Batteriosi dell'actinidia, un nuovo nemico

L'Italia si conferma principale produttore di kiwi dell'emisfero settentrionale

Lorenzo Cricca di Lorenzo Cricca

Tecnica
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A seguito del convegno nazionale sull'Actinidia diversi sono gli spunti interessanti che si sono messi in evidenza. Tra gli altri quello sulla batteriosi dell'Actinidia così come esposto da Riccardo Spinelli tecnico di Zespri Italia. 'Tale patologia è originata dallo Pseudomonas syringae pv. Actinidae: un batterio nocivo che sta pesantemente minacciando centinaia d’ettari di coltivazioni di kiwi nelle province di Latina, Roma e Treviso. E' un cancro batterico - continua Riccardo Spinelli - che si è manifestato per la prima volta negli anni '80 in Giappone. Nel 1994 è avvenuta la prima segnalazione in Italia (Scortichini, 1994) per poi ripresentarsi nel giugno del 2008 in diversi impianti della provincia di Latina. L’esplosione si è avuta a febbraio 2009 in concomitanza con basse temperature, che sembrano rappresentare un elemento  importante nella manifestazione sintomatologia. La situazione non è allarmante; tuttavia, il problema va rapidamente affrontato alla radice attraverso un attento monitoraggio ed un’accurata opera d’intervento e prevenzione.’

 

Le produzioni in Italia e nel mondo

Per quanto riguarda alcuni dati aggiornati sulla situazione produttiva e d'investimento (Dati CSO 2009), l'Italia è il principale produttore di kiwi dell'emisfero settentrionale, rappresentando l'80% del totale (Cina esclusa). Considerando tutti i produttori dell'emisfero nord la quantità prodotta e commercializzate previste per l'annata 2009/2010 sono di 654.900 tonnellate (-1% rispetto all'annata 2008/2009). Per quanto riguarda l'Italia la produzione prevista per l'annata 2009/2010 è stimata in 483.700 tonnellate (-7% rispetto all'annata 2008/2009) con volumi commercializzati pari a 436.200 tonnellate (-8% rispetto all'annata 2008/2009). Per quanto riguarda invece le superfici coltivate sono previste in aumento per tutte le principali regioni produttrici italiane: a livello nazionale, l'areale dovrebbe arrivare a 22.800 ettari.

Gli altri paesi produttori dell'emisfero Nord presentano volumi prodotti e commercializzati (2009/2010) pari a: Grecia 90.000 tonnellate (+20%), Francia 68.000 tonnellate (+15%), California 18.000 tonnellate (0%), Corea 16.000 tonnellate (+7%), Portogallo 14.000 tonnellate (+27%), Spagna 12.7000 tonnellate (+43%). (Le percentuali tra parentesi rappresentano la differenza rispetto all'annata 2008/2009)

 

Il mercato kiwi in Italia

Il kiwi e' la frutta italiana che viene esportata nel maggior numero di paesi del mondo e l'export pesa in modo considerevole sul totale del raccolto: si è passati da un 61% di prodotto esportato nella stagione 2004/05 a ben il 71% nella stagione 2008/09. Per fare un confronto, si pensi che le mele, che pure in termini di volumi rappresentano la prima tipologia di frutta esportata dall'Italia, hanno tuttavia una percentuale di export sul totale del raccolto che si ferma al 30%. Il kiwi, perciò, pur rappresentando soltanto il 6% della produzione totale di frutta in Italia, risulta al quarto posto nella classifica delle specie frutticole più esportate, con un peso del 14% sul totale. Al primo posto della classifica si collocano le mele (31% dell'export frutticolo italiano), seguite da uva da tavola (21%) e pesche (15% del totale).

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Fonte: Cso - Centro servizi ortofrutticoli

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