddisfacenti.

 

Una parte delle prove sperimentali condotte da Agricola 2000 e da aziende partner è stata dedicata proprio a testare diversi prodotti ad azione biostimolante con l'obiettivo di verificare la capacità di questi di sopperire a carenze nutritive, simulate in campo da applicazioni differenti di concimi azotati.

 

"Abbiamo testato il possibile incremento di efficienza d'uso dell'azoto nel frumento dividendo il campo in differenti aree dove sono stati somministrati in una 160 unità di azoto (pratica aziendale), in una seconda 90 unità (decurtazione del 45%) e nella terza 50 unità (riduzione del 70%)", spiega Enrico Gozio, tecnico di Agricola 2000. "L'obiettivo è stato quello di verificare se l'impiego di composti biostimolanti fosse in grado di massimizzare l'efficienza nell'assorbire le unità d'azoto a disposizione".

 

I risultati, disponibili a fine campagna dopo la raccolta e l'analisi, saranno pubblicati sul sito di Campo Demo. La sfida è certamente quella di valutare l'applicazione di questi prodotti, fino ad oggi relegati alle colture ad ampio valore aggiunto, ad un settore, come quello cerealicolo, in cui i bassi margini di mercato scoraggiano gli investimenti.

 

Arriva il frumento duro a residuo zero

Campo Demo Cereali 2022 è stata l'occasione anche per presentare i primi risultati del progetto Frudur-0, finanziato dal Psr della Lombardia (Misura 16) che ha come obiettivo quello di mettere a punto un protocollo di produzione per arrivare ad un grano duro a residuo zero.

 

L'Unione Europea e i consumatori, come anche la Grande Distribuzione Organizzata (Gdo), chiedono infatti che l'impiego di prodotti di sintesi venga diminuito. Ma al contempo è necessario aumentare le produzioni per far fronte ad una domanda di cibo in crescita a livello globale. Con Frudur-0 si prova quindi a coniugare le alte produzioni dell'agricoltura convenzionale, con l'assenza di residui tipica del biologico.

 

I primi risultati del progetto Frudur-0

I primi risultati del progetto Frudur-0

(Fonte foto: AgroNotizie)

 

Per ottenere il frumento duro a residuo zero il Centro di Saggio Agricola 2000 (capofila del progetto) sta sperimentando in campo diverse varietà di sementi e sta testando l'efficacia di differenti strategie di coltivazione (tradizionale, avanzata ed innovativa) e mezzi tecnici (fungicidi, erbicidi e concimi), individuando quelli più utili allo scopo.

 

Dopo aver valutato la sostenibilità economica, ambientale ed agronomica complessiva, il punto d'arrivo finale sarà la messa a punto di un protocollo per la produzione di frumento duro a "residuo zero". Successivamente si potrà procedere alla costituzione di una filiera del grano duro della Martesana a residuo zero.

 

Tra i partner istituzionali, accademici e aziendali di Frudur-0 ci sono il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (Disafa) dell'Università degli Studi di Torino, il Distretto Agricolo Adda - Martesana e sei aziende cerealicole.

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