Marche, pronti per i lanci di vespa samurai

La regione ha concluso il percorso autorizzativo e sta preparando la lotta biologica contro la cimice asiatica. L'assessore regionale all'Agricoltura Anna Casini: "Intervenire oggi assume una valenza strategica per prevenire possibili danni a frutteti e vivai"

vaspa-samurai-by-oregon-state-university-jpg.jpg

Un esemplare di vespa samurai su uova di cimice asiatica
Fonte foto: Oregon State University - Wikipedia

Parte anche nelle Marche la lotta biologica alla cimice asiatica (Halyomorpha halys Stal) con i primi lanci della vespa samurai.

Dopo l'autorizzazione da parte del ministero dell'Ambiente e i primi lanci di vespa samurai in Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Piemonte, ora anche le Marche stanno preparando il piano per il rilascio dell'antagonista naturale.
 
La regione, inoltre, istituirà un tavolo regionale per condividere la strategia complessiva di contrasto e gli ulteriori interventi da realizzare sul territorio, compresa l'informazione al settore agricolo.

Anche se per ora nelle Marche la cimice asiatica non ha fatto danni così gravi come nelle regioni del Nord Italia, la sua presenza è in costante e preoccupante aumento, come ha dichiarato l'assessore regionale all'Agricoltura Anna Casini e intervenire subito assume così una valenza strategica di prevenzione.

La vespa samurai (Trissolcus japonicus) è in grado di parassitizzare le uova della cimice asiatica portandole alla morte. Per questo è stata importata e studiata dal Crea di Firenze e allevata per essere diffusa nei programmi di lotta biologica, anche se alcuni esemplari di Trissolcus japonicus e di Trissolcus mitsukurii, anche esso un parassitoide della cimice asiatica, erano già entrati accidentalmente in Italia.
 
"L'utilizzo di questo nemico naturale - ha concluso Anna Casini - ha richiesto un lungo percorso autorizzatorio curato dal Servizio fitosanitario regionale dell'Assam che provvederà a eseguire i lanci di vespa samurai nell'area settentrionale delle Marche maggiormente colpita, in modo da salvare le colture senza usare i tradizionali agrofarmaci, nocivi per l'ambiente. L'obiettivo della regione è riportare il sistema in equilibrio con modalità del tutto naturali".

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 234.741 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner