Kiwi, recrudescenza del cancro batterico

L'allarme della Cia Lazio per questa patologia riconoscibile dall'essudazione rossa

Questo articolo è stato pubblicato oltre 11 anni fa

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Preoccupazione in Lazio per la recrudescenza
del cancro batterico del kiwi

La Cia - Confederazione italiana agricoltori del Lazio segnala con preoccupazione come la ripresa vegetativa del kiwi, coltivato su migliaia di ettari particolarmente nella provincia di Latina, abbia coinciso con la recrudescenza del cancro batterico del kiwi (Pseudomonas syringae pv. Actinidiae).

Gli attacchi sono estremamente virulenti e tanto più impressionanti in quanto si manifestano con una peculiare essudazione di colore rosso vivo sicché, prima di morire definitivamente, le piante sembrano grondare sangue.

Ad oggi risulta colpito il 50% delle piante di kiwi a varietà gialla, la più pregiata, ma l'infezione si sta rapidamente diffondendo tra le giovani piante del kiwi verde tradizionale che si riteneva essere una varietà più resistente.

La criticità della situazione è evidenziata dalle centinaia di segnalazioni denunciate dagli agricoltori. È a rischio una coltivazione che vale oltre 70 milioni di euro l'anno.

La Cia Lazio chiede che la Regione metta in campo ogni possibile azione utile a proteggere e salvaguardare questa importante coltivazione dal dilagare della micidiale batteriosi.

Inoltre, ha sottolineato il presidente Salvadori, "è necessario che la Regione intervenga subito monitorando le aree di coltivazione del kiwi e che contestualmente si accerti l'utilizzo di quelle buone pratiche agricole utili al contenimento del cancro batterico, come, ad esempio, l'estirpazione e la bruciatura immediata delle piante colpite".

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